Frodi carburanti, un salto di qualità

Staffetta Quotidiana – Un giro d’affari “vorticoso” con “organizzazioni che mettono in grave difficoltà gli operatori onesti, anche con minacce dirette, e spesso riescono a rilevare l’intera filiera, dal deposito alla pompa, per rendere più difficili i controlli”. Quanto scritto venerdì dalla Guardia di Finanza è un’ulteriore prova del salto di qualità che gli operatori illegali hanno compiuto nel settore della distribuzione carburanti. Operatori che si fanno sempre più sistema, allungando i tentacoli dentro l’intera filiera petrolifera e al di fuori, nel resto dell’economia. Con il concreto rischio, viste le disponibilità economiche e il dinamismo di questi soggetti, che avvenga un contagio nelle associazioni e nelle istituzioni.

Tanto che sembra quasi una notazione di colore l’ultima operazione balzata alle cronache, il furto di cherosene da un oleodotto Nato. Mentre si moltiplicano le pronunce dei tribunali amministrativi, come ad esempio quella che ha dato ragione a Petrolifera Italiana, la società che aveva rilevato la Depositi Costieri Trieste per poi essere decapitata dagli arresti per riciclaggio, fatture false e frodi. Lo scorso 4 dicembre, con sentenza pubblicata in marzo, il Tar Lazio ha annullato la revoca della licenza fiscale disposta dall’Agenzia delle Dogane sulla base del vecchio articolo 23 del Testo unico delle accise – prima della modifica intervenuta con la legge di Bilancio 2017. Poco male, in questo caso, visto che comunque la società è in concordato e ha smesso di operare. Ma si tratta di una nuova dimostrazione della fragilità degli strumenti amministrativi in mano allo Stato, in teoria gli unici in grado di interrompere istantaneamente attività in odore di frode.

Lo scorso 25 giugno il Consiglio di Stato ha invece confermato l’interdittiva antimafia nei confronti della S.G. Petroli, società con sede a Verona che era stata “bandita” con provvedimento del prefetto per il concreto e attuale rischio di infiltrazione mafiosa.

Che la criminalità organizzata fosse interessata al settore petrolifero è cosa di cui si parla ormai da tempo. La novità è il salto di qualità, la penetrazione ormai sistemica nel settore. A fronte del quale sarebbe necessario un analogo salto di qualità da parte dello Stato – in primis dei magistrati che si occupano delle indagini.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana 

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mario
mario
1 mese fa

confosca conme legge antimafia e demolizione stazioni di rifornimento e depositi collusi

mario
mario
Rispondi a  mario
1 mese fa

ciedo scusa degli errori di scrittura sopra

Esso
Esso
Rispondi a  mario
1 mese fa

tranquillo alla mattina presto nessuno ci fa caso

Esso
Esso
1 mese fa

Tra un po avranno anche delle raffinerie in Italia si puo fare di tutto gli onesti massacrati da tasse i delinquenti padroni !

Roberto
Roberto
1 mese fa

IL POTERE DELLA GRANA…….E NOI SI LAVORA PER 2CENT

francesco saverio
francesco saverio
1 mese fa

Non conosco la legislazione germanica e francese, non sarebbe male, anche in nome della UE copiarle o farle imporre a tutti gli stati,la verita’ e’ che i politici di questo settore non capiscono un tubo e spesso ubbidiscono a forzature ecomichepolitiche collaterali ai loro partiti, leggiferando in modo blando,la sintesi e’ descritta molto bene nell’articolo,nemmeno le dogane possono intervenire in modo drastico, la miriade di codicilli salva sempre il peccatore, intanto il solito e vecchio benzinaio deve vivere con le elemosine rischiando anche del suo.

scaloppino
scaloppino
1 mese fa

ragazzi questa è l’italia dove per andare avanti bisogna essere disonesti a scapito di gente onesta ch paga le tasse basta vedere che i parlamentari hanno chiesto e ottenuto il reddito d’emergenza