Alla vigilia del tavolo negoziale si segnalano le inopportune e vergognose reprimenda di Eni

I Gestori a marchio Eni denunciano il comportamento dell’azienda che sta inviando lettere di contestazione per il superamento del prezzo massimo. Una insistente reprimenda che Eni sta portando a termine senza tenere conto di alcune doverose considerazioni. Una situazione che ha interessato, tra gli altri, anche i gestori iscritti alla Gisc di Treviso che (come sa perfettamente anche Eni)  stanno da tempo utilizzando l’aumento del prezzo consigliato sia come forma di sopravvivenza ma anche come forma di protesta contro dopo quella che li ha visti sospendere per circa una settimana la vendita in modalità Servito.

Premesso che Eni, in ottemperanza all’Accordo Economico Commerciale del 2014 – che avrebbe dovuto essere rinegoziato nel 2016 (alla sua naturale scadenza) – fissa un prezzo consigliato di vendita al pubblico (che comprende tre centesimi di margine di guadagno su iperself e 5 sul servito) e consente (in una ipotesi di margine equo) al gestore di muoversi in autonomia entro il range stabilito dall’accordo e denominato prezzo massimo . Quindi gli permette di abbassare i prezzi e di alzarli non oltre i cinque millesimi per la vendita tramite modalità iperself e 1,5 per quella in servito. Qualora l’accordo (tacitamente rinnovato in quanto mai rinegoziato secondo le necessità dettate dall’aumento delle spese da parte dei gestori) non venisse rispettato proprio nel rispetto del prezzo massimo, Eni si riserva di fatto di procedere fino ad invocare la risoluzione del rapporto di comodato e fornitura in essere.

Ora: il margine stabilito sei anni fa su un accordo dichiaratamente di solidarietà (su margini già inadeguati allora) e mai ridiscusso se non in questi ultimi giorni (?) e dopo molte sollecitudini, nonostante la promessa di farlo, si sta dimostrando assolutamente insufficiente a coprire la mole di spese che negli ultimi  anni si è dovuto sobbarcare qualunque gestore. E’ quindi per pura sopravvivenza della sua attività che il lavoratore autonomo si è trovato costretto a venire parzialmente meno all’accordo in essere. Accordo che è giusto ricordare non è mai stato rinegoziato per esclusiva responsabilità di Eni.

A fronte di una situazione così delicata sarebbe stato più che mai doveroso da parte di Eni contattare i Sindacati che dovrebbero essere la mediazione tra i gestori e l’Azienda stessa per farsi carico della situazione di difficoltà e trovare un sistema per ovviare ai danni che si stanno verificando sugli impianti. Eni e Sindacati hanno sottoscritto un accordo straordinario per gestire la fase più delicata della pandemia assolutamente inadeguato in termini di remunerazione del margine. 

Inoltre,  l’accordo invocato nelle lettere di contestazione dalla stessa Eni e ignorato nelle parti a lei meno confacenti, prevede che: nel caso in cui Eni verifichi, in qualunque modo ritenga opportuno, che il gestore pratichi un prezzo al pubblico superiore a quello massimo, potrà provvedere immediatamente a contestare per iscritto tale violazione del presente accordo. Il gestore avrà quindici giorni di tempo a far data dalla ricezione della contestazione aziendale per comunicare le proprie considerazioni. Laddove le ragioni del gestore dovessero essere considerate insufficienti Eni procederà ad altri due richiami entro i dodici mesi dalla prima contestazione. 

Ragioni che sono pressoché dovute ad una lotta per la sopravvivenza ampiamente motivata e conosciuta anche dalla stessa azienda che invece in modo scorretto non solo non comunica con i  sindacati la problematica ma, in alcuni casi, non invia le tre raccomandate (cosi come previsto dall’accordo) procedendo con  vergognose velate minacce e insistenti reprimenda e non lasciando ai gestori altra alternativa se non quella di prendere atto del pericolo imminente di un inevitabile fallimento se non di una possibile risoluzione contrattuale.

In un tale contesto si segnala la comprensibile presa di posizione di Gisc_TV la quale ha inviato ad eni una comunicazione dura e inequivocabile. Gisc_TV scrive che il comportamento dei Gestori relativo al prezzo di vendita dei carburanti è prima di tutto una necessità economica ineludibile ed anche una legittima iniziativa sindacale messa in atto dal comitato di colore Eni della Gisc_TV al pari dello sciopero ed è per questo che le lettere di contestazione sono nulle di fatto e di diritto.  Inoltre, scrive ancora l’associazione, vista la perseveranza di Eni nel non comprendere le impellenti necessità delle gestioni ed il continuo rifiuto di interloquire con chi legittimamente li rappresenta, provvederà a segnalare all’autorità Garante della concorrenza e del mercato il comportamento relativo ai prezzi dei carburanti, al garante per la protezione dei dati personali sul controllo dei prezzi dei Gestori, riservandosi di ardire alla magistratura per la rappresentatività negata. La nota di Gisc si conclude con la comunicazione dell’avvio della protesta del boicottaggio del prezzo del servito ed il blocco dei bollettini postali. 

Insomma, sembra aprirsi una stagione altamente conflittuale, il cui fuoco alle polveri viene dato sopratutto dal comportamento di alcune aziende petrolifere come Eni, la quale non paga del vantaggio riservato dalla sottoscrizione dell’Accordo del 19 dicembre 2014 che aveva un inequivocabile carattere e ratio di solidarietà volto a ridare risorse all’intera filiera della distribuzione carburanti a Marchio Eni, e quindi, in fine, alla Divisione Eni medesima.  Eni è consapevole di aver più volte, nonostante le dichiarazioni di disponibilità  ed alcuni incontri interlocutori, rinviato o lesinato  qualsiasi risultato tangibile in ordine al miglioramento di condizioni economiche ormai irrinunciabili da parte dei Gestori. A tutto cio’,  già di palese evidenza, si è aggiunto il crollo delle vendite dovuto alla pandemia. I deboli segnali di ripresa non sono sufficienti a recuperare in positivo un bilancio dell’esercizio 2020, sia pure trattandosi, nel nostro caso di una micro impresa. Micro impresa che necessita comunque di un sostanziale equilibrio, pena la assoluta insostenibilità. A cio’ aggiungasi che l’aumento del differenziale  deciso dall’Azienda, ha comportato e sta comportando una significativa migrazione dei clienti dal servito alla modalità self, aggravando il conto economico delle gestioni, che continuano, sia detto per inciso, a percepire solo 2 centesimi in piu’ di sconto sui litri venduti appunto con la modalità servito. 

Tutte le considerazioni sopra appena accennate, rendono evidente che la necessità di recuperare alcune ridotte risorse anche mediante l’adozione di un prezzo superiore al massimo consentito dagli Accordi nazionali, è l’unico strumento possibile per evitare immediate ed irreversibili crisi gestionali. In questo senso, le considerazioni di Eni in merito a paventate azioni giudiziarie civilistiche o eventuali mancati rinnovi alla scadenza dei relativi contratti di comodato e fornitura appaiono non solo prive di fondamento, ma del tutto irrisorie rispetto alla concreta possibilità – ben piu’ evidente e prossima – di crisi economiche gestionali diffuse e numerose, stante la attuale situazione.

In questo quadro, sarebbe stato opportuno e auspicabile che l’Azienda non tenesse conto di alcuni superamenti del prezzo massimo, considerando che la stessa Azienda non è intervenuta a sostegno delle proprie gestioni se non con misure del tutto insufficienti a contenere le significative perdite economiche o a migliorare complessivamente le condizioni economiche ferme all’Accordo citato del 19 dicembre 2014.

In una tale situazione, oggi pomeriggio riapre il tavolo negoziale con Faib, Fegica e Figisc. Sia chiaro da subito che se l’azienda continuerà nella direzione intrapresa, trascinando una trattativa già zoppicante sia per gli accadimenti sopra descritti ma anche per la diffusa sfiducia delle gestioni nella contrattazione collettiva, si ritroverà nel breve a dover gestire situazioni di conflittualità diffusa. Le reprimenda ed il ricorso ad evidenti termini intimidatorie saranno utili solo alle frange più estreme e ad alimentare il pascolo di alcuni studi legali. 

Un rischio che nessuno (compresa Eni) pare in grado di comprendere.

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Overatore
Overatore
27 giorni fa

Da segnalare il comportamento di alcuni referenti territoriali che, davanti alle richieste di aiuto e collaborazione del gestore in reali difficoltà economiche, imputabili esclusivamente alle politiche commerciali di Eni, non sanno far di meglio che parlargli dei bollettini (servizio arrivato con almeno 10 anni di ritardo).

Gianni
Gianni
27 giorni fa

Siamo i più cari di tutti, si perdono litri come se non ci fosse un domani. Hanno aumentato il differenziale come se vendessimo shampagne e loro ci mandano il vademecum di come comportarci con il cliente quando non sanno nemmeno cos’è un cliente….come se avessimo bisogno di sapere come salutare… ed è difficile salutare quando sai che stai fallendo…

Al fine di uniformare il comportamento sottopensilina al momento del rifornimento vi invio un breve vademecum che dovrà essere ADOTTATO sin da subito da tutti .

ARRIVO CLIENTE
E’ sempre il momento in cui il Gestore/Addetto deve porre la massima attenzione utilizzando cordialità e cortesia adoperando il sorriso ed il saluto: Buongiorno, Buon pomeriggio, Buonasera;
PRESIDIO PIAZZALE
Il presidio costante è FONDAMENTALE per l’ingaggio del cliente, grazie alla proposta e l’attuazione di tutte le iniziative a disposizione :
proposta prodotti premium , rispetto della carta dei servizi ( lavaggio vetro, controllo livelli , etc.) , informazioni di tutti i servizi presenti sul pv;
SERVITO E PROPOSTA PREMIUM
 Chiedere al cliente che tipo di carburante desidera e proporre il pieno :
in caso di alimentazione diesel :
vuol provare il nostro Diesel+ ? contribuisce a pulire il motore ed a migliorare le prestazioni della sua auto
in caso di alimentazione a benzina :
vuol provare la nostra super+ ? Ha un alto numero di ottani e migliora le prestazione della sua auto
AL MOMENTO DEL PAGAMENTO
Consegnare al cliente il gel monouso , proporre il pagamento cashless ed informare il cliente della partnership Eni/Poste :
la informo che qui da noi è possibile pagare i bollettini e ricevere sconti con pagamento Bancoposta e Postepay.

Arrivederci e grazie per averci scelto.

Alex
Alex
Rispondi a  Gianni
27 giorni fa

Se continuiamo a perdere clienti con le loro politiche fallimentari possiamo anche fare una partita a carte quando viene il cliente, tanto di tempo ne abbiamo.

Kazunori
Kazunori
Rispondi a  Gianni
27 giorni fa

Mi ricorda tanto il Top Service che avevamo con Total,ma almeno li a fine anno ti riconoscevano una bella cifretta…

pippo
pippo
27 giorni fa

Cambiamento irreversibile e necessario
Questo dice ENI ,e in questo cambiamento ,i gestori non ne faranno parte ,anzi sono un ostacolo .Questo dice eni ai loro cari gestori ,e chi continua a NON crederlo è un ottuso Questo lo ha capito anche il sindacato ,difatti ,leggendo la letterina FAIB dove l unica preoccupazione è risolvere l illegalità ,aiutare la controparte ad investire in tranquillità ??! i gestori dopo .
Oggi ,tutti gli schemi contrattuali sono saltati ,il solo cercare di ragionare su schemi di solo 2 /3 anni fa e saltati ,oggi cè lo smart Working ,o lavoro da casa ,i consumi di carburante sono calati del 20/30% ,l ibrido sta facendo storia .
Noi e il sindacato cosa stiamo facendo ,nulla ,stiamo aspettando che ci convochino a loro piacere per darci una pacca sulla spala e qualche millesimo .Andassero a fare in culo IO non ci sto
Ben fanno quei gestori ENI ad aumentare il margine ,magari 50 centesimi al litro !!! vedemmo se tutti lo facessero (fantascienza ) cosa direbbe eni
Non è possibile che un gestore lavori in piazzale per 3/5€ all ora ,non è concepibile che un gestori paghi quello che pagava nel 2019 nel 2020 ,con un calo del 30% ,non è possibile pagare affitto lavaggi o bar con un calo del 59% !!!
Qui non si tratta più di andare a trattare ,ma di pretendere
I gestori e sindacato sono disposti a dare “fuoco alle polveri ” e iniziare una lotta dovono vincere i gestori ,Se non siamo disposti a questo tutte le lettere e letterine ,tavoli e incontri sono inutili

Giovanni gestore senior
Giovanni gestore senior
27 giorni fa

Da parte di Gisc_TV prese di posizione giuste e legittime,
mentre per Faib Fegica e Figisc che son quelle “più rappresentative” (solo sulla carta, bisogna vedere quanti di questi iscritti ne sono consapevoli, vivi, ecc.) tutto tace,
di tanto in tanto sentiamo che son seduti ai tavoli per banchettare con le compagnie,
sentiamo che è colpa dei gestori che non partecipano …. LE SOLITE MENZOGNE PRECONFEZIONATE, MAI PORTARE A CASA RISULTATI CONCRETI.
Bisogna coinvolgere midia, magistratura, garanti ecc. se qualcuno fa finta di non sentire.
LA VOCE GROSSA DOVETE FARLA CON I POTERI FORTI NON CON CHI FATE FINTA DI RAPPRESENTARE.

Peppe
Peppe
27 giorni fa

Ancora andiamo avanti con campagne promozionali totalmente inutili ,volantini promozionali dei bollettini , gel per le mani , quando i nostri prezzi sono assurdi ,come aumentare il venduto al servito quando il differenziale sfiora i 30 Cent./Litro ? impianti e erogatori fatiscenti però mandano i vari Mystery Motors e Beniamino a vedere come pulisci i vetri , si alzassero loro alle 5 di mattina ogni giorno e passasero un inverno sul piazzale ,tra ghiaccio ,temporali e pioggia come tutti noi facciamo da decenni sabato ,domenica e festivi inclusi ,vediamo quanti giorni resistono questi impiegati da poltrona e aria condizionata ,capiscono che con questi incassi non si riesce a pagare tasse ,luce e Operai ? riuscire a vendere lo stesso barattolo di lubrificante al triplo del prezzo del supermercato accanto al distributore è un miracolo ,e sentirsi dare del ladro dal cliente è perfettamente giustificato dalle politiche della società petrolifera , va a spiegare al cliente quanto lo paghiamo noi Gestori .

Alex
Alex
Rispondi a  Peppe
27 giorni fa

Lubrificante eni 5w 30 listino al pubblico Euro 27.00
al gestore con un quantitativo tale da dover ipotecare un rene
prezzo d’acquisto 17.90 Euro,
al supermercato si trova a Euro 11.90
Extrarete Euro 8.00.
Stessi requisiti olio Castrol supermercato Euro 19.20
fornitore Euro 8.30
differenziale fra Supermercato e fornitore Euro 10.90
manodopera esclusa Euro 10.90 x un l’officina.
Lubrificante eni margine officina escluso manodopera Ero 3.90
margine gestore se è fortunato Euro 2.10 compreso lo smaltimento rifiuti speciali e la manodopera.
Morale: l’officina non proporrà mai un lubrificante eni anche se la qualità è indiscutibile,
l’eni non venderà il lubrificante al supermercato perché le officine lo sconsigliano,
il gestore ricopre la parte dei 40 ladroni.
Di cultura c’è né tanta, ma di intelligenza poca.

pippo
pippo
27 giorni fa

Comunque e sempre onore a GISC e a PARIN , se seguissimo i loro consigli avremmo qualche pezza al culo in meno
Ai vari gestori ENI ,vorrei dire loro :invece di lamentarVI su cosa vi obbliga a fare la mamma eni ,perché non li mandate a quel paese e iniziate da subito una bella obiezione di coscienza e da subito iniziate a vendere solo carburanti ? Il cambiamento necessario proposto dal DESCALZI non può valere solo per eni ,lo devono fare e non solo subire i gestori ,
Mi sembra che come al solito ,piagnistei e nulla di concreto ,o fatti concreti o zitti ,se pensiamo che mamma ENI ci aiuti ,stiamo freschi

gioeni
gioeni
27 giorni fa

io continuo a ripeterlo dobbiamo combattere tutti uniti e fare sciopero TUTTI !!!

pippo
pippo
Rispondi a  gioeni
26 giorni fa

Il problema NON è scioperare ,si può scioperare anche un anno , le idee su cosa si deve ottenere ,le proposte da portare alla controparte ,cosa siamo disposti a fare per ottenerle ?.Questo non ce lo sta dicendo nessuno ,tutti dicono vedremo ,più avanti ,forse .Di concreto non ce nulla ,il sindacato propone cose che sembrano non volere alzare la polvere ,i gestori continuano a essere sempre più succubi delle compagnie e dei retisti ,Mi punto sui retisti perché sono e saranno loro i protagonisti ,l esempio è EG, retisti ,camuffati da società petrolifera
Un suggerimento potrebbe essere di iniziare al contrario ,assemblee per contarci ,decidere cosa si vuole e come fare per ottenerlo ,magari firmando un contratto di adesione alle iniziative sindacali ,iniziare una nuova era contrattuale e sindacale ,Altrimenti ….tutti zitti e a casa

PIETRO
PIETRO
26 giorni fa

Buongiorno, MA… TRA SINDACATI GESTORI ED EUROGAGES “Esso” SI SA QUALCOSA?
Sig. TIMPANI, lei che risponde sempre a tutti, mi saprebbe dire se ci sono novità? grazie per la Sua gentilezza.

roberto timpani
roberto timpani
Rispondi a  PIETRO
26 giorni fa

A volte non intervengo perchè su altri commenti mi invitano a dare le dimissioni. Non che io me la prenda, anzi, solo che questo atto da me sollecitato in Federazione piu’ volte non viene accettato. Ma andiamo oltre. Rispondo su EG : siamo stati molto duri – ovvio che qualcuno dirà : A PAROLE , MA NOI VOGLIAMO I FATTI – l’ultima volta e lo saremo ancora. L’obiettivo comune del Sindacato e stringere le controparti – compresa eni – verso un margine unico come sapete, che non significa abbassare quello self ovvio. Ma non è facile. Il punto è che ci continuano a dire un po’ tutte le nostre controparti : O vi accontentate o andremo noi direttamente dai gestori a offrire un po’ di soldi – Questa tecnica, nota per chi non ha la memoria corta ( vedi eni dal 2012 in poi, api, i retisti che hanno comprato altri pezzi di rete Esso, tamoil, etc…) è una strategia che negli anni ha costretto i gestori ad accettare qualsiasi proposta pensando che fosse la salvezza. Non è facile credetemi anche perchè lo sciopero del servito, lo sciopero delle carte aziendali, lo sciopero in generale, in questo contesto drammatico, sarebbero un insuccesso. E questo lo sappiamo. Tuttavia si stanno accorgendo che tutte le soluzioni alternative alla figura classica del gestore ( gestioni dirette, appalti, società di comodo) sono fallimentari e che salvaguardare la sostenibilità delle gestioni sta diventando un obiettivo sul quale convergere. Sempre che se ne accorgano quelli che mandano lettere di contestazione sui prezzi, sul bagno sporco, sula cestino dei rifiuti pieno o sui pochi bollettini postali fatti. Ma spesso è un riflesso di nuove o vecchie arroganze. Il cambiamento, come dice anche Pippo, purtroppo c’è ma deve essere graduale e non imposto dall’alto con ordini imperativi o piccole o grandi intimidazioni. Minacciare disdette dei contratti da qui a un anno o giu’ di li significa solo non capire che saranno i gestori, ben prima di quella data qualunque sia, a chiudere gli impianti e restituire le chiavi . Il gestore forse dovrà affrontare dei cambiamenti, ma se non finisce l’arroganza dei petrolieri avranno belle idee ma nessuno che le metterà in atto. Le belle stanze dove si concepiscono grandi soluzioni sono lontane dalla “giungla” quotidiana.

PIETRO
PIETRO
Rispondi a  roberto timpani
26 giorni fa

Bene,.. ma come mai le azioni mirate ad ottenere un parere del garante partono da Angac, Gisc_tv e non da Fegica, Faib e Figisc?? perchè non andare in questa direzione tutti insieme?

PIETRO
PIETRO
Rispondi a  roberto timpani
26 giorni fa

“ci continuano a dire un po’ tutte le nostre controparti : O vi accontentate o andremo noi direttamente dai gestori a offrire un po’ di soldi – Questa tecnica, nota per chi non ha la memoria corta ( vedi eni dal 2012 in poi, api, i retisti che hanno comprato altri pezzi di rete Esso, tamoil, etc…) è una strategia che negli anni ha costretto i gestori ad accettare qualsiasi proposta pensando che fosse la salvezza.”
OK ,..ma questo sino ad oggi non ha prodotto alcun risultato positivo,
abbassare sempre la testa in ogni caso ci ha portati alla distruzione, tanto vale mostrarsi duri, con la schiena dritta e lottare sino in fondo.

pippo
pippo
Rispondi a  roberto timpani
26 giorni fa

Buongiorno Timpani
Io penso e vedo ,che dal Febbraio 2020 il mondo ,e il sistema sta cambiando ,ci sono società persone che stanno in tutti i modi cercando di uscire da questo pantano in modo dignitoso ,mentre altre stanno pensando che arriverà un messia a salvarli I GESTORI
I gestori credono ,forse oggi più di ieri che il sindacato trovi il sistema di levarli dai casini ,cosa impossibile se LUI stesso non trova la forza e la volontà di cambiare
Le contrattazioni ,i tavoli ,il mise la ristrutturazione dei vecchi contratti ,addirittura i famosi 10 centesimi al litro ,inimmaginabili fino a un anno fa ,oggi sono pochi ,oggi parlare di un aumento dei margini pro litro è inutile Oggi 2 persone in un piazzale devono portare a casa 500 € al giorno per essere decenti ,quale margine gli diamo ?
Dobbiamo cambiare noi gestori e voi sindacato il modo di proporci alle compagnie e retisti ,devono arrivare che si ci sarà un cambiamento ,ma nell immediato NOI siamo indispensabili altrimenti si sciopera alla faccia di antitrust e compagnie vediamo se dopo 15 gg qualcuno ci /vi ascolta .Bisogna invertire la strategia .assemblee ,decisioni .proposte condivise .saluti

roberto timpani
roberto timpani
Rispondi a  pippo
26 giorni fa

senza abusare troppo nei miei interventi aggiungo due cose : una per Pietro che mi sollecita una iniziativa simile ai sardi, l’altra a Pippo che mi sollecita anche su altri argomenti.
Usiamo un esempio: se devo andare al negozio a prendermi una scatola di pomodori per farmi due spaghetti al dente e vedo una pila di barattoli esposta con centinaia di confezioni, prendo una SOPRA o una sotto la pila ? Tanto ho bisogno di UNA scatola non di piu’. Ebbene chi invoca l’antitrust ho ha una memoria corta o non sa cosa sta combinando . Ora è anche divertente leggere che se questo o quel gruppo non partecipa alle trattative, allora gli eventuali accordi con i petrolieri sono pratiche antinconcorrenziali, salvo precisare che , se partecipa, queste ipotetiche violazione della legge non ci sono. Il metodo è sbagliato, ed assolutamente contrario al nostro modo di fare sindacato. Vedremo che esce fuori certo. Ma non ci si inventa Sindacato con i legali.
Sulla necessità di cambiare sopratutto nel Sindacato dopo febbraio 2020, come dice Pippo, stiamo cercando di capire dapprima cosa cìè oggi : una diffusione di retisti privati con contratti di appalto da un lato, dall’altro compagnie che stanno spremendo i gestori come limoni. Noi vorremmo immaginare un settore – oggi aggredito da illegalità e dai sostenitori dell’elettrico – in cui , ognuno con le proprie competenze e responsabilità – abbia un lavoro dignitoso e redditizio.
E sono d’accordo con Pippo che forse il pro/litro non è piu’ un parametro per dare dignità e reddito.

pippo
pippo
Rispondi a  roberto timpani
25 giorni fa

Buongiorno
Capire cosa c è oggi lo abbiamo già capito da tempo ,e abbiamo anche capito che certe cose non si vogliono fare ,per stupidità e incompetenza ,come la vera lotta al contrabbando eliminabile in 2 mesi
Oggi il sindacato ,e i gestori in primis ,devono avviare un rinascimento della categoria ,gettare tutti i pregiudizi ,le paure ,le contraddizioni e ripartire con nuove idee e proposte atte a portare il VENDITORE DI CARBURANTI STRADALE al ruolo che gli spetta ,economicamente sostenibile e moralmente definito .Levare dalle strade questa accozzagli di barbari sfruttatori
Non è più pensabile che nel 2020 ci sia un caporalato legalizzato negli impianti ,non è accettabile che una persona sia costretta a lavorare a cottimo ,perché di cottimo si tratta, per portare a casa 3€ all ora per il solo fatto di sottostare a contratti che di “contratto ” non hanno nulla, vecchi di anni ,che andavano bene ” 30 anni fa
Potremmo andare avanti fino a descrivere l attuale situazione ma la conosciamo tutti
Portare tutta questa situazione alla luce del sole e STRAVOLGERLA !! Rinascere con nuove idee e proposte .Non ci stanno ?andranno impianto per impianto per fare firmare ? lo facciano . A volte basta partire per primi colpirne una per colpirle tutte

giuseppe Di Bonaventura
giuseppe Di Bonaventura
25 giorni fa

Buon giorno, sono gestore IP, chiedo gentilmente a Roberto Timpani di rispondermi per quanto riguarda l’utimatum invito alla IP a Luglio che riguardava un errore forse non voluto dalla IP, ma di fatto esistente, nei confronti degli impianti ex Totalerg per le giacenze fine anno 2018, che ultimava entro UNA Settimana il rimborso del dovuto. Parliamo di almeno in media di 2/5 mila euro ad impianto.Oggi 26 Settembre nulla è cambiato. Ricordo che nel frattempo, molte gestioni hanno chiuso e molti lo faranno a breve…e questi soldi? Credo che noi tutti meritiamo una risposta esaustiva ed immediata.Saluti Giuseppe

pippo
pippo
Rispondi a  giuseppe Di Bonaventura
25 giorni fa

SE IL SINDACATO VI INVITEREBBE ALLO SCIOPERO AD OLTRANZA PER AVERE QUELLO CHE VI SPETTA ,SARETE DISPOSTI A FARLO ANCHE SE SONO SOLO 2/5 MILA € ? UN SEMPLICE SONDAGGIO SI +NO-

giuseppe Di Bonaventura
giuseppe Di Bonaventura
Rispondi a  pippo
23 giorni fa

Scusi.. Perché fare uno sciopero su una situazione del genere? È nostro diritto riavere ciò che ci è stato di fatto tolto. Io comunque non esiterei neanche un minuto a dare sciopero.

pippo
pippo
Rispondi a  giuseppe Di Bonaventura
22 giorni fa

Perchè lo sciopero è l unica arma che ti /ci rimane per avere quello che è un nostro diritto ,,e ti assicuro che le compagnie hanno il terrore di avere uno sciopero di colore in casa ,perderebbero la faccia .Nel caso IP stiamo parlando di 2 anni ,volete aspettare ancora ? Continuate cosi ne passeranno altri 2

giuseppe Di Bonaventura
giuseppe Di Bonaventura
Rispondi a  pippo
20 giorni fa

Io ho capito che in questa categoria non c’è più niente da fare e purtroppo dopo 35 anni, ho disdetto il contratto gennaio nuova vita.

Alex
Alex
Rispondi a  pippo
22 giorni fa

Pippo di leoni da tastiera ce ne sono tanti, ma poi al fatto concreto ci ritroviamo 4 amici al bar