Contrabbando di carburante: le Associazioni dell’autotrasporto plaudono ai risultati ottenuti dall’Operazione Petrol Mafie Spa

Le Associazioni dell’Autotrasporto hanno diramato unitariamente un comunicato stampa per sottolineare la loro soddisfazione in merito alla recente operazione Petrol mafie spa messa in campo dalle autorità di controllo per contrastare il fenomeno del contrabbando di carburanti per autotrazione e per rinnovare la loro collaborazione a tutti gli attori della filiera per bonificare definitivamente il mercato del trasporto carburanti.

Il giro d’affari è vorticoso – dichiarano le Associazioni – e le organizzazioni che si sono inserite come testimoniato dalla operazione in questione mettono in grave difficoltà gli operatori onesti, anche con minacce dirette, e spesso riescono a rilevare l’intera filiera, dal deposito alla stazione di servizio.

Proprio per questo ANITA, ASSOTIR, Confartigianato Trasporti, FAI-Conftrasporto, FEDIT, FIAP, FITA-CNA, SNA-CASA Artigiani, UNITAI che rappresentano quelle imprese di autotrasporto di carburanti e combustibili che da sempre, operando nel pieno della legalità, sono tra i soggetti della filiera duramente colpiti da tale fenomeno (che ha sottratto loro ingenti volumi da trasportare, nonché alimentato una concorrenza sleale di vettori totalmente disinteressati ai costi di esercizio e alle più elementari norme di legalità e sicurezza) esprimono soddisfazione per l’impegno ed il successo dell’iniziativa.

Inoltre, rinnovano la loro collaborazione a tutti gli attori della filiera affinché tale operazione costituisca il nuovo punto di partenza per bonificare definitivamente tale mercato e ripristinare quelle garanzie che la collettività si attende da un trasporto di qualità e in sicurezza che ha origine da una attenta selezione sul mercato di partner che garantiscono elevati standard, ai quali deve necessariamente corrispondere una adeguata valorizzazione del servizio, in un mercato libero e competitivo. Serve quindi un rinnovato sforzo e un impegno responsabile, se non si vuole correre il rischio di spingere definitivamente fuori dal mercato proprio le imprese che lavorano in sicurezza, e nella legalità giocando a favore di quelle indifferenti a tali valori

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