Moneta elettronica, in arrivo sanzioni a chi non accetta il pagamento

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Trenta euro di multa minima per l’esercente che non accetta il pagamento con bancomat o carta di credito più il 4% del valore della transazione rifiutata

E’ un emendamento presente nel decreto legge sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (all’esame della Camera) che modifica in parte le regole sui pagamenti elettronici. Inoltre è in arrivo un’altra novità con la revisione del sistema delle commissioni, che avrebbe come effetto anche la possibilità di prelevare contante al supermercato, dal tabaccaio o dal benzinaio.

L’obbligo per negozianti e fornitori di servizi di offrire ai clienti la possibilità di pagamento con Pos esiste da vari anni; ma non è mai entrata in vigore la sanzione per chi l’obbligo non lo rispetta. Questa, che secondo l’esecutivo è una lacuna, dovrebbe essere colmata da una proposta presentata in termini praticamente identici da alcuni deputati della Lega (prima firmataria Rebecca Frassini) e da Stefano Fassina per Leu. L’emendamento – dopo una riformulazione – ha avuto parere favorevole da parte del relatore al provvedimento e anche dal governo; per cui se non ci saranno sorprese dovrebbe essere tra quelli destinati ad essere approvati.

La novità che scatta sulla carta a partire dal prossimo primo gennaio si applicherà ad ampio raggio: i negozi che vendono prodotti ma anche le attività di servizi (compresi quelli professionali) in caso di mancata accettazione del pagamento o con carta di debito o di credito dovranno versare una sanzione amministrativa di 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione: valore che quindi potrà essere minimo in caso di somme piccoli ma per transazioni più rilevanti andrà invece a appesantire la multa.

Per quanto riguarda l’applicazione, il testo rinvia alle norme generali sulle sanzioni amministrative: quindi concretamente potranno intervenire agenti della polizia municipale o delle altre forze dell’ordine. L’autorità competente, a cui sarà invitato il relativo rapporto, è il prefetto.

Ma le carte vengono usate oltre che per pagare anche per prelevare contanti. Un’abitudine che nei prossimi mesi farà i conti con altri cambiamenti. Potrebbe arrivare già entro fine anno il parere dell’Antitrust sul nuovo sistema delle commissioni. Per quanto riguarda il circuito Bancomat la società guidata dall’amministratore delegato Alessandro Zollo ha proposto il superamento dell’attuale meccanismo in base al quale il costo del prelievo per l’utente dipende da chi emette la carta, mentre il proprietario dello sportello fisico (nel caso sia un istituto differente) viene remunerato da una commissione interbancaria fissa. Con l’assetto in via di definizione il prezzo sarà invece definito proprio da chi mette a disposizione l’apparecchio per il prelievo, fino ad un massimo di 1,5 euro. L’effetto complessivo sui consumatori è tutto da vedere ma dipenderà concretamente dalle scelte degli istituti, compresi quelli che operano esclusivamente on line e oggi nella maggior parte dei casi offrono ai propri clienti il prelievo gratuito. In ogni caso nulla cambierà per i clienti che usano gratuitamente la rete della propria banca: si tratta della maggior parte delle operazioni

C’è però un’altra possibile conseguenza, sicuramente positiva: la società Bancomat con un semplice aggiornamento del software degli apparecchi già esistenti metterebbe esercizi come supermercati benzinai e tabaccai in grado di offrire a loro volta ai clienti il servizio di prelievo, remunerato dalla commissione. In alcune realtà questo sarebbe anche un modo di ovviare alla riduzione degli sportelli bancomat esistenti sul territorio. Perché il nuovo assetto diventi operativo servirà comunque circa un anno dopo il via libera dell’Authority: se ne parlerà quindi nel 2023.

Secondo Zollo, «l’obiettivo è quello di mantenere attivo un servizio fondamentale per i cittadini, poter prelevare avendo una chiara e corretta consapevolezza dei costi applicati al servizio, remunerando giustamente chi eroga il servizio, senza caricare di nuovi costi per i clienti e rendendo tutto più trasparente e competitivo». «Il progetto che abbiamo presentato – prosegue l’ad di Bancomat – prevede due passaggi essenziali: primo, azzerare la commissione interbancaria di 49 centesimi; secondo, applicare al cliente di un’altra banca che fa il prelievo una commissione più bassa».

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pippo
pippo
5 mesi fa

A questa banda di “ladroni” l unica cosa che interessa è portare quella massa di contante che ancora sfugge al loro controllo ,e sono decine di miliardi ,sulla quale applicare le loro lucrose commissioni e guadagnarci ,sulle pelle dei polli che credono sia tutto gratis
Nel prossimo futuro quando avranno preso il ‘pieno potere ,allora ci sarà da ridere ,altro che pochi centesimi
Sveglia creduloni !!!!!!

loris
loris
5 mesi fa

Ma che ci stiamo a fare sugli impianti. Solo sanzioni adempimenti di tutti i tipi margini da fame. Che se li gestiscono loro i suoi impianti. Io dico basta!

luca
luca
5 mesi fa

estratto conto nexi
su 16000€ di transato il mio guadagno è stato di circa 300€ e ne ho pagate 250€ di commissioni
lascio a voi le conclusioni

loris
loris
5 mesi fa

Su cento euro di gasolio circa 63 litri pagati con bancomat mi rimangono circa 80 cent. Cose mai viste. Non c’è altro commercio con margini così bassi da fame. Prende più la banca che io. Per fortuna ne ho ancora per poco.