Eni, turnover con disagi. Ma l’azienda rassicura “BorCa riaprirà a Natale”

Da BorCa di Cadore a Val di Zoido, dal Basso Feltrino a Santa Giustina i distributori di carburante a marchio Eni stanno vivendo un periodo di intenso turnover.

Ma se a Santa Giustina manca un gestore fìsso e l’impianto funziona in self service ormai da tre anni, BorCa e lo Zoldano hanno rischiato di rimanere senza un presidio essenziale. La soluzione, però, è già stata individuata in entrambi i casi. A BorCa, infatti, la chiusura del distributore ha fatto infuriare anche il sindaco, che però ieri ha ricevuto buone notizie: «Sono stato contattato da Eni proprio questa mattina (ieri, ndr)», spiega Bortolo Sala, «e mi hanno garantitoche l’impianto riaprirà entro Natale. Eni ha assicurato che considera BorCa strategico e che lo gestirà direttamente con personale di una società a loro collegata. A me interessa poco chi lo gestirà, mi basta che funzioni perché non possiamo restare senza distributore. La loro intenzione è anche quella di investire per rimodernare il bar».

Soluzione positiva anche in Val di Zoldo: «lo chiudo perché a fine anno mi scade il contratto», spiega il gestore Eni di Val di Zoldo. «Inizialmente si temeva che il distributore restasse chiuso, invece ho già trovato chi mi sostituirà. È uno del posto e stiamo facendo tutte le carte necessarie, quindi l’impianto resterà chiuso al massimo un paio di giorni per questioni burocratiche ad inizio del nuovo anno».

Al di là delle soluzioni trovate, tuttavia, esiste un problema di fondo: «Proviamo da mesi a parlare con Eni senza riuscirci», spiega Carlo Buratto, presidente della categoria in seno ad Ascom Belluno. «I gestori di impianti Eni, infatti, sono tra i più penalizzati, perché hanno il margine di guadagno più basso di tutti. C’è perfino un problema di concorrenza intema per prezzi consigliati al pubblico diversi tra impianti vicini. La concorrenza con le “pompe bianche” comunque è il problema peggiore e le vendite sono in calo. Alcuni gestori, come Zoldo e BorCa hanno fatto scelte personali comprensibili, vista la bassissima sostenibilità economica, ma se un distributore chiude è grave perché viene a mancare un presidio sul territorio».

Ma non solo i gestori Eni soffrono. Il loro guadagno medio è di 25 millesimi di euro al litro e i distributori bellunesi vendono in media un milione di litri di carburanti all’anno. Questo significa che la redditività non va oltre i 25 mila euro l’anno e va considerato che si parla di medie e nelle località meno frequentate questi numeri rimangono ben più bassi. «Si guadagna con altri servizi: il bar, il cambio gomme, il lavaggio auto o la vendita di accessori», prosegue Buratto. «Chi resiste è in un contesto territoriale favorevole».

Fonte: la Tribuna di Belluno

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Andrea
Andrea
5 mesi fa

la località è BorCa di Cadore, non BorEa di Cadore

mario
mario
5 mesi fa

certo si preoccupano di rimanere senza servizio ,non si chiedono come mai i gestori fuggono per non morire di fame vergogna per queste istituzioni

Andrea
Andrea
5 mesi fa

Frequento spesso quelle zone,

per il bacino di utenza esistente, penso che un distributore ogni 20 km possa bastare

Poco più a nord, in alta Pusteria, con la concorrenza…sleale austriacante, i distributori italiani possono…chiudere

vengono utilizzati solo da chi ha le agevolazioni per residenti in zona di confine