Gestori schiacciati da innumerevoli obblighi amministrativi e sanzioni spropositate

Il caro carburanti ha messo al centro delle attenzioni della guardia di finanza il monitoraggio sulla corretta esposizione e pubblicazione dei prezzi nelle stazioni di servizio. Le notizie che vengono lanciate da quotidiani locali e nazionali, per qualche sanzione che viene abilmente sponsorizzata, parlano di “benzinai furbetti” e di “manovre distorsive della concorrenza” o di “furbetti dei carburanti”  

L’iniziativa viene pubblicizzaa per “contrastare le pratiche commerciali scorrette e della vigilanza sulla disciplina dei prezzi alla luce dei perduranti effetti della pandemia sul tessuto socio-economico del Paese”, ma sembra più avere i connotati di uno strumento di “finanza speciale” dove lo scopo non è solo il controllo ma sopratutto fare cassa con sanzioni spropositate rispetto al reale danno che una mancata comunicazione al MISE o un errata esposizione del differenziale tra servito e benzina può realmente comportare.

E se dal canto suo il governo ha rinunciato momentaneamente a una parte di gettito fiscale con la riduzione delle accise, dall’altra ha messo al centro dell’attenzione un’intera categoria già da tempo gravata da innumerevoli obblighi amministrativo-contabile create con lo scopo di contrastare pratiche commerciali illecite, per difendere un abnorme gettito fiscale che nulla ha realmente a che fare con il compenso (spesso inadeguato) del Gestore. 

Non si puà parlare di furbetti del carburante o manovre distorsive della concorrenza quando ci si dimentica di aggiornare i prezzi all’ottavo giorno, quando, come prevede l’ordinamento i prezzi non sono comunque cambiati, o quando si hanno i cartelloni a led luminosi che con il sole non sono pienamente visibili ( due esempi degli innumerevoli verbali scellerati che vengono redatti).

Si dovrebbe, al contrario, parlare di una categoria di tantissimi operatori onesti, sommersi da assurdi ( e tante volte inutili) adempimenti amministrativo- contabili, che resistono anche alle reali distorsioni speculative di un settore di cui sono (siamo) il paravento (mal retribuito) di compagnie petrolifere, retisti e istituzioni. 

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Claudio
Claudio
1 mese fa

E già, Stiamo studiando il fenomeno della fideiussioni false. Perché? Il beneficiario DOVREBBE controllare subito, non chiudere la porta quando i buoi sono scappati. Non ci resta che piangere.

Sax
Sax
1 mese fa

Solita minestra. Qual’è il più debole? l’ultimo anello della catena. Niente di nuovo.