Faib, Fegica e Figisc contro la fiducia del governo sul DL carburanti

Con tre comunicati diversi le associazioni dei gestori esprimono all’unisono la loro contrarietà alla decisone del governo di porre la fiducia sul DL carburanti.

Faib Confesercenti

DL CARBURANTI: FAIB CONFESERCENTI, APPELLO AL GOVERNO A RIPENSARE QUESTIONE FIDUCIA. CARTELLO SERVIRÀ SOLO AD ALLINEARE PREZZI AL RIALZO

“Il cartello del prezzo medio servirà solo ad allineare al rialzo il prezzo finale dei carburanti, con grave danno dei cittadini e dei gestori, come per altro segnalato persino dall’Antitrust in audizione”. Così Faib commenta la decisione del governo di porre la fiducia sul DL Carburanti.

“Chiediamo all’esecutivo un supplemento di riflessione su un provvedimento che, come tutta la filiera e persino alcune associazioni di consumatori hanno sottolineato negli scorsi giorni, può divenire elemento di disturbo ai benefici della concorrenza. Con la richiesta di Fiducia si depotenzia il contributo che il Parlamento può dare alla materia e si espone il Paese al rischio che possa subire la contestazione della Ue per manifesta infrazione della normativa comunitaria antitrust, ritrovandoci a dover discutere lo stesso tema da qui a qualche mese”.

“Come Faib abbiamo posto grande fiducia sul tavolo aperto con il Ministro Urso, la migliore sede dove individuare sistemi di garanzia della trasparenza, senza forzature. Giudichiamo poco produttiva la scelta di proseguire sulla strada di un provvedimento che impone un ulteriore onere ai gestori, già “vittime” di una vera e propria giungla cartellonistica nelle stazioni e di una miriade di adempimenti, a partire dalla comunicazione dei prezzi, che vengono cambiati anche due volte al giorno dai titolari degli impianti e che a questi dovrebbero essere richiesti”.

Fegica

IL GOVERNO ANNUNCIA LA FIDUCIA SUL DECRETO TRASPARENZA INNALZANDO BARRICATE SU UN CARTELLO INUTILE E FORIERO DI AUMENTI DEL PREZZO.
LA SCELTA DETTATA DAL TIMORE DI “ANDARE SOTTO” DOPO CHE ANCHE GRUPPI DELLA MAGGIORANZA AVEVANO ANNUNCIATO PERPLESSITA’ SU UNA MISURA SBAGLIATA E CONTROPRODUCENTE, RIVOLTA SOLO A COLPEVOLIZZARE I BENZINAI ED A COLPIRE GLI AUTOMOBILISTI.
SUI PROBLEMI CHE INTERESSANO I CITTADINI, COME L’AUMENTO DEL PREZZO E LA LOTTA AI VERI SPECULATORI CHE SOTTRAGGONO ALL’ERARIO MILIARDI, SOLO SILENZIO.
ORMAI SIAMO ALLA FARSA.

Il Governo annuncia, con enfasi, che sul provvedimento contro benzinai ed automobilisti, nonostante i pronunciamenti dell’Antitrust e l’intervento di economisti ed esperti del settore abbiano chiarito che la nuova norma rischia di determinare nuovi aumenti di prezzo, metterà il voto di fiducia, piuttosto che esporsi ad una bocciatura parlamentare.
Le presunte aperture del Ministro Urso si sono rilevate per quelle che erano: un tentativo di far abbassare la tensione fra i Gestori (e quanti hanno solidarizzato con loro, automobilisti compresi), per poi riproporre e addirittura peggiorare il testo di un DL che nelle forme attuali non può che essere stato pensato da chi non conosce il settore e le dinamiche del comparto.
Un provvedimento che genera solo confusione e che non aiuta a colpire i veri evasori che sottraggono all’erario miliardi di €uro, limitandosi ad indicare nei benzinai -che hanno un prezzo imposto dalle compagnie e guadagnano 3,5 €cent/lt- come i veri speculatori.
Ma al di là del merito -sul quale pure all’interno della maggioranza c’è imbarazzo- è prevalso il “diktat” di chi ha voluto che indietro non si tornasse. Ad ogni costo e contro ogni buon senso.
I Gestori, a partire dai prossimi giorni, avvieranno una campagna di comunicazione ed informeranno gli automobilisti, che incontrano 6 milioni di volte al giorno (tanti sono i rifornimenti), dei danni che il Decreto produce e produrrà nel prosieguo, continuando a spiegare le loro ragioni ed indicando quali siano le vere responsabilità per la situazione che si è generata, ascrivibile solo per la superficialità con la quale è stato affrontato il problema del riallineamento dell’Accisa -definito dal Governo- che è stato dato in pasto all’opinione pubblica come se fosse una speculazione dell’intera Categoria dei Gestori e non un atto dell’Esecutivo.
E adesso, con l’aumento delle sigarette, anche i tabaccai saranno additati come speculatori?

Figisc Confcommercio
Il Governo impone la fiducia sul Decreto trasparenza.

Nonostante tutta la filiera, gli esperti di settore e l’Antitrust, avessero “bocciato” il famigerato cartello del prezzo medio, nonostante tutte le forze politiche di maggioranza ed opposizione, compattamente, abbiano cercato una mediazione ragionevole, presentando emendamenti per cercare di “migliorare” un provvedimento nato “di pancia” su presupposti e dati oggettivi sbagliati ed incontrollati, il Governo si impunta, imponendo il voto fiducia sul Decreto, come fosse una questione di vita o di morte, continuando ad individuare i Gestori quali responsabili di una speculazione che non esiste al livello della fase finale della distribuzione.

I dati oggettivi sono che solo nel mese di Gennaio la GdF, con l’ausilio di 650 pattuglie, distolte da altre più serie attività, ha effettuato oltre 2.500 verifiche sugli impianti, (a fronte di circa 5000 controlli eseguiti in tutto il 2022), arrivando a sanzionare perfino la mancata esposizione di un cartello del prezzo medio, previsto dal Decreto che non solo deve essere ancora convertito, ma di cui mancano ovviamente i Decreti attuativi che dovranno individuare sia le modalità e le tempistiche del cartello sia l’elaborazione del famigerato “prezzo medio Regionale” che vi si dovrà esporre, in sostanza sanzionando la mancata presenza di un cartello in bianco.

Il tutto mentre nella zona grigia dei soggetti che non si sono mai iscritti al portale del Ministero si continua a non comunicare i prezzi praticati; mentre continuano le frodi fiscali; mentre, ad un livello più alto – e quindi inarrivabile da controllare – si sviluppano le speculazioni di ordine finanziario che si annidano nei mercati internazionali del greggio e dei prodotti raffinati.

A fronte di un tanto, a puro scopo mediatico, ci si accanisce proprio sulla parte della filiera che è, per vincoli commerciali ed economici, l’unica a non poter agire sul prezzo finale.

La FIGISC/ANISA CONFCOMMERCIO, assieme ai propri gestori della rete stradale ed autostradale, esprime il più vivo disappunto per un esecutivo, che, in piena contraddizione, da un lato ha dichiarato pubblicamente che la Categoria non è responsabile di alcuna speculazione, mentre dall’altro la sottopone ad ulteriori controlli e sanzioni, sostenendo nei fatti le ragioni di una campagna denigratoria che la identifica ancora come la causa degli elevati prezzi dei carburanti portando avanti un’ideologia del “cartello” che non reca alcun beneficio, diritto od effetto pratico per gli automobilisti italiani, anzi semmai li espone al rischio di un allineamento dei prezzi verso l’alto e ad una riduzione della concorrenza.

Assieme al Colleghi delle altre Sigle Sindacali si valuteranno ulteriori iniziative di protesta nei confronti del Governo.

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Gio
Gio
1 anno fa

Dispiace tutto questo, dovevamo fare 10 giorni di sciopero.

gionni
gionni
1 anno fa

i gestori EG hanno un margine di 2.7 centesimi

roberto timpani
roberto timpani
Rispondi a  gionni
1 anno fa

Siamo nella fase cruciale del rinnovo dell’accordo EG del 2018.

Daniele
Daniele
Rispondi a  roberto timpani
1 anno fa

consigli dall’ultimo arrivato per nuovo accordo EG:
1- togliere la doppia colonna servito/self: è assurdo e controproducente: un prezzo unico e il gestore gestisce come meglio crede
2-non acconsentire a conguagli per quando ci sono variazioni dei prezzi, sia in aumento sia quando diminuiscono: gli attuali conguagli sono già imprecisi e pagati anche con mesi di ritardo – i prezzi si cambiano il giorno che arriva il camion e basta per evitare perdite o overprice
3-aumento del margine e stesso trattamento per tutti i gestori

Gianni
Gianni
1 anno fa

Purtroppo con la fiducia sul provvedimento temo sia cosa fatta (e spero tanto di sbagliarmi). Questa sconfitta però a mio avviso sancisce la fine del senso di esistere per le associazioni sindacali e pure per l’assopetroli. A questo punto che si fa? Altro mezzo sciopero di 6 ore (con metà impianti aperti)? Un mese e mezzo di campagna diffamatoria sulla categoria ha raggiunto il pieno successo: lo vedo negli occhi dei clienti che ci guardano come dei criminali, pezzenti che debbono fornire mille servizi gratuitamente. Il pakistano che lava i vetri ai semafori ha più dignità e guadagna di più per lo stesso servizio a cui noi manco il grazie si dà.
Ora mi chiedo se il sig Urso mi concederà almeno l’esenzione per la domenica e le ferie dall’obbligo di esposizione del prezzo medio.
Unico suggerimento: al posto degli scioperi dovremmo domattina mettere tutti quanti in Italia benzina e gasolio a 3 euro al litro almeno se ci accusano di speculazione lo fanno per una volta a ragione.
Aggiungo che mi auguro di cuore che con il prezzo medio si avveri rapidamente le previsione di molti, ovvero il riposizionamento di chi sta sotto alla media con conseguente aumento della stessa.
Infine ultima considerazione per la Guardia di Finanza: gli agenti che come nuclei speciali piombano sugli impianti si dovrebbero vergognare. Il mio barbiere che ha ancora lo stesso blocco di ricevute fiscali acquistato nel 1982 e l’estetista che non ha il pos e che compra col nero svariati appartamenti mai li han visti…speriamo che i benzinai spariscano visto che sono loro il problema dell’Italia. Con l’arrivo delle vetture elettriche noi non serviremo più…mi chiedo solo dove andranno a prendere allora i soldi delle accise

pippo
pippo
1 anno fa

Spero che il “cartello ” passi e sia finalmente finita questa manfrina stupida e imbecille ,tanto i gestori ne hanno viste e patite tante ,una cagata in più o in meno ,non farà differenza Siamo diventati dei burocrati .Spero finisca e che il sindacato ,si occupi di cose più importanti ,dai contratti ai margini da fame ,con 10 centesimi al litro il cartello lo si digerisce meglio e il Governo si occupi delle centinaia di migliaia di disoccupati che creerà il blocco delle vendita auto del 2035 Pensate ,non potremmo nemmeno scioperare ,con la gioia di molti .Non esisterà più la categoria gestori !!!
Ultima cosa : valuteranno ulteriori iniziative di protesta nei confronti del Governo. Cosa si intende ? tanto per capire ,per essere pronti ,magari quel giorno si pensa di andare in ferie

Sal
Sal
Rispondi a  pippo
1 anno fa

…valuteranno ulteriori iniziative di protesta nei confronti del Governo.
Questa è una chicca!