Antitrust avvia un’istruttoria sull’acquisizione di Esso da parte di Italiana Petroli: potenziale ostacolo alla concorrenza

L’autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) ha avviato un’istruttoria sull’acquisizione di Esso da parte di Italiana Petroli (IP), attraverso l’acquisto di una nuova società alla quale Esso trasferirà le proprie attività petrolifere downstream, escludendo i settori lubrificanti e prodotti chimici. L’accordo tra le due società è stato firmato il 20 dicembre 2022 e prevede che IP acquisisca interamente le quote della nuova società, ottenendo il controllo esclusivo sul business di Esso.

L’operazione coinvolge due tra i principali gruppi petroliferi attivi in Italia e rappresenta un indiscusso rilievo per l’intero settore a valle della raffinazione del petrolio, costituito dalla vendita di prodotti petroliferi e bitume nel paese. L’autorità Antitrust ritiene che l’operazione possa ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva, in particolare a causa della possibile costituzione o rafforzamento di una posizione dominante nei mercati della vendita all’ingrosso e al dettaglio dei prodotti petroliferi extra-rete (distinti per ciascuna tipologia di prodotto), nel mercato della distribuzione di carburanti per autotrazione su rete stradale ordinaria e su rete autostradale, nonché nelle relative articolazioni locali di ciascuno di tali mercati.

Per questo motivo, l’Antitrust ha deciso di avviare un’istruttoria per indagare sull’operazione. I rappresentanti delle parti coinvolte hanno diritto di essere sentiti entro 10 giorni dalla data di delibera, e il procedimento dovrà concludersi entro 45 giorni dalla stessa data. Nel corso dell’istruttoria, l’autorità valuterà se l’acquisizione comporta effettivamente un ostacolo alla concorrenza e, in tal caso, potrebbe imporre misure correttive o condizioni per l’approvazione dell’operazione.

La tabella 1 estratta dal BOLLETTINO N. 24 DEL 26 GIUGNO 2023 mostra le quote di ciascun operatore basate sul numero di impianti presenti sul territorio italiano.

A seguito dell’Operazione notificata scrive l’AGCM, le Parti rifornirebbero in via esclusiva il 29% degli impianti esistenti e risulterebbero essere il primo operatore sul territorio nazionale, a fronte del secondo operatore – ENI – con una quota in termini di numero di impianti a proprio marchio pari al 18%

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Bollettino 24/2023 del 26/06/2023
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Gio
Gio
10 mesi fa

Non preoccupatevi, lassù in alto, fanno quello che vogliono.