Auto Elettrica, più costose per l’aumento del prezzo della grafite

Il mondo delle auto elettriche sta affrontando una nuova sfida che potrebbe impattare direttamente sulle tasche dei consumatori. A partire dal 1 dicembre, la Cina, principale produttore mondiale di grafite, un minerale fondamentale per la produzione di batterie per veicoli elettrici, ha introdotto restrizioni significative sulle sue esportazioni.

Questa mossa è avvenuta in un contesto di crescente tensione tra Cina e Stati Uniti, con recenti restrizioni statunitensi sulla vendita di microchip ad alta tecnologia e un’indagine dell’Unione Europea sugli incentivi statali cinesi nel settore dei veicoli elettrici.

Sebbene il governo cinese abbia giustificato queste restrizioni citando ragioni di “sicurezza nazionale”, gli esperti ritengono che ciò avrà un impatto rilevante sul settore delle auto elettriche e su altri settori ad esso collegati. In particolare, si prevede che la scarsità di grafite farà aumentare notevolmente i prezzi di questo minerale, analogamente a quanto accaduto lo scorso agosto con il gallio e il germanio, due metalli essenziali per l’industria tecnologica. Questo innalzamento dei costi della grafite avrà ripercussioni su scala globale, influenzando sia il mercato delle auto elettriche che quello degli smartphone e di altri prodotti elettronici.

Tuttavia, la questione va oltre il semplice costo della grafite, poiché l’industria automobilistica si sta orientando verso una crescente domanda di materiali sostenibili per le batterie. Alcuni esperti sperano che la grafite sintetica possa rappresentare una soluzione alternativa, con progetti negli Stati Uniti che mirano a produrre una quantità sufficiente di grafite sintetica per alimentare due milioni di batterie entro il 2030. Tuttavia, lo sviluppo della grafite sintetica è un processo estremamente costoso, e la Cina ha già un notevole vantaggio grazie agli ingenti investimenti in ricerca da parte di aziende come Btr e Shanshan.

L’introduzione di limiti all’export cinese potrebbe anche accelerare la ricerca di alternative alla grafite. Ad esempio, la startup americana Gdi sta lavorando su batterie che utilizzano il silicio al 100% come materiale anodico, offrendo una maggiore autonomia ai veicoli elettrici. Tuttavia, l’uso esteso del silicio nelle batterie è limitato dal suo comportamento espansivo durante l’uso, che può danneggiare la batteria stessa. Nonostante ciò, il silicio rappresenta una tecnologia promettente per il futuro.

Nonostante le prospettive di sviluppo di alternative, la grafite rimarrà probabilmente una componente essenziale nella produzione di auto elettriche nel medio termine, data la prevista crescita delle vendite di veicoli elettrici, che dovrebbero raggiungere i 35 milioni di unità nel 2030 rispetto ai 10 milioni del 2022. Ciascun veicolo elettrico richiede da 50 a 100 chili di grafite per le sue batterie, il doppio rispetto al litio.

In risposta a questa situazione, la Casa Bianca ha sottolineato l’importanza di diversificare le catene di approvvigionamento, in particolare per i materiali “critici”, che devono essere garantiti come sicuri, sostenibili e resilienti.

Questo problema non riguarda solo la Cina, ma anche l’Europa. La Commissione Europea ha proposto nuove normative sulle materie prime critiche, che limiterebbero entro il 2030 la percentuale massima di provenienza di ciascuna materia prima strategica da un singolo Paese terzo al 65% del consumo annuale dell’UE. Ciò riflette la crescente preoccupazione per la sicurezza delle catene di approvvigionamento, e le istituzioni europee stanno anche valutando la creazione di scorte di emergenza di minerali critici a livello comunitario.

In sintesi, la decisione cinese di limitare le esportazioni di grafite sta aprendo nuove sfide per l’approvvigionamento di materiali “strategici” nel settore delle auto elettriche, con potenziali conseguenze sui costi per i consumatori e una spinta verso l’adozione di alternative alla grafite. La sicurezza e la sostenibilità delle catene di approvvigionamento diventano sempre più cruciali mentre il settore delle auto elettriche continua a crescere.

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Salvatore
Salvatore
8 mesi fa

PERSONALMETE SARA UNA MIA CONVINZIONE MA IO PENSO E CREDO CHE IL FUTURO è DEL MOTORE A IDROGENO, ANCHE SE ATTUALMENTE NON è ANCORA CONVENIENTE PER UNA SERIE DI FATTORI ,IN PRIMIS I COSTI PER PRODURLO ATTUALMENTE NON CONVENIENTE E LO STOCCAGGIO IN QUANTO HA BISOGNO DI SERBATOI CHE SOPPORTANO PRESSIONI MOLTO ELEVATE E IN ULTIMO A CONTATTO CON L’ARIA HA UNA CERTA PERICOLOSITA ,MA COMUNQUE LA RICERCA VA AVANTI E PRIMA O POI NON è DETTO CHE NON SI RIESCA A RENDERLO SICURO E FRUIBILE !!!!!