Carburanti, ultima curva per il Ddl di riordino

Staffetta Quotidiana – Bitonci al convegno Faib: testo a fine mese, inizio marzo, ma serve una convergenza tra le parti sulla contrattualistica

Il Ddl per la razionalizzazione della rete carburanti vede la dirittura d’arrivo ma il Mimit aspetta un ultimo sforzo da compagnie, gestori e retisti per arrivare a un accordo sul punto più delicato del provvedimento, le norme sulla contrattualistica. Lo ha detto questa mattina il sottosegretario alle Imprese Massimo Bitonci intervenendo al seminario sul franchising organizzato da Faib e Federfranchising. “Ho sollecitato una convergenza tra le parti sulla contrattualistica”, ha detto Bitonci, e “ne abbiamo discusso anche con l’ufficio legislativo”, perché “ci sono posizioni antitetiche. Ma ci aspettiamo una scelta di maturità da parte del settore. C’è una contrapposizione di interessi ma anche ideologica”.

Per il resto, il testo, ha detto Bitonci, è “già scritto. Abbiamo avuto l’ok dal Mase per gli incentivi per le bonifiche, una linea di intervento che aiuterà la chiusura dei punti vendita con un contributo. Su questo il governo ha trovato le risorse e abbiamo già concordato la soluzione con il ministro”. Nel Ddl “ci saranno anche agevolazioni per le colonnine”. Al tavolo, ha detto Bitonci, “sono arrivate osservazioni da tutti. Il testo verrà presentato a breve, a fine febbraio, primi di marzo”.

Bitonci ha parlato anche dell’altro dossier ancora aperto, quello dell’interoperabilità delle banche dati: “c’è stato stamattina un ultimo confronto con le Dogane per chiudere il cerchio. Siamo vicini all’incrocio finale delle tre banche dati che consentirà di trovare i punti vendita inefficienti”, mentre sulla app per visualizzare i prezzi “sono al lavoro Sogei e Infocamere con i fondi Mimi e ci stiamo occupando anche dell’informatizzazione del carico/scarico”.

Il seminario, ospitato da Unidroit e aperto dalla presidente Maria Chiara Malaguti, è stato l’occasione per esaminare, attraverso le opportunità e i limiti del contratto di franchising, le possibilità di evoluzione della rete carburanti. Giuseppe Sperduto, presidente Faib, ha sottolineato che “la rete carburanti è ad un bivio storico: o trova la forza come filiera di autoriformarsi e guidare i cambiamenti o il mercato troverà autonomamente la sua strada. Il ricorso a forme contrattuali non tipizzate determinano condizioni di gestione capestro a danno dei gestori”. E nel senso di rispondere a questo nodo va anche “la definizione di ulteriori tipologie contrattuali, tra cui il franchising”.

Alessandro Ravecca, presidente di Federfranchising Confesercenti, ha presentato i principi cardine del contratto (formazione, tecniche di vendita, controllo e gestione, strumenti informatici) ricordando di aver ricevuto richieste da molte società petrolifere. Una, di recente, “ci ha chiesto di prendere in gestione seicento punti vendita con il nostro marchio. di solito – ha aggiunto – va a finire che ne aprono due e finisce lì. Non basta prendere l’insegna e trasportare tal quale nel punto vendita carburanti l’esperienza che funziona nei centri commerciali. Si deve studiare e provare”.

Il presidente Unem Gianni Murano ha parlato di un “segnale importante” da parte di Faib, associazione “che è stata molto propositiva”, e ha sottolineato anche la “forte collaborazione con Assopetroli: tutti – ha detto – devono avere un accordo di colore”. Il non oil, ha aggiunto, “non è mai decollato” anche perché la rete italiana “è affetta da nanismo: il 20% die punti vendita ha il 2,5% dell’erogato” e solo 25 marchi hanno più di 50 punti vendita. c’è anche questa struttura alla base della “evasione contrattuale”. Perché le attività integrative decollino “è necessaria la capacità di rispondere rapidamente al mercato” ed è “impossibile vincolare a pochi schemi contrattuali”. Su questo, ha insistito Murano, proprietari e gestori sono dalla stessa parte: “il nemico è il dumping contrattuale, è l’illegalità”. Anche per questo, ha detto Murano, “è necessario sfruttare questa opportunità, dato l’encomiabile impegno del governo”.

Sergio Gambini, già senatore e relatore della legge sul franchising in Italia nella XIV legislatura, oltre a ripercorrere il lavoro triennale per portare a termine l’iter di approvazione del Ddl di iniziativa parlamentare, ha ricordato l’episodio di un confronto con la Fiat sugli incentivi all’acquisto delle auto, che si concentrò sulla proposta di incentivare una “eccellenza” italiana come i mezzi a metano, a fronte della quale i rappresentanti della casa auto obiettarono sulla carenza della rete distributiva.

Paolo Grassi è infine intervenuto sui limiti dell’applicazione della legge sul franchising al settore della distribuzione carburanti, per via delle peculiarità della normativa di settore.ù

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

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