Petrolio, Unem: a gennaio consumi +4,1%, benzina +8,6%

Complessivamente a gennaio i consumi petroliferi italiani, con un giorno lavorativo in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno, sono stati pari a poco più di 4,5 milioni di tonnellate, in aumento del 4,1% (+179.000 tonnellate).

Tale risultato è stato raggiunto nonostante l’azzeramento totale dell’olio combustibile per la termoelettrica e il calo della petrolchimica. Lo rende noto l’Unem, Unione energie per la mobilità.I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono stati pari a 2,5 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 1,9 milioni di gasolio, con un incremento del 10% rispetto allo stesso mese del 2023 (+228.

000 tonnellate). Tale dinamica riflette, anche in questo mese, un confronto con volumi di gennaio 2023 in qualche misura “falsati” dall’anticipazione dei rifornimenti negli ultimi giorni del mese di dicembre 2022 in vista del ripristino delle accise piene dal primo gennaio 2023.

La benzina ha mostrato un incremento dell’8,6% (+50.000 tonnellate) rispetto a gennaio 2023, con andamento quasi analogo per la benzina venduta sulla rete. Crescita legata in parte ai motivi statistici già citati, connessi al ritorno all’accisa normale, ai quali si somma la fase di rafforzamento dell’uso della benzina da parte degli automobilisti, divenuto ormai un trend strutturale che trova conferma anche con il confronto verso il periodo pre-pandemico di gennaio 2020 (+10%); il gasolio autotrazione, con 178.000 tonnellate in più, ha rilevato un aumento del 10,5% rispetto a gennaio 2023.

Il carburante per aerei (jet fuel) anche in questo mese ha rilevato una decisa crescita (+24,1%, +61.000 tonnellate) rispetto a gennaio 2023, che lo ha avvicinato notevolmente i consumi ai volumi pre-pandemici (-4%). In decisa flessione invece i consumi per la produzione di energia elettrica (- 19%) e la carica petrolchimica netta (-23,4%) che dopo un moderato recupero negli ultimi mesi del 2023 torna a segnare cali a due cifre, riflesso di un quadro ancora critico per il settore petrolchimico.

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PIPPO
PIPPO
4 mesi fa

Mai nessuno che faccia una statistica su quanto guadagna ,le spese ,il margine netto ,i controlli ,le ore lavorate effettivamente , le esposizioni bancarie ,l inflazione che ha azzerato i guadagni ,le chiusure ,e tutte le cagate che colpiscono i GESTORI da parte della burocrazia ,delle compagnie !!! Tutti si preoccupalo se cala o cresce il consumo di carburanti .Cosa cazzo ce ne fotte a noi gestori !!!! Forse mettendo in piazza certe classifiche qualcuno potrebbe pensare :ma chi vi rappresenta cosa ha fatto negli ultimi anni ? A si ,il Cipreg ,il bonus fiscale ,la vertenza del cartello ,poi? BOOOO,Meglio non farle e continuare con il solito tran tran SALUTIIIIIIII

SALVATORE
SALVATORE
4 mesi fa

Toto avrebbe detto alla faccia del bicarbonato di sodio, vi ricordate un po’ di tempo fa quando i magnifici governanti ci hanno imposto il famigerato cartello del prezzo consigliato e che con questo cartello sicuramente i prezzi non potevano alzarsi in maniera incontrollata e che il gestore non potesse fare la cresta e il furbo sui prezzi , scaricando secchiate di merda sulla categoria ,bene ditemi se è cambiato qualcosa.. i prezzi continuano a salire per cazzi loro il mercato non lo fa quel pellegrino del gestore .. il gestore sull’impianto è solo un poveretto in agonia che aspetta la fine e niente più!!! il resto come dicono al paese che non è il mio sono MINCHIATE !!!!!!!!