Nel complesso e sempre più caotico panorama della distribuzione dei carburanti, si ripresenta con prepotenza la questione del cartello del prezzo medio regionale. Una misura già dichiarata illegittima dalla Sesta Sezione del Consiglio di Stato (sentenza N. 09049/2023 REG.RIC), ma che alcune aziende, come Enilive, sembrano continuare a voler imporre ai gestori.
Enilive, sta chiedendo ai gestori, con una velata minaccia di blocco delle forniture di carburante, di accettare una comunicazione che non ha alcun fondamento legale. La richiesta di aggiornare quotidianamente il cartellone del prezzo medio regionale, sebbene dichiarata facoltativa dalla sentenza del Consiglio di Stato, viene presentata come obbligatoria. Questo comportamento non solo viola le disposizioni dell’autorità giudiziaria, ma espone i gestori a un sistema di sanzioni completamente a loro carico in caso di inadempimento.
La comunicazione di ENI appare come una manovra per compiacere il governo, sconfitto in sede giudiziaria, e per mantenere una misura inefficace che aumenta gli oneri dei gestori senza alcun reale beneficio per i consumatori.
Le federazioni dei gestori Faib, Fegica e Figisc hanno prontamente reagito, diffidando ENI e inviando una segnalazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e al Garante per la sorveglianza dei prezzi. Le associazioni sottolineano come l’obbligo di aggiornamento giornaliero del cartellone sia stato definitivamente annullato e considerano la richiesta di ENI una grave violazione delle disposizioni giuridiche.
Aderire alla richiesta di ENI significa esporsi a rischi inutili. La sentenza del Consiglio di Stato è chiara: non esiste alcun obbligo di esporre il prezzo medio regionale. Continuare a farlo è una scelta facoltativa, ma comporta oneri aggiuntivi e il rischio di incorrere in sanzioni in caso di aggiornamenti mancanti o inesatti.
I gestori hanno la possibilità di lasciare il cartello vuoto, evitando così incomprensioni con i clienti e dimostrando concretamente l’inutilità della norma. Le associazioni di categoria hanno già messo a disposizione comunicazioni ufficiali per tutelare i gestori da eventuali pressioni o minacce.
Inoltre, va evidenziato come l’esposizione del cartellone, spesso posizionato da Eni accanto agli erogatori, generi confusione tra i clienti, specialmente quelli stranieri. Questo potrebbe costituire una violazione del Codice del Consumo, che impone chiarezza e trasparenza nell’esposizione dei prezzi.
Faib, Fegica e Figisc si sono dette pronte a ricorrere nuovamente al Consiglio di Stato per denunciare l’inottemperanza di ENI alle disposizioni giuridiche. Tuttavia, è fondamentale che i gestori restino uniti e non cedano a pressioni indebite.
Il comportamento di Enilive non è solo un tentativo di intimidazione ma una chiara violazione delle norme e delle sentenze in vigore. Difendere i propri diritti è non solo legittimo, ma necessario per tutelare la propria attività e la trasparenza del settore.
FAIB-FEGICA-FIGISC_ANISA VS MASE – RICHIESTA AVVIO PROCEDURA VERTENZA COLLETTIVA VS ENI 11 06 2024
FAIB-FEGICA-FIGISC_ANISA – Lettera ENI su cartello prezzi del 27.11.2024

