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Carburanti, accise e controlli: la Guardia di Finanza rispolvera il copione del 2023

C’è un curioso senso di déjà-vu che accompagna l’ultima iniziativa della Guardia di Finanza in materia di carburanti. Un ritorno alle origini che riporta la memoria all’inizio del 2023, quando – archiviato il taglio alle accise deciso dal governo Mario Draghi nel marzo 2022 – si tornò all’accisa piena. All’epoca, alle polemiche sui prezzi fece seguito una trovata destinata a entrare negli annali dei provvedimenti più inutili di un governo: il famigerato “cartellone” del prezzo medio regionale. Un’idea tanto rumorosa quanto effimera, poi annullata dal Consiglio di Stato, mentre la promessa “riforma” della rete carburanti avviava la sua lenta trasformazione in una vera e propria telenovela. Tre anni dopo, quella riforma è ancora in fase di elaborazione. Ma i controlli, quelli no: sono tornati puntuali.

La Guardia di Finanza ricorda in un comunicato di aver effettuato, negli ultimi tre anni, oltre 30.000 controlli per verificare “eventuali condotte di evasione delle imposte”, dalla sottrazione dei prodotti energetici al regime impositivo, alla falsa classificazione merceologica dei carburanti, fino alle irregolarità nella circolazione e nella tracciabilità. Un curriculum di tutto rispetto, che ora si arricchisce di un nuovo capitolo.

Con l’entrata in vigore della riforma delle accise sui carburanti, la GdF ha annunciato che i reparti sul territorio sono stati “ulteriormente sensibilizzati” a orientare l’azione di controllo anche sul versante dei prezzi. Tradotto: verifiche sulla trasparenza e sulla pubblicità, sugli obblighi di comunicazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla corretta esposizione dei prezzi e, soprattutto, sulla loro corrispondenza con quanto effettivamente pagato dal consumatore alla pompa.

Non basta. Alla luce delle novità introdotte dalla Manovra 2026, la Guardia di Finanza promette una “costante azione di controllo” nel settore della commercializzazione dei carburanti, attraverso un presidio operativo “calibrato, flessibile e capillare”, capace di intercettare tempestivamente fenomeni fraudolenti. Una formula già abusata.

Il messaggio è chiaro: per evitare speculazioni e frodi che possano colpire i consumatori, si rafforzano i controlli. Peccato che, come già nel 2023, l’attenzione torni a concentrarsi più sul termometro che sulla febbre. I prezzi salgono per effetto delle scelte fiscali, ma la risposta resta quella di vigilare su cartelli, cartelloni e comunicazioni, come se il problema principale fosse l’esposizione del prezzo e non il prezzo stesso.

Così, mentre la riforma della rete carburanti continua a essere annunciata e rimandata, la storia si ripete: accise che tornano piene, consumatori che pagano di più e controlli che si moltiplicano. Cambiano i governi, cambiano i decreti, ma il copione resta sorprendentemente lo stesso. Con una certezza: il carburante aumenta, la riforma aspetta, e il déjà-vu è servito.

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