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Accise carburanti, Giorgetti frena: “Il 6 giugno scadono, poi valuteremo come intervenire”

Per il momento nessuna proroga automatica, nessun nuovo decreto carburanti e nessuna decisione definitiva. Sul futuro delle accise arriva una frenata direttamente dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che, intervenendo ieri in Senato, ha chiarito che il Governo deciderà soltanto nei prossimi giorni se e come proseguire con gli interventi di sostegno sui carburanti.

“Il 6 giugno scadono le accise, noi interverremo col meccanismo dell’accisa mobile”, ha spiegato Giorgetti rispondendo a un’interrogazione parlamentare, precisando però che qualsiasi decisione dipenderà dalle risorse effettivamente disponibili e dall’andamento del mercato energetico.

Tradotto: il taglio delle accise non è ancora morto, ma neppure garantito.

La posizione del Ministro sembra confermare quanto emerso nelle ultime ore: nella convocazione del Consiglio dei Ministri prevista  non compare infatti alcun nuovo decreto carburanti.

Il nodo principale resta quello delle coperture economiche. Le risorse generate dall’extragettito IVA potrebbero infatti risultare molto per garantire lo sconto attuale.

Il motivo è piuttosto semplice: nel mese di maggio il prezzo medio del gasolio è risultato inferiore rispetto ad aprile, riducendo quindi il potenziale gettito aggiuntivo, mentre per la benzina l’aumento dei prezzi è stato influenzato principalmente proprio dalla modifica delle aliquote. Nel frattempo il petrolio Brent ha registrato soltanto una crescita moderata.

Per questo motivo il Governo sembra orientato a valutare interventi più selettivi piuttosto che continuare con misure generalizzate.

Lo stesso Giorgetti ha infatti spiegato che eventuali nuove misure contro il caro energia dovranno essere discusse insieme al Parlamento, soprattutto perché la possibilità di finanziare nuovi interventi attraverso maggiore deficit richiederebbe un passaggio politico formale.

Il Ministro ha inoltre lasciato intendere che, qualora si aprissero nuovi margini di flessibilità europea, le risorse disponibili dovrebbero essere utilizzate soprattutto per sostenere le imprese maggiormente colpite dallo shock energetico e le famiglie economicamente più vulnerabili.

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