Il dibattito sul caro carburanti torna al centro dell’attenzione e, dalle pagine di la Repubblica, il presidente nazionale di FAIB Confesercenti, Giuseppe Sperduto, interviene con parole nette per respingere le accuse rivolte ai gestori degli impianti e rilanciare una proposta destinata a far discutere: introdurre un prezzo amministrato, deciso dal Governo e uguale per tutti.
Secondo Sperduto, infatti, il taglio delle accise disposto dall’Esecutivo non è in grado di produrre effetti concreti sui prezzi alla pompa.
«Lo sconto di 17 centesimi sul gasolio è un’illusione. L’aumento del prezzo del petrolio sta fagocitando la riduzione delle accise. È come un cane che si morde la coda, uno schema senza senso», afferma nell’intervista pubblicata da la Repubblica.
«Il prezzo non lo decide il benzinaio»
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda il meccanismo di formazione del prezzo dei carburanti, spesso poco conosciuto dall’opinione pubblica.
Sperduto ribadisce che il gestore non ha alcun potere sulle variazioni comunicate dalle compagnie petrolifere.
«Non dobbiamo giustificarci di nulla perché il prezzo dei carburanti non viene determinato dal benzinaio. Bisogna risalire lungo la filiera fino alle compagnie petrolifere e, ancora prima, alle quotazioni del greggio.»
Il presidente di FAIB spiega anche come avvengano gli aggiornamenti dei prezzi negli impianti.
«La compagnia petrolifera comunica il cambio del prezzo al benzinaio attraverso il terminale. Il gestore non può bloccare quella variazione: può soltanto prenderne atto, aggiornare i cartelli dei prezzi e adeguare il sistema di pagamento.»
Una ricostruzione che conferma quanto le organizzazioni dei gestori sostengono da anni: nella maggior parte dei casi il gestore è l’ultimo anello della filiera e subisce decisioni assunte a monte.
«I furbetti? Cercateli altrove»
Alla domanda sui dati che evidenziano come una parte degli impianti non abbia ridotto i prezzi dopo il taglio delle accise, Sperduto respinge con decisione l’idea che la responsabilità sia dei gestori.
Secondo il presidente di FAIB, eventuali riduzioni applicate sono state temporanee e strettamente legate alle decisioni delle compagnie petrolifere.
«Insisto: i furbetti vanno rintracciati tra le compagnie petrolifere.»
«Il Governo colpisce l’anello più debole»
Nell’intervista trova spazio anche una critica ai controlli effettuati presso i distributori.
Per Sperduto, l’invio della Guardia di Finanza agli impianti rischia di concentrare l’attenzione proprio sull’anello più debole della filiera.
«Il Governo sta colpendo l’anello più debole della catena. Evidentemente serve un capro espiatorio.»
Una dichiarazione che riporta al centro una questione più volte evidenziata dalle organizzazioni di categoria: il gestore viene spesso indicato come responsabile dell’aumento dei prezzi, pur non avendo strumenti per determinarli.
Preoccupazione per i consumi
L’intervista si conclude con uno sguardo alle prospettive del settore.
Le tensioni internazionali e l’aumento delle quotazioni del petrolio stanno già producendo un calo dei consumi, con conseguenze dirette anche per gli impianti di distribuzione.
Sperduto ricorda come sia ormai superata la vecchia convinzione secondo cui gli automobilisti avrebbero comunque fatto rifornimento indipendentemente dal prezzo.
«Oggi con dieci euro non si mettono neppure cinque litri di benzina.»
Una situazione che penalizza anche i gestori.
«Il nostro guadagno è calcolato sul litro venduto: circa tre centesimi lordi al litro, non una percentuale sull’incasso.»
Il nodo della filiera
L’intervento del presidente di FAIB riporta l’attenzione su un tema centrale del dibattito: la formazione del prezzo dei carburanti lungo la filiera.
Secondo Sperduto, continuare ad attribuire ai gestori la responsabilità degli aumenti significa ignorare il funzionamento del mercato della distribuzione e distogliere l’attenzione dai soggetti che determinano realmente i prezzi di vendita. Per questo la proposta di un prezzo amministrato, fissato dal Governo e uniforme sul territorio nazionale, viene indicata come l’unico strumento in grado di impedire fenomeni speculativi e garantire maggiore trasparenza ai consumatori.
Fonte: intervista a Giuseppe Sperduto, Presidente FAIB Confesercenti, pubblicata da la Repubblica.

