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Energia, il Congresso Usa in rotta con Bush

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Il presidente Usa George W. Bush

WASHINGTON - Rottura ormai definitiva sulle questioni legate all'energia tra il Congresso degli Stati Uniti e il presidente George W. Bush. La Camera dei Rappresentanti ha infatti approvato nell'ultima seduta prima della chiusura del Congresso per le vacanze di agosto due misure in piena controtendenza rispetto alla linea della Casa Bianca.

Il primo provvedimento, passato con 221 voti contro 189, impone tasse per 16 miliardi di dollari ai produttori di petrolio e molti esponenti repubblicani dopo l'approvazione hanno accusato la maggioranza democratica di voler gettare "puro veleno contro l'industria del petrolio e del gas".

Nella stessa seduta la Camera ha quindi approvato con 241 voti favorevoli contro 172, un secondo provvedimento che sposta tutta una serie di finanziamenti a favore della cosiddetta "energia pulita" per la produzione di bio-combustibili, energia eolica, e altre fonti di energia rinnovabile.

La portavoce del Congresso, Nancy Pelosi, parlando a nome della componente democratica ha detto che con l'approvazione delle due misure "l'America svolta finalmente verso il futuro" per quanto riguarda l'energia. La Casa Bianca aveva invece a suo tempo precisato che su queste misure il presidente Bush "potrebbe mettere il veto".

Il nuovo pacchetto di misure varato dalla Camera - che perfeziona un analogo provvedimento già passato al Senato in giugno - prevede una serie di innovazioni sia dal punto di vista fiscale, sia dal punto di vista produttivo. Le società produttrici di energia elettrica, per esempio, dovranno ora fare ricorso per almeno il 15 per cento della loro produzione a fonti alternative, come l'eolico o il biocombustibile. Inoltre saranno possibili significativi incentivi fiscali per quelle città o distretti che manifestino particolare attenzione per una riduzione dei consumi, promuovendo la costruzione di edifici definiti "ad alta efficienza energetica", o agevolazioni nei confronti di iniziative ritenute a vario titolo "a energia rinnovabile". 

Forte la protesta dei repubblicani. "Ormai c'è una guerra in corso contro chi produce energia partendo dal petrolio - ha commentato Ralph Hall, parlamentare del Texas - Non riesco a capire le ragioni di questo veleno allo stato puro gettato contro l'industria del petrolio". 

Fonte :>Repubblica.it<

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