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Nigeria, coprifuoco a Port Harcourt

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 L'ULTIMA BATTAGLIA di Port Harcourt è stata furiosa. Per più di una settimana i blindati e gli elicotteri hanno combattuto nelle strade della capitale del petrolio nigeriano. Alla fine esercito e polizia hanno imposto il coprifuoco dalle 6 si sera alle 6 del mattino, ma soprattutto sostengono di aver ucciso Soboma George, il capo di una banda criminale associata al Mend, il Movimento per l'emancipazione del Niger-Delta. 

Il Mend è il cartello che da più di un anno ha iniziato a sequestrare tecnici stranieri del settore petrolifero (tra cui molti italiani) per chiedere i riscatti che servono a finanziare le varie bande del movimento, ma soprattutto per fare pressioni sul governo federale nigeriano. Da quando il governo di Abuja ha liberato Mujahid Dokubo Asari, il capo dell'ala politica del Mend, il movimento si è spaccato: Asari è stato investito dal governo di un ruolo di negoziatore, per riportare l'ordine nella regione del Delta e provare a negoziare le richieste politiche che i capi del movimento fanno al governo federale (sostanzialmente una fetta maggiore degli introiti del petrolio a favore delle 6 regioni del Delta del Niger, quelle in cui il petrolio viene estratto). Dalla sua parte ci sarebbero i gruppi più "politici" che fanno parte della costellazione del Mend.

Dall'altra parte ci sono i gruppi più vicini alla criminalità, che si agitano per provare a ricavare il massimo profitto possibile in questo confronto con il nuovo presidente nigeriano Yar'Adua. Il gruppo guidato dal misterioso "Master" continua a lanciare segnali di guerra, e secondo osservatori internazionali in Nigeria starebbe tornando ad occuparsi del suo business principale, il traffico di armi.

Contemporaneamente le bande più pericolose, quello meno strutturate politicamente e quindi più vicine alla delinquenza pura, si stanno scontrando fra di loro. E' il caso dei gruppi di Soboma Gorge e Tom Ateke, che nei giorni scorsi si erano affrontati nelle strade di Port Harcourt trasformandole in un campo di battaglia. E' la stato lo scontro fra questi due gruppi a far decidete alla "JTF" del governo nigeriano di intervenire in modo massiccio. La "Joint Task Force" ha messo insieme polizia federale, polizia mobile, esercito, Navy e aeronautica nigeriane, tutte sotto un unico coordinamento per provare a riprendere il controllo di Port Harcourt e difendere il lavoro dei tecnici petroliferi internazionali.

Lo scontro fra i due gruppi collegati al Mend era iniziato il 5 agosto; solo dopo 6 giorni la Navy nigeriana (che ha un corpo scelto di marines con cui pattuglia i canali del Delta) è entrata in forze in città e ha iniziato a combattere assieme a polizia ed esercito. Soboma George sarebbe stato ucciso in un attacco all'albergo che era diventato il suo quartier generale. Jomo Gbomo, il portavoce del Mend, ha smentito che Soboma sia stato ucciso, annunciando che la lotta continuerà. In gennaio Soboma era già stato arrestato, ma poche ore più tardi un esercito di suoi uomini aveva dato l'assalto con armi pesanti alla stazione di polizia in cui era detenuto, abbattendo a cannonate i muri di cinta e i cancelli per liberarlo.

Vedremo nelle prossime ore quale sarà la verità su George e sul suo rivale Tom Ateke, e soprattutto vedremo come il governo continuerà ad impegnare gli uomini dell'esercito mentre ha avviato un negoziato con l'ala politica del Mend. Per il momento le strade di Port Harcourt sono ancora assai insicure, anche se la svolta politica decisa dal nuovo presidente Yar'Adua potrebbe aver impresso in ogni caso una svolta capace di cambiare le condizioni di sicurezza e il rapporto tra le comunità del delta Niger e il governo federale.

di VINCENZO NIGRO

http://www.repubblica.it
(20 agosto 2007)

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