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Carburanti, l'Antitrust inglese indaga sui prezzi predatori

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Dopo la denuncia dell'associazione dei retisti Rmi. Esso e Shell nel mirino.

Staffetta Quotidiana - L'Antitrust britannico Office of Fair Trading (Oft) ha aperto un'indagine sui “prezzi predatori” che alcune compagnie petrolifere, (Esso e Shell in particolare) avrebbero praticato in alcune aree del Paese. L'indagine, come riporta il Sunday Telegraph, è partita dalla denuncia della RMI Petroleum Retailers Association, associazione che rappresenta circa 5.500 retisti in Gran Bretagna.

Secondo l'accusa, le compagnie venderebbero carburanti ai retisti convenzionati a un prezzo che non consentirebbe loro di competere con i punti vendita di proprietà delle compagnie stesse. “Dalle prove raccolte – si legge nella denuncia della Rmi riportata dal Sunday Telegraph – sembrerebbe che alcune compagnie, soprattutto Esso e Shell, pratichino prezzi predatori in determinate aree in cui i retisti devono comprare i carburanti all'ingrosso a prezzi più alti di quelli praticati al dettaglio dalle stesse compagnie petrolifere”.

Nelle prossime settimane l'Office of Fair Trading dovrebbe pubblicare una relazione sullo stato della distribuzione carburanti in Gran Bretagna.

"La distribuzione carburanti – ha osservato un portavoce di Shell – è un'attività a bassa marginalità e in alcuni periodi i margini sono messi sotto ulteriore pressione dai prezzi bassissimi dei supermercati, e tutti i distributori devono tenerne conto se vogliono dare un'offerta competitiva ai propri clienti. Non abbiamo intenzione di vendere i carburanti in perdita”.

"Nei mesi scorsi abbiamo ricevuto una richiesta di informazioni sui prezzi dall'Oft, nell'ambito di un'indagine più ampia", ha detto un portavoce di Esso. "Abbiamo dato all'Oft la massima collaborazione rispetto alle informazioni richieste. Non commenteremo fino a quando non avremo visto la relazione completa sul mercato dei carburanti”.

La scorsa estate, ricordiamo, in occasione della campagna sconti “Riparti con Eni”, Assopetroli aveva presentato una segnalazione all'Antitrust perché verificasse la correttezza della condotta di Eni. L'Autorità, informalmente, avrebbe ipotizzato la possibilità di rubricare l'iniziativa di Eni nella fattispecie del “comportamento predatorio”, un caso particolare dell'abuso di posizione dominante. Ipotesi poi neanche menzionata nelle conclusioni dell'indagine sulla rete carburanti pubblicate dopo Natale.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

Commenti (2)
  • Alex

    Se in italia eliminiamo : codacons, antidrust, e altre associazini che non servono al cittadino, ma sotanto per dare un posto pregiato a figli di papà, non sarà il carburante , ma sicuramente le tasse le pagheremo molto meno.

  • marco76  - ora ci si mette anche IP

    da alcune settimane anche IP stà lavorando contro i loro affiliati, mentre nei loro impianti vendono a -15 cent/litro, a noi ci lasciano con prezzo pieno, già prima non si lavorava ora, ora non si coprono nemmeno le spese fisse, quest'estestate, chiesero per fare il -16 un contributo di 52 millesimi, ma virendete conto ? Ora fanno tali sconti chiedento il contributo minimo di partecipazione, ma come detto prima solo per i propri impianti....queata cos'è ? non è un comportamento predatorio ?

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