Chi ha visto i turisti del pieno?

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Crollo delle importazioni di benzina, in Ticino, nei primi mesi dell'anno: -20,6%. Dalle pompe sono scomparsi gli italiani Meno 20,6%. È notevole il calo delle importazioni di benzina registrato in Ticino nei primi sette mesi di questo 2013 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Il dato, reso pubblico dall'Amministrazione federale delle dogane, palesa la quasi scomparsa del cosiddetto "turismo del pieno". Di italiani, nelle stazioni di servizio ticinesi, non se ne vedono quasi più, fatta eccezione per i frontalieri.

E sulla scorta di questo significativo dato, il GdP di oggi ha pubblica un'intervista ad Emanuele Centonze, CEO del gruppo ECSA, per capire i motivi di questo crollo delle importazioni di benzina. "Il turismo della benzina ha subito un duro colpo di freno" ha confermato Centonze. "In Ticino, così come in altre zone di confine della Svizzera romanda, risentiamo della crisi che stanno vivendo i Paesi a noi vicini, come l'Italia e la Francia, dove i consumi di carburante sono crollati."

Il prezzo in Svizzera rimane inferiore rispetto a quello dei paesi limitrofi. Ma malgrado il vantaggio economico a varcare il confine per fare il pieno, sono sempre di meno coloro che ne approfittano. "Nelle zone italiane fuori confine la differenza è del 20%, mentre nelle zone vicine al confine è circa del 10%" ha spiegato Centonze. "La sovvenzione al prezzo d'acquisto in zona frontiera non ha alcuna incidenza." Nel 2011, con l'aumento delle accise in Italia, i "turisti del pieno" erano aumentati. "Una situazione positiva che si è protratta per tutto il 2012" secondo Centonze. "Oggi, invece, chi fa benzina da noi sono solo i frontalieri."

Il mercato interno, invece, si mantiene stabile. Quel meno 20% è quindi da addebitare totalmente alla scomparsa degli italiani. "Sul mercato interno non abbiamo registrato nessuna flessione" ha aggiunto Centonze. "I nostri shop che servono solo il mercato interno continuano a registrare buone cifre d'affari."

Nelle zone di confine, però, la clientela estera rappresenta una quota che può andare fino al 90% della clientela totale, secondo uno studio dell'Ufficio federale dell'energia e dell'Unione petrolifera. In quelli un po' più lontani, tra i 5 ed i 7 chilometri dalla frontiera, la quota scende al 60%. "I turisti che non abbandonano la Svizzera sono quelli molto benestanti" secondo Centonze. "Continuano ad arrivare da noi anche perché ci sono molti meno controlli rispetto all'Italia. Il cliente tipo di qualche anno fa, invece, quello che si riforniva alle stazioni di servizio, sta scomparendo."

E il cliente tipo, Centonze non si illude di rivederlo tanto presto. "Non mi faccio soverchie illusioni. L'Italia in questo momento è il fanalino di coda e non si prospettano spiragli di ripresa, almeno nel corto periodo."

Foto: Ticinonews


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