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Secondo Bp il prezzo della benzina non scenderà più

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Il caro-benzina si annuncia come tendenza duratura, non solo come bolla estiva. Perché il prezzo del greggio continua ad aumentare. Lo dice il responsabile per l’Europa della BP (British petroleum, la maggiore azienda petrolifera del Vecchio continente), Michael Schmidt, in un’intervista concessa ai giornali regionali del gruppo WAZ. Non è colpa di noi produttori di carburante, si difende ovviamente Schmidt, l’aumento dei prezzi è causato dal caro-greggio e dai grossolani errori delle autorità pubbliche preposte al controllo del mercato. 

In particolare, il governo tedesco aveva deciso a maggio la creazione di un’autorità per il controllo dei prezzi dei carburanti. Tutti i circa 14.700 distributori di benzina in Germania dovranno comunicare alla nuova istituzione quando e di quanto ritoccano i prezzi. E’un’inutile burocrazia, non servirà a calmierare o ribassare i prezzi, avverte Schmidt. E aggiunge: al momento non intravedo significativi trend al ribasso dei prezzi. Non si tratta di aumenti che noi pratichiamo per l’ondata dell’esodo delle vacanze estive, il problema sono i continui aumenti del prezzo del greggio.

La Germania, avendo il più grosso parco-auto private di tutta l’Unione europea, influenza ovviamente l’andamento dei prezzi della benzina. Attualmente i prezzi della super si aggirano tra 1,63 e 1,60 euro al litro, e quelli del gasolio tra 1,40 e 1,50. Anche a Berlino comunque il periodo estivo con l’aumento della domanda ha spinto in alto i prezzi al distributore. Il Kartellamt, cioè l’autorità tedesca antitrust e di protezione della libera concorrenza, ha lanciato severe accuse ai grandi produttori: sono appena in cinque le marche che si sono divise il mercato tedesco, e hanno deciso secondo il Kartellamt di accordarsi sui prezzi e di evitare di farsi concorrenza con una guerra dei ribassi. Chi ne fa le spese è ovviamente il consumatore, l’automobilista.

Commenti (5)
  • anonimo  - scotta

    secondo me tu sei uno di quelli che gli brucia la sabbia sotto i piedi......so riconoscerti.........

  • Flavio

    A tony MENTINA.......... ???????? Lo penso anch'io..........
    Già uno che al mare si collega con Gestoricarburanti per me è alla frutta........

  • mario api ip

    sono appena in cinque le marche che si sono divise il mercato tedesco, e hanno deciso secondo il Kartellamt di accordarsi sui prezzi e di evitare di farsi concorrenza con una guerra dei ribassi. Chi ne fa le spese è ovviamente il consumatore, l’automobilista.

    magari si accordassero le compagnie italiane , e non ci scasserebbero le palle a noi Gestori con questa guerra di prezzi .. sicuramente vivremmo meglio ...

    e con un prezzo amministrato ..

  • Andrea

    Di sicuro il prezzo del carburante non diminuirà con il finire dell'estate e visto il nuovo metodo estrattivo anche in futuro non potrà essere inferiore ai 70$ - 80$ al barile (quota minima per rendere remunerative forme di estrazione basate su scisti (oil shales) o sabbie bituminose (tar sands o oil sands).

    Alla pompa italiana anche peggio vista la fame di accise che questo governo ha dimostrato di avere.

    Di contro, nel medio periodo, il greggio si assesterà ad un prezzo inferiore all'attuale, appena sopra le soglie di convenienza diciamo intorno ai 75-85$ ed alla pompa (accise permettendo) si avrà una riduzione del prezzo della benzina e del gasolio per due motivi:

    1. Una minore domanda, con molti veicoli, sopratutto quelli induistriali che passeranno al GnL (metano liquesfatto) come evidenziano gli ultimi dati a disposizione, riportati da Ngva Europe - l'associazione europea del settore del metano per auto - che ha registrato un aumento del parco circolante a GnL del 3% nel 2011 con tendenza ad un ulteriore aumento del 5% per il 2012, molto dipenderà dall'espansione dei punti di rifornimento per questo genere di carburante.

    2. L'inasprimento fiscale genera liquidità immediata che lo stato italiano usa per pagare gli interessi ai grandi gruppi che hanno in mano il debito pubblico italiano ma deprime l'economia quindi a meno di non volere una sollevazione popolare per fame, un po come successe in Argentina anni fa, dovranno intervenire su tagli strutturali alla spesa pubblica e questo arresterà nel medio periodo la "fame" di entrate fiscali e quindi anche di accise sulla benzina.

    La guerra dei prezzi che si è aperta però non si arresterà, il settore è in evoluzione e la richiesta di "risparmio" da parte del consumatore inasprirà se possibile una situazione gia ad oggi esplosiva per i Gestori.

    Nel frattempo godiamoci Caligola

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