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Più sconti per fare benzina entro i confini

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Le giornate di festa non fermano il flusso dei pendolari del pieno di benzina in Svizzera, attratti dal prezzo al litro che oltre frontiera per la verde normale resta mediamente circa 40 centesimi di euro inferiore a quello italiano. La situazione creatasi dopo gli ultimi aumenti di prezzo in Italia rende chiaramente meno efficace la normativa che concede, con l'utilizzo della carta regionale, servizi sconti rispettivamente di 18 e 10 centesimi ai residenti nelle fasce di territorio a 10 e 20 chilometri dal confine

Di qui la mobilitazione bipartisan del fronte politico. Ordini del giorno presentati da Pd, Pdl e Lega sono stati approvati dal Consiglio regionale, che in sostanza ha impegnato la Giunta lombarda a operare presso il Governo affinché siano assicurate le risorse necessarie per mantenere l'efficacia della misura (attualmente lo Stato finanzia l'operazione con 20 milioni di euro l'anno). Rilevanti le richieste principali: anzitutto che il sistema di sconto riguardi anche il gasolio, poi che sia introdotta una forma flessibile nella determinazione del valore dello sconto in modo che esso sia costantemente adeguato al differenziale di prezzo tra Italia e Svizzera, infine che si valuti l’estensione della misura di riduzione alla fascia territoriale sino a 30 chilometri di confine, punto quest'ultimo sul quale dovrà esprimersi il Parlamento nazionale.

Più sconti, insomma, per annullare il più possibile la convenienza del viaggio oltre frontiera. Positive le reazioni dei vari esponenti politici. "Abbiamo proposto – sottolinea il capogruppo del Pdl Paolo Valentini – di valutare inoltre l’opportunità di allargare l’introduzione dello sconto anche per il gasolio, nell’interesse, oltre che ovviamente della popolazione di confine, dello stesso Stato italiano che perde, stante la situazione attuale, un notevole gettito erariale quotidiano".

"Esprimo la mia soddisfazione per il voto unanime all’ordine del giorno - dice il consigliere leghista Giangiacomo Longoni - : si tratta di un primo passo importante perché il Governo metta in cantiere misure concrete di sostegno a favore dei nostri lavoratori presso le pompe di carburante nei Comuni vicini alla Svizzera, così da porre rimedio a una situazione che non potrà essere a lungo sostenibile".

"ll meccanismo di riduzione del prezzo della benzina nelle fasce di confine - ricorda Alessandro Alfieri, consigliere regionale del Pd - consente il recupero di mancati introiti fiscali e dalla sua introduzione, nel 1999, ha evitato la chiusura di molti impianti di vendita del carburante che risentivano negativamente del cosiddetto pendolarismo del pieno verso la Svizzera, contribuendo inoltre a creare nuova occupazione. Ora, di fronte all'attuale situazione, dovuta da un lato al forte apprezzamento del franco svizzero e dall'altro dalla crescita del prezzo dei carburanti alla pompa in Italia, l'efficacia del meccanismo di sconto si è ridotta progressivamente".

Fonte:IL Giorno


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