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Benzina, vendite giù del 60% e arrivano i licenziamenti

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A Como il settore colpito dal ritrovato boom del pieno in Canton Ticino
"Subito misure urgenti, a rischio 150 lavoratori"
COMO - Gli automobilisti fanno il pieno in Svizzera, i benzinai comaschi licenziano i dipendenti. Nelle ultime settimane, dopo l'aumento record delle accise sui carburanti, le stazioni di servizio della fascia di confine hanno registrato un calo delle vendite di benzina e gasolio del 60%. Un crollo vertiginoso, che si sta traducendo nell'impossibilità per i gestori di pagare i dipendenti.

"Aiutateci, la situazione è drammatica", è il grido disperato della presidente della categoria Daniela Maroni. Lo spettro dei licenziamenti, paventato subito dai rappresentanti dei gestori, nelle scorse ore è diventato realtà. Se mai ci fosse bisogno di ulteriori conferme al grido di allarme della rappresentante di cate-goria, si possono trovare sul piazzale della Shell di Tavernola, quartiere di Como a ridosso del confine elvetico. Da 17 anni, Gaetano Russotto è una presenza quotidiana. È il "capopiazzale", un volto diventato familiare ai clienti. Lo rimarrà ancora per 60 giorni, il periodo del preavviso obbligatorio. Dal primo aprile, Gaetano sarà ufficialmente disoccupato.

"Ho appena ricevuto la lettera di licenziamento - dice senza riuscire a nascondere l'amarezza -. Ho 54 anni e 38 anni di contributi pagati. Tra quattro anni dovrei andare in pensione. Ora invece per un anno avrò il sussidio di disoccupazione, ma poi? Come faccio in questo mo-mento a trovare un altro posto di lavoro, soprattutto in questo settore?. Ho una famiglia e un mutuo da pagare, mi chiedo cosa farò. Mia madre ripete che Dio vede e provvede. Che dire, non posso che sperarci".

Dei quattro dipendenti della Shell di Tavernola, due hanno ricevuto la lettera di licenziamento. "E purtroppo non sono gli unici - ripete Daniela Maroni -. Solo in provincia di Como i dipendenti delle stazioni di servizio sono 150. Senza un intervento del governo per frenare l'esodo verso la Svizzera, la catena di licenziamenti sarà inarresta-bile". I rappresentanti dei benzinai chiedono una modifica immediata della normativa sullo sconto carburante. Oltre a salvare i benzinai dal baratro, l'intervento farebbe bene anche alle casse dello Stato. "Se gli automobilisti fanno il pieno in Svizzera - ricorda Daniela Maroni -, in Italia non resta neppure un centesimo di Iva e accise. Evitare il pendolarismo del pieno dovrebbe essere interesse anche del governo".

La proposta
"Servono sconti, altrimenti anche lo Stato italiano non incasserà tasse"

La stangata
La manovra "salva Italia", varata nel dicembre scorso dal governo di Mario Monti, ha introdotto un aumento delle accise sul carburante di 11 centesimi ai litro per il gasolio e di 8,5 centesimi per la benzina.

L'effetto
Nella fascia di confine con la Svizzera, i'effetto immediato è stato un'impennata dei pendolari dei pieno, automobilisti italiani che si spostano oltre la frontiera per fare rifornimento.

Lo studio
Secondo uno stùdio di . Confcommerrio. il caro carburante comporterà per i benzinai comaschi una ' riduzione della vendita di. benzina e gasolio di 247 milioni di litri .

La carta sconta

Nella fascia di confine, da deci anni è attiva la carta sconto benzina, che garantisce ai residenti nelle zone a ridosso della frontiera italosvizzera una riduzione di 18 010 centesimi (a seconda della vicinanza) per ogni litro di benzina.

I rincari
Dopo gli ultimi rincari, il benefit non è più sufficiente a compensare il divario dei prezzi del carburante tra Italia e Svizzera. I gestori quindi hanno chiesto un aumento dello sconto e l'estensione della carta carburante anche al gasolio.

Anna Campaniello

Fonte: Corriere della Sera Milano

Commenti (7)
  • Gigi

    8)

    Non condivido.

    E allora i distributori che hanno ricevuto la concorrenza sleale dei low-cost o dei marpioni dei supermercati?

    Loro non contano?

    O si aiuta tutti o non si aiuta nessuno.

  • Giank

    Hai ragione Gigi. Ci sarebbero anche quelli che la concorrenza ce l'hanno grazie alla propria regione. Io ho la benzina 6 cent più alta dell'impianto del mio stesso colore che mi precede di 10 km ed è in una regione che non applica l'addizionale regionale.
    La liberalizzazione del prezzo di vendita è stato un autentico cetriolone per i Gestori "colorati" e allora caro per caro vado di prezzo massimo e prendo tutto quello che posso.

  • antonino

    bravo gigi e giank se non aiutano me non bisogna aiutare nessuno cosi si fa...
    purtroppo c'è una sottile differenza fra chi continua a fare benzina in italia low coast,pompe colorate,bianche o anonime ed è che comunque i soldi rimangono in italia,invece se vai in svizzera,slovenia,francia i soldi vanno chiaramente da un altra parte,ed in questo specifico caso si mette in ginocchio TUTTI I Gestori CHE NON SOLO STANNO A RIDOSSO DEL CONFINI,MA ORMAI ANCHE QUELLI CHE STANNO A 30-35 KM DI DISTANZA.
    Quindi anche chiedendo un contributo (carta sconto o quant'altro)alla fine fai rimanere i soldi in ITALIA, ed in questo specifico momento storico e meglio che gli ITALIANI facciano girare i soldi in ITALIA.
    FACENDO COSI CARI GIGI E GIANK NON SI AIUTA 1-2 Gestori,MA L'INTERA CATEGORIA DI Gestori CHE STANNO APPUNTO NELLA FASCIA DEI 30-35 KM, DIVERSI CENTINAIA DI IMPIANTI.
    Ma purtroppo chi cerca di fare qualcosa (vedi la MARONI) PURTROPPO ALLA FINE PER QUALCUNO SBAGLIA SEMPRE.
    PECCATO

  • Giank

    Cosa me ne strafrega se i soldi rimangono in Italia quando avrò perso il lavoro perchè un 'altra regione mi fa concorrenza e ho già dovuto licenziare da 3 anni l'ultimo dipendente a causa del calo di vendite?
    Se non ricordo male, c'è stato un periodo in cui venivano dalla Svizzera a far benzina in Italia e non ricordo vostre richieste per alzare le accise nella vs. zona in modo da farne trarre beneficio all'Italia.
    E, come dice Gigi, i Gestori che stanno al 36° Km., chi li aiuta?
    Rimboccatevi le maniche invece di piangere, la maggior parte dei vs. colleghi non si è mai permessa il lusso di avere un capopiazzale.

  • Gigi x antonino

    8)

    Sbagli e ti spiego perchè:

    se l'aiuto arriva entro il raggio di 5 km, i distributori che si trovano al 6° km si troveranno senza "aiuto" quindi svantaggiati - se si aiuta entro il raggio di 35 km come dici tu verranno penalizzati i Gestori del 36° km - vuoi che continuo fino alla Sicilia?

    Quella del piccolo aiuto è la storia più vecchia del mondo, lo chiede chi ha infranto le regole e non vuole pagare, lo chiede chi non ha studiato e vuole essere promosso, lo chiede l'incapace che pretende il posto di lavoro del capace.

    Esprimo la mia solidarietà ai Gestori in crisi, anche se ho imparato a dubitare dei soggetti che "mettono avanti" i deboli per ottenere qualcosa.

    Quindi solidarietà con beneficio d'inventario a coloro che pubblicizzano il fatto di essere costretti a licenziare - purtroppo per tutti, in Italia, questo genere di azione, per molti, è diventata il quotidiano.

    Aiutare alcuni e non tutti vuol dire discriminare i Gestori già in difficoltà da tempo (causa pompe low-cost ecc).

    Ribadisco convinto: o tutti o nessuno!

  • Tigana

    Davvero non c'era un modo migliore per gestire questa situazione?
    Gli stessi problemi si replicano ad 'Oriente' ed in misura minore in certi confini di regione, oltre al fatto che (a quanto leggo) i pendolari ne approfitterebbero anche per fare spesa di altre cose, con danni anche per i negozi per poco 'dentro all'Italia'.
    Ritengo molto grave che non siano stati presi per tempo 'provvedimenti correttivi'.
    Ad esempio si poteva rinunciare ad applicare per intero le accise (CON GRADUALITA') nelle zone interessate alla carta sconto 'intercettando' anche una parte di clienti di passaggio e non solo i residenti, perdendo (le casse dello stato) solo un po' anzichè tutto.

  • Enzo

    beato voi che dovete licenziare i dipendenti noi nel sud dobbiamo propio chiudere visto che i distributori crescono giorno per giorno privatamente.ne tolgono uno che vende niente ene mettono uno con tutto quello che puo vendere e in più ti piazza anche lo sconto quindi il problema e che siamo troppi e chi non riesce a stare al gioco puo chiudere con un calcio nel c**o ormai è la morte dei piccoli :cry

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