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A Massa Carrara nuovo distributore Sirtam convenzionato Eni

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Mentre tutti, compreso Scaroni, chiedono la razionalizzazione della rete e la diminuzione del numero di impianti nella misura di almeno 5mila unità, continua - al contrario - l'incessante costruzione di nuovi impianti. Ad investire milioni di euro in questo mercato, considerato florido di guadagni, sono ormai solo i soggetti indipendenti o quelli della Grande Distribuzione Organizzata. 

Il nuovo impianto, che ha messo la solita agitazione ai Gestori che se lo vedranno costruire nel loro bacino di utenza, nascerà a Turigliano - Massa Carrara - di proprietà della Sirtam che ha investito circa 2 milioni di euro per realizzarlo. Il termine dei lavori è fissato per la fine dell'anno. Saranno presenti benzina, gasolio, metano e gpl.

Secondo la cronaca raccontata dai giornali locali Sirtam non sarà rifornita dal solito marchio con cui di solito si convenziona ovvero Tamoil,  ma per la fornitura di prodotti petroliferi, in questa occasione, ha scelto di convenzionarsi con Eni.

Purtroppo una storia che si ripete con sempre più frequenza. Hanno ragione i Gestori ad agitarsi e protestare anche in questa occasione,  visto che per l'ennesima volta siamo in presenza della solita concorrenza sleale alimentata dalle stesse compagnie petrolifere e dal gioco del mercato suddiviso in rete ed extrarete. Un comportamento che sta letteralmente distruggendo la rete tradizionale ed i suoi Gestori messi sistematicamente fuori mercato dalla loro stessa compagnia capace di vendere lo stesso prodotto ad un soggetto esterno ad un prezzo nettamente inferiore . Un gioco al massacro che alimenta il problema della proliferazione degli impianti rendendo (parole di Scaroni)  la rete carburanti Italiana la meno efficiente e la più costosa d'Europa.

Nella vicenda concorrenza sleale, la stessa Sirtam ha avuto gli onori della cronaca per la vicenda del collega Dario Mariotti, ai tempi Gestore di un impianto Sirtam a colori Tamoil,  che ha denunciato la politica commerciale e le discriminazioni di prezzo tra impianti dello stesso marchio  con coraggiose interviste apparse nei maggiori organi di stampa e con cartelli presenti sull'impianto con  lo slogan "grazie ai prezzi imposti da Sirtam in 5 anni persi 30 anni di lavoro.

La speranza dei Gestori in Toscana è determinata dall'impegno della Regione che nei mesi scorsi ha firmato un protocollo d'intesa con le associazione di categoria che prevede tra l'altro lo stanziamento di fondi per l'acquisto degli impianti. Un modello che secondo alcuni permetterebbe la sopravvivenza dei Gestori oltre a fare bene ad un mercato attualmente viziato dal monopolio delle compagnie petrolifere.

Commenti (4)
  • Nicola  - ??

    secondo me bisogna trovare la cabala per diminuire gli impianti. Bisogna risarcire con una specie di liquidazione il Gestore e magari fare un fondo per l'eventuale bonifica forfettaria ambientale. Dopo aver trovato la maniera, chiudere 7-8000 impianti. L'ideale era la vecchia legge, apertura di uno corrispondeva chiusura di due...maledetta europa.
    Utopia, anche perchè la frittata ormai è fatta.....che casino :((((((((

  • Gestore esso

    A me sembra che siamo in Europa solo quando fa comodo ai potenti.
    che schifo...

  • gest.eni

    Eni fa tutto e il contrario di tutto a danno però dei Gestori che da molti mesi a questa parte si limitano soltanto a fare i cronisti e a dipingere scenari da fallimento generale.
    Certo che se facciamo fare alle petrolifere tutto quello che vogliono nell'indifferenza totale,di Gestori e sindacati,la fine è già segnata.
    I sindacati hanno diffidato tutte le petrolifere per il mancato rispetto degli accordi,ma queste vanno avanti lo stesso.
    Stante questa realtà chiedo:
    COSA ASPETTIAMO A MOBILITARCI?

  • Anonimo

    MA CHIST HANNO PROPIO ROTTO IL CAISER BASTA BASTA PRENDIAMOLI A MANGANELLATE .SVEGLIAMOCI DAL SONNO .NON FACCIAMO SOLO LA POLITA DEL PREZZO BASSO E POI ANDIAM O PEZZENTI TUTTI

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