Limitare il diesel è realmente efficace?

Stampa

trafficoIn alcune città europee come Berlino, e ora anche in Italia, viene imposto il blocco della circolazione alle automobili a propulsione Diesel. Sarà un provvedimento efficace per abbattere l'inquinamento?

La limitazione del Diesel migliora davvero la qualità dell'aria? Sarà un provvedimento efficace per abbattere l'inquinamento? Massimo Ciuffini, Fondazione per lo sviluppo sostenibile: "II blocco permette, in situazioni di grave rischio per la salute dei cittadini, di ridurre la concentrazione di alcuni inquinanti. Nel medio termine, poi, accelera lo svecchiamento del parco auto. Dunque sì, il provvedimento è efficace".

Il punto però è se lo è abbastanza - e alcune evidenze ci dicono che non lo è - o se non vi siano altre soluzioni da affiancare a questa. Sul primo punto, chiariamo subito che i trasporti non sono l'unica fonte d'inquinamento. Ad oggi, molti segnali indicano che sarebbe necessario ridurre anche le emissioni del settore residenziale, derivate dalla combustione di biomasse, o dall'uso dei fertilizzanti e dalle deiezioni ammali del settore agricolo.

Fino a quando non si investirà con decisione per fare delle analisi di speciazione sito-specifiche, cioè analisi chimico fisiche delle polveri raccolte dalle centraline, non sarà possibile adottare misure più selettive. Ma restando ai trasporti, potrebbero essere adottati provvedimenti ancora più incisivi? Senza dubbio sì. Serve una politica dei trasporti che punti a una radicale trasformazione del nostro modello di accessibilità/mobilità. Lo si dice da decenni ma nelle città italiane il trasporto stradale privato è tutt'ora dominante. Non è un caso dunque se gli impatti della mobilità si addensino in città, dove tra l'altro vive la maggioranza dei cittadini esposti.

Eppure quando si parla di investimenti strategici dedicati alla mobilità, la priorità è sempre data ai traffici di lunga percorrenza o internazionali. Pier Luigi Del Viscovo, Fleet&Mobility: "Vietare la circolazione alle auto diesel ante Euro4 contribuisce alla qualità dell'aria nei centri urbani molto meno di quanto i cittadini possano pensare. Secondo uno studio del Politecnico di Milano, le caldaie del riscaldamento a gasolio emettono il triplo di polveri sottili rispetto alle auto. Inoltre, delle polveri prodotte dalle auto diesel, solo il 4 per cento deriva dallo scarico, mentre il 23 per cento deriva dall'usura di freni e gomme e il 73 per cento dal sollevamento delle polveri posate sulla strada. Infatti, quando piove i parametri si abbassano. Quando non piove, basterebbe lavare le NO strade".

Insomma, diesel, benzina o elettrica (che pesa di più), la quantità di PM10 non cambia. Poi ci sono gli autobus pubblici, di cui quasi la metà ha più di 18 anni e la cui età media è superiore ai 12 anni, contro i 6,9 della Germania. Questi fatti rendono insopportabili i sacrifici che le amministrazioni impongono ai cittadini, obbligandoli a sostituire le auto vecchie.

Ma in sé non è male sostituire i veicoli obsoleti, che sono anche molto meno sicuri di quelli moderni. Piuttosto, il sacrificio andrebbe accompagnato da misure economiche di sostegno, per le quali owiamente le amministrazioni non hanno risorse, visto che ne impiegano la gran parte per mantenere strutture ipertrofiche. Come l'Atac di Roma, che ha 2.500 addetti più di Milano, con un'offerta di vetture/km inferiore, e una media di 1.500 assenteisti al giorno, pari al 12 per cento del personale. 


Articoli correlati:
Articoli meno recenti:

Il sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l'esperienza dell'utente. Inoltre utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, per fornire funzionalità di social media e analizzare il nostro traffico.Condividiamo informazioni sull'utilizzo del nostro sito con i nostri social media, i partner di pubblicità e analisi che possono combinare tali informazioni con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto dal vostro uso dei loro servizi. Proseguendo la navigazione accetti di ricevere i cookie. Per saperne di piu' leggi la nostra privacy policy.

Accetto i cookies di questo sito.

Informativa e acquisizione del consenso per l’uso dei cookie