Fattura Elettronica, il fronte dei Gestori si divide

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unitasindacale4501Negli ultimi giorni le orgnaizzazioni di categoria dei gestori hanno lanciato l'allarme sulle difficoltà dovute all'entrata in vigore dal prossimo 1° luglio dell’art. 1 della Legge n. 205/2017 luglio che prevederà l'emissione della fattura elettronica previsto dal comma 917, con riferimento alle cessioni di benzina e gasolio utilizzati come carburanti per autotrazione.

Il fronte pervede due diversi schieramenti, da un lato Faib e Figisc che hanno sottoscritto un documento con grandi reti, con le associazioni del Metano Assogasmetano e Federmetano,  ed infine con i retisti di Assopetroli. "Pur aderendo senza riserve allo spirito del provvedimento e confermando la cooperazione a questa iniziativa di contrasto all'evasione fiscale che interessa anche il settore Rete”, si legge nella lettera, “rileviamo che la ristrettezza dei tempi di attuazione dell'adempimento non consente in alcun modo agli operatori di questo segmento di arrivare pronti alla scadenza”.

Secondo le associazioni firmatarie del documento, “l'implementazione di sistemi automatizzati per la fatturazione elettronica su circa 23.000 punti vendita stradali impone tempi ben maggiori di quelli indicati, tenuti presenti la marcata diversità nei gradi d'informatizzazione della rete distributiva”. Mancano inoltre “indicazioni operative precise che l'Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto fornire a seguito degli incontri” con le associazioni, oltre a “notizie circostanziate sulle soluzioni tecnologiche predisposte” dal ministero che “una volta individuate, necessitano, a nostro avviso, di una adeguata formazione e sperimentazione”.

Diversa e dura la posizione dalla Fegica espressa direttamente dal presidente Roberto Di Vincenzo sia sulla questione inerente la fattura Elettronica ma anche sulle commissioni ancora presenti per l'utilizzo della moneta elettronica e anche alla trasmissione elettronica dei corrispettivi.

La Fegica dice una serie di NO tra cui quella "sull’equivoco del credito di imposta sul costo della moneta elettronica, senza correttivi alla norma che equiparino le transazioni fra carte di credito e di debito, scrive l'associazione di categoria sull'ultimo numero di CD Flash, che detassi i rimborsi e li renda fruibili trimestralmente; senza fissare un tetto alle commissioni bancarie che agiscono (nel silenzio totale) in regime di Monopolio (e che stanno raddoppiando -sempre nel silenzio- le commissioni) la Fegica dice NO! E’ GIUNTO IL MOMENTO DI AGGIUNGERE UN SECONDO NO! ALLO STRAPOTERE DELLE BANCHE ED A UN SISTEMA DI FAVORI CONTRO CHI PRODUCE!"

I Gestori hanno margini di appena il 2% sul prezzo al pubblico ma pagano sull’intero importo. Ribadiamo che, continua la nota della Fegica, se proprio non si trova una soluzione per paura di toccare i privilegi degli intoccabili del denaro, ognuno -Erario, fornitori, intermediari e Gestori- paghi per la quota di prezzo rimane a sua disposizione.


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