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L'Up ai benzinai: nessuna pressione illecita contro lo sciopero

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L'Up ai benzinai: nessuna pressione illecita contro lo sciopero
La replica a un'intervista sulle "fasce di garanzia" di Zavalloni (Fegica Cisl).

Marco D'Aloisi - il salvagente.it-
Sullo sciopero dei benzinai di cui abbia
mo ampiamente parlato nei giorni scorsi, ci è arrivata una lettera dall'Unione petrolifera, che contesta alcune dichiarazioni del segretario della Fegica Cisl, Alessanro Zavalloni. Non abbiamo problemi a pubblicarla, sperando - comunque - che la discussione tra Unione petrolifera e benzinai si chiarisca prima del prossimo sciopero, in modo da evitare ai consumatori i disagi che hanno dovuto sopportare nei giorni scorsi.

Il testo dell'Unione petrolifera
Ecco il testo della lettera indirizzata a www.ilsalvagente.it“Caro salvagente, in relazione all'intervista al Segretario nazionale della Fegica Cisl, Alessandro Zavalloni, apparsa nei giorni scorsi sul vostro sito online con il titolo “Parlano i benzinai: è un anno che trattiamo inutilmente con Scajola” a firma di Michela Rossetti, tralasciando qualsiasi considerazione sulle affermazioni riportate nell'articolo, desidero fornire una serie di elementi conoscitivi in merito alle iniziative istituzionali delle Regioni e dell'Unione Petrolifera, direttamente chiamata in causa dalla Fegica, in occasione di scioperi dei gestori.

Un po' di storia.
A seguito della  mancata adozione da parte delle Associazioni dei gestori di un codice di autoregolamentazione contenente le prestazioni indispensabili nel settore della distribuzione dei carburanti in caso di sciopero, la Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha adottato nel luglio 2001, sulla base dell'art. 13, comma 1, lett. a), della legge 146/90, una regolamentazione provvisoria, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 179 del 3 agosto 2001,  tuttora vigente.

Tale regolamentazione prevede, tra l'altro, che in caso di sciopero:
o    per la rete urbana ed extraurbana, debba essere mantenuto in servizio un numero di stazioni non inferiori al 50% di quelle aperte nei giorni festivi, attribuendo al Prefetto l'individuazione di tali stazioni;
o    sulla rete autostradale, debba rimanere aperta almeno una stazione di servizio ogni 100 km, attribuendo alle Regioni l'individuazione delle stazioni di cui è comandata l'apertura.

Soffermandoci sulla rete autostradale, citata nell'articolo, si evidenzia che le Regioni, in attuazione della legge 146/90, hanno adottato diversi approcci per l'individuazione degli impianti soggetti all'apertura.

In particolare:
-    alcune Regioni, tra cui Lombardia, Veneto, Abruzzo, Campania, hanno individuato, con specifici provvedimenti, già da alcuni anni (forse per questo chiamate “vecchie liste” dal sig. Zavalloni) diversi turni giornalieri di apertura obbligatoria (2 o 3) .Tale turnazione ha validità per i diversi scioperi che si succedono negli anni. In caso di astensioni proclamate per un numero di giorni inferiori a quelli di turnazione previsti, tali Regioni hanno previsto una rotazione dei turni in modo che, in occasione della successiva astensione, sia espletato il turno immediatamente successivo a quello utilizzato la volta precedente;
-    altre Regioni, tra cui Toscana, Piemonte, Puglia e Marche, invece, individuano di volta in volta, in occasione della singola agitazione, gli impianti che dovranno essere aperti in ciascuna giornata del fermo.

In tale quadro l'Unione Petrolifera, come Associazione di categoria delle aziende distributrici di carburanti, in occasione dell'ultimo fermo, come peraltro fatto in precedenza, ha doverosamente informato i propri associati sui diversi provvedimenti regionali al fine di consentire agli stessi di pianificare l'approvvigionamento degli impianti oggetto di apertura comandata, così da assicurare la disponibilità dei carburanti presso i punti vendita ed evitare ulteriori disagi all'utenza.

Stando così le cose, non si capisce per quale motivo l'Unione Petrolifera avrebbe svolto “un ruolo che evidentemente non era il suo” come sostenuto dal sig. Zavalloni.

Grazie per la cortese attenzione

*L'autore è Responsabile Relazioni Esterne Unione Petrolifera
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