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DENTRO UNA BOLLA DI IMMATERIALITÀ

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Il settimanale americano Time l'ha messa tra le dieci cose che stanno cambiando il mondo: la fine del servizio al cliente. Soppiantato dal servizio fai-da-te. Con l'aiuto di nuove macchine e con l'aiuto potenziato del web, che sfornerà sempre più biglietti, prenotazioni, musica, film, giochi, lettura, acquisti dai libri alla spesa per la casa con recapito a domicilio, servizi del più vario e vasto genere.
Via i commessi dai negozi, via anche le cassiere dai grandi magazzini, via i centralinisti sostituiti da voci artificiali, via gli addetti a biglietterie di ogni tipo. Ci sono già in Francia e negli usa alberghi senza reception: infili la tua carta di credito e tutto ti verrà dato (da una macchina).
In Malesia una catena di ristoranti di sushi si è dotata di schermi collegati con la cucina su cui i clienti ordinano i piatti col tocco di un dito, per cui addio anche camerieri. Addirittura, in Pennsylvania, il primo test al pronto soccorso di un ospedale te lo fai da te: c'è la sagoma elettronica di un corpo umano e tu devi indicare lì sopra, con la pressione della mano, il punto che ti fa male. Poi, si spera, verrà anche un medico...
Sono tutti posti di lavoro che spariscono ma, a prescindere da questo problema già considerato prima, spariscono le occasioni e le abitudini di incontro umano. Incontri anche banali, brevi, puramente funzionali, ma pur sempre momenti di interazione con altri simili. L'immaterialità invade ogni settore della vita: per dire, dal primo giugno 2008 sono stati aboliti i biglietti per i voli. Nessun pezzo di carta, prestampata e timbrata, a « testimoniare » un viaggio « importante » come pur resta un viaggio in aereo, niente, foss'anche all'altro capo del globo. Al suo posto solo un « codice elettronico -. un numero, da comunicare al check-in (o anche da usare in solitudine, al computer di casa o all'isola fai-da-te in aeroporto, per stampare la carta di imbarco. E questione di - poco - tempo: a quando l'abolizione pure di quest'ultima?).
Certo, ci spiegano, così ogni anno si risparmiano quasi due miliardi di euro e, mettendola sull'ecolgico si salvano dall'abbattimento 50.000 alberi. Tutto giusto, tutto ragionevole, eppure quest'evanescenza che aumenta... Quest'evanescenza crescerà sempre più, sa rà anzi il fulcro dell'economia. L'Era della conoscenza è per definizione l'Era dell'intangibile e la sua materia prima sta nel wetware - come è stato ormai ribattezza to il cervello umano per metterlo "all'altezza" del computer - e agisce per incorporeo software.
Anche il gratis che sempre più ci arriva tramite inter net concorre alla creazione di questa enorme bolla «di sincarnata» che ci sta inglobando. Scaricare musica film già lo si fa ampiamente, è pirateria, ma si studiano legalizzazioni a fronte di « consumo » obbligato di spot pubblicitari. Alcune band, come i Radiohead e i Cold-play, offrono spontaneamente in rete parte delle loro canzoni, vari scrittori (per esempio, Paulo Coello) mettono a disposizione i loro libri. Via Internet si telefona gratis in tutto il mondo col sistema Skype. I giornali li puoi leggere senza spesa sul monitor: niente più carta che ti fruscia tra le mani, non più pagine che rischiano di caderti o che puoi piegare e infilare in una tasca, non più rito della lettura sopra e con una materia familiare da tener stretta tra le mani. E nei loro archivi puoi frugare sempre più liberamente e a fondo, a colpi di mouse gratuiti.
Pure eBay, il grande centro commerciale elettronico, offre ogni tanto oggetti gratis o a un prezzo risibile: si rafforza per questa vìa la perdita di consistenza delle cose (benché lo scambio di una macchina o di un quadro sia poi reale) oltre che del valore dei soldi, che già quasi mai maneggiamo più con l'uso crescente negli acquisti del bancomat (altro fai-da-te gratuito) e delle carte di credito. Per non dire delle banche, che da tempo hanno preso la via eterea del-l'online. Niente sportelli e impiegati, interessi più alti, è la formula.
Tanto, di tutto, di più, però a portata di impalpabile software o per interazione con sempre più invasive macchine per il fai-da-te. Si risparmia, c'è più efficienza, cresce la rapidità di azioni e contatti. Ma - è ormai il caso di domandarci - siamo fatti noi uomini, con il nostro corpo e la nostra psiche, per tutta ques terialità e questa immaterialità e questa  autosufficienza da self-service? Si guadagna soltanto, in soldi e tempo, o non si perde in  materie e beni di alta e altra qualità?

Dal libro di Serena Zoli

IL LAVORO SMOBILITA L'UOMO

 

 

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