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La parola ai Gestori (?)

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L'articolo intervista che vi riportiamo integralmente non è uno scherzo o il frutto della pur fervida e colorita fantasia di alcuni di noi. Questa è l'esatta trasposizione di un articolo presente nel mensile "Distribuzione Carburanti", nella rubrica 4 chiacchere -La parola ai gestori-.dove viene intervistato il Gestore(?) di una stazione di servizio della Shell. 

Non vogliamo aggiungere altro alla nostra premessa,consapevoli di poter tranqullamente dare la parola, quella vera, ai gestori - quelli VERI- .

Buona lettura...si fa per dire....

Il viaggio presso le stazioni di servizio continua nell’hinterland di Verona: siamo entrati nell’area di servizio Sheel vicino alla fiera di Verona in una zona trafficata

Lobiettivo che ci poniamo con queste interviste è dare voce agli operatori che lavorano all’interno delle aree di servizio e che quotidiana­mente affrontano le problematiche del settore. Il contatto che hanno con l’au­tomobilista dovrebbe offrire a tutta la filiera delle utili indicazioni per aiutare gli attori a “risolvere” quei problemi che, anche se macro, non vengono visti o ai quali viene data poca importanza.

La parola ai gestori

Da quanto tempo gestisce questa area di servizio? Ci può parlare del suo lavoro e delle problematiche che incontra quotidianamente?

Sono in questa nuova area di servizio Shell da circa un anno, sottolinea Maurizio Zambonin, ma la mia at­tività di benzinaio è iniziata oltre quindici anni or sono quando gestivo un’area di servizio Self Service equi­paggiata con autolavaggio. Devo dire che sono contento della scelta fatta perché sono cresciuto a livello professionale e ora, come di­pendente della compagnia petrolifera pagato in funzione dell’erogato, sono soddisfatto. La gente se può non vorebbe pagare, perché fa proprio fatica ad arrivare a fine mese. Non è solo un discorso di prezzo alla pompa tra i differenti benzinai, perché alla fine quello del prezzo è una sorta di spec­chietto per allodole, a livello di pochi millesimi che non fanno la differenza nel portafoglio. I clienti pensano che a guadagnare siamo noi! In effetti il risparmio potrebbe essere in un mese l’equivalente di un pieno. Tutto quello che è definito extra-carburanti o non-oil coinvolge un’altra fascia di clien­tela che ha meno problemi. Proprio in questo settore stiamo recuperando, quello che abbiamo perso nella benzi­na. Durante l’attività di meccanico ho acquisito l’esperienza giusta per poter riparare le autovetture al meglio delle possibilità; esperienza che mi porto dietro nella “mia” attuale area di ser­vizio zona sud di Verona.

In merito al non-oil che tipo di servizio è in grado di offrire ai suoi clienti?

Oltre al discorso della distribuzione dei carburanti (solo benzina e gasolio) non è prevista nessuno sviluppo alternativo perché la compagnia non è inte­ressata a questo. Io l’ho fatto presente, ma le scelte sono fatte da altre persone e, quindi, io mi adeguo. L’officina qui presente è solo di facciata anche per­ché ho solo un ponte sollevatore e po­chi strumenti che non permettono la diagnosi. Ogni tanto, per diletto, o per fare un favore a qualche amico, eseguo interventi di manutenzione ordinaria, ma nulla di più.

Com’era organizzata la sua vi­ta lavorativa prima di venire in questa area di servizio?

Poco più di quindi anni fa iniziavo con il lavoro di benzinaio: avevo un distributore a Self Service e alla cassa vi era mia moglie (che poi si è stan­cata) e un dipendente che si occupa­va con me di seguire l’autolavaggio sempre self service. Proprio la pre­senza dell’autolavaggio attirava molti automobilisti che fermandosi per la benzina lavavano la vettura e investi­vano, qualche soldo nel market.

Che tipologia di prodotti trattava?

I prodotti da me trattati erano della Ma Fra. Prodotti la cui qualità non ha mai tradito. Ricordo di avere avuto a scaffale anche giochi per bambini dell’azienda milanese e altri prodotti interessanti come i profumi. Anche in quel tempo mi sarebbe piaciuto avere un impianto alimentare e/o tabaccaio, ma allora come oggi, noi benzinai e operatori della benzina facciamo mol

ta fatica ad avere permessi su questi prodotti e, come ho detto, non vorrei andare oltre. Negli altri paesi, non molto lontano da noi, non è così!

I rapporti con le compagnie petrolifere spesso sono un po’ “delicati”: ci parli degli aspetti positivi e di quelli negativi.

Nel mio caso, nonostante quello appe­na detto, non mi posso lamentare, an­zi con Shell mi trovo veramente bene. Durante la mia esperienza ho potuto sperimentare due diverse compagnie. Rispetto alla precedente, non faccio nomi per educazione, posso solo dire che la squadra Shell è più efficiente e, lo ripeto, vengo pagato a erogato; e sono contento di avere questo con­tratto! Quando hai bisogno e telefoni, negli uffici trovi sempre qualcuno e non una voce meccanica che ti da informazioni che non ti servono a nulla. Inoltre a breve mi hanno fatto sapere che ristruttureranno quest’area rendendola più moderna e con un impianto nonoil, ma non ho ancora nessuna certezza. Sono solo voci che però mi rendono felice e sereno.

In questo settore esistono proble­mi di sicurezza? Come vi tutelate?

I problemi esistono ovunque, perso­nalmente ho subito una sola rapina in quindici anni di attività, durante l’orario di apertura, mentre la sera e durante la notte non è mai successo nulla. Bisogna dire che io abito pro­ prio sopra la stazione e questo, forse, può essere un deterrente per i ma­ lintenzionati. Naturalmente ci siamo tutelati ugualmente installando dei sistemi di antifurto e delle telecamere che sono fondamentali, devo aggiun­ gere che a un centinaio di metri da qui c’è una caserma dei carabinieri.

II suo lavoro lo pone in contatto con molti automobilisti. Cosa gli dicono del caro benzina? Si sente di essere ottimista sul futuro del­ la sua professione?

Assolutamente si! Io vedo il futuro di questa attività in maniera totalmente positiva. In questa situazione econo­mica non proprio rosea mi sento di dire che il settore dei carburanti è uno di quelli che tira ancora. A patto di ampliare l’offerta il più possibile, anche se, come dicevo la shell non mi ha garantito l’installazione del metano e/o Gpl.

Per quanto riguarda il rapporto con i miei clienti devo dire che i continui aumenti del prezzo del carburante non ci mette in buona luce. Ma questo non dipende da noi. Alcuni giorni, per esempio, arrivano aggiornamenti da Milano che mi comunicano - modi­ficando il prezzo alla pompa- una va­riazione del prezzo al litro. Su questo io non posso fare nulla, ma avviso gli automobilisti attenti che è fisiologico. È un aumento che è stato standardiz­zato a tutta la rete. Oggi come oggi solo con la benzina non puoi mangiare. Quello che mi sarebbe piaciuto avere è un bar, ma anche in questo caso, qui in zona, ce ne sono diversi e ben attrezzati avrei quindi più di un concorrente con cui confrontarmi. Anche se, ho la sensazione che il bar sarebbe un ottimo business per l’atti­vità di qualsiasi area.

Terminiamo questa intervista par­lando dell’andamento generale del mercato delle aree di servizio.

Sono molto attento alle problema­tiche del settore e sono a conoscen­za che diversi miei colleghi hanno chiuso il proprio centro. Posso dire che il nostro settore non prevede grandi margini; abbiamo molte spe­se e non si riesce mai ad avere un guadagno che giustifichi il lavoro fatto. Ma la passione ci fa superare anche questi ostacoli.

Distribuzione Carburanti giugno/luglio 2010 pag 30-31

Commenti (8)
  • flavio

    Una intervista piena di risposte che si contraddicono. Sembra il Gestore più felice della terra, è ottimista e poi alla fine dice di essere molto attento alle problematiche del settore e che molti colleghi stanno chiudendo.....
    Pagato in base all'erogato? e noi cosa siamo? se vendo guadagno altrimenti niente, è logico, cosa vorrebbe... essere pagato se non vende?
    Non so cosa pensare, io sono molto preoccupato per il mio impianto, la società petrolifera la considero sempre meno e meno li sento meglio sto. Credo che andrò avanti ancora per poco, al massimo chiederò a questo felice Gestore se mi assume.

  • Marco
    Citazione:
    come di pendente della compagnia petrolifera pagato in funzione dell’erogato, sono soddisfatto


    Non ci posso credere hahahahah hanno intervistato un associato shell al primo anno aahahah che geni azz con tutti i Gestori possibili hanno preso un non più Gestore . complimenti

  • Che vergogna

    e questo sarebbe un organo ufficiale di informazione sul settore della distribuzione carburanti?
    Questa sembra una pagina di "clienti sorridenti" l'organo di divulgazione lobotomia shell, ideato e pensato per il gregge. Intervista palesemente falsa, costruita probabilmente sulla base di qualche necessità commerciale, leggi marchetta.
    Chiunque abbia avuto la sventura di lavorare con shell, SA che quando telefoni NON TROVI MAI UN ACCIDENTI DI NESSUNO, semplicemente perchè non possono farsi trovare le persone che non hanno risposte da dare a chi è considerato nè più nè meno che manovalanza di bassa leva. Invito gli altri lettori a rivolgere una segnalazione di sdegno a questa rivista da negozio di parrucchiera, con tutto il rispetto per le parrucchiere!!!

  • Freschello

    Amici colleghi,
    assolutamente non voglio prendermela con l'associato al primo anno
    e alle sue aspettative
    ma con il piccolo pergamo si,
    da oggi ancora piu piccolo,
    ma perche intervistare un associato al primo anno e non uno al terzo o al quarto anno se si trova?
    signor pergamo
    siamo alla frutta da tutti i punti di vista
    è questo fa pensare che siamo finiti anche come Gestori
    allora meglio associarsi?
    ma siamo alla pura contraddizione di pensiero
    da un lato si da l'ultimatum alla shell per il blocco delle associazioni
    e dall'altro si racconta che è tutto piu bello e redditizio?
    se landi sta cambiando prezzi a ogni ora
    adesso abbiamo pergamo che sponsorizza aico.
    Amici stiamo affondando con questi signori.

  • ANTONINO  - dovremmo tutti riflettere

    NON MI DOVREI PIU MERAVIGLIARE DI NULLA ......MA INVECE TUTTE LE MIE CONVINZIONI OGNI VOLTA VANNO A FARSI BENEDIRE...CERTO CHE CHIAMARSI Gestori CARBURANTI E INTERVISTARE UN ASSOCIATO AICO...LA DICE LUNGA.
    NON ME LA PRENDO CON IL POVERO ASSOCIATO (SPACCIATO DA ALTRI PER Gestore) CHE DOPO LA LOBOTOMIA NON RIESCE PIU AD ESPRIMERE UN GIUDIZIO SENSATO SU NULLA, MA QUESTA E LA REALTA ODIERNA,PROBABILMENTE ANCHE PER MERITO NOSTRO.
    BE IO NON CI TROVO NULLA DA RIDERE.
    SPERO PER TUTTA LA CATEGORIA CHE LA SERIE DI AZIONI CHE LE ASSOCIAZIONI DEI Gestori STANNO METTENDO IN ATTO PORTI A QUALCHE COSA DI POSITIVO.

  • x antonino

    Attenzione a non fare confusione. L'articolo è preso dalla rivista Distribuzione Carburanti, mentre GestoriCarburanti è questo sito, ovvero dove è stato riportato per intero l'articolo in modo che potesse essere messo a conoscenza di chi non ha avuto la "fortuna" di leggere questo articolo insulso e marchettaro.

  • luca

    che grandissima caz......sembra una di quelle interviste che ogni tanto escono sul giornalino della SHELL.
    ma dove li trovano quei Gestori contenti della shell?
    io mi lamento per tutto ......faccio fatica a trovare il TM quando ne ho bisogno ...e poi lo ritovo su FACEBOOK a decantare la SHELL

  • contest

    :x E' veramente deprimente leggere cose del genere, specialmente su riviste del settore che dovrebbero quanto meno conoscere la realtà sui rapporti con le compagnie!
    Sono stato Gestore con Shell per nove anni, comodatario, ed ho spontaneamente lasciato la compagnia per l'assoluta mancanza di considerazione per la nostra funzione, per l'arroganza nelle risposte alle nostre rimostranze, e per non essere più considerato... "un numero" e non una persona!!!!
    Potrò citare, qualora qualcuno volesse, episodi DOCUMENTATI.-

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