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La benzina nei super? Può attendere

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Ecco come la Grande distribuzione organizzata pretende favoritismi per l'apertura dei distributori nei supermercati. Di seguito uno spot alla Gdo condito da una buona dose di disinformazione che sbaglia anche nelle date previste per gli incontri di settore.  Fonte di tale e ben congeniato spot , il  Corriere della Sera.

Che fine ha fatto la legge sulla concorrenza, la "bozza Saglia" sulle liberalizzazioni, che prevedeva (fra l'altro) l'apertura a tappeto dei distributori di benzina nei supermercati? Arenata: è l'araba fenice. E gli articoli alla voce "carburanti"? Stralciati.
"La proposta di legge era un testo di grande apertura, ma è stata sterilizzata  denuncia Camillo De Berardinis, amministratore delegato di Conad. Le barriere d'ingresso sono molto forti». Un danno per il consumatore, visto che il risparmio medio rispetto ai benzinai, nei distributori Conad, risulta essere di 8 centesimi al litro. Che è successo? È intervenuta l'Unione petrolifera.
Il 14 settembre, al ministero dello Sviluppo, si sono riuniti il sottosegretario Stefano Saglia e i sindacati dei benzinai. Che dopo vivace conversazione, con minaccia di tre giorni dì sciopero, hanno infine firmato un verbale d'intesa. Un documento che ribalta, per i carburanti, lo schema di legge per la concorrenza.
Sono stati cancellati pezzi interi degli articoli 4, 7, 28 e 29. Al 28, per esempio, è stata eliminata la possibilità di fare funzionare   gli  impianti self-service durante l'orario d'apertura del supermercato. Salta il self-service continuo, insomma: cioè anche durante l'orario di apertura degli altri benzinai.
Inoltre, rimane l'obbligo (introdotto da quasi tutte le regioni), di fornire anche il Gpl e il metano («Non siamo in assoluto contrari,' ma non sempre è possibile», dice De Berardinis). E restano altri vincoli, sulla superfìcie o sulle distanze minime dagli altri distributori. «Così raddoppia il costo», sostiene Conad. Che ha aperto finora dieci distributori di benzina, ma vorrebbe arrivare a 50.
"Dopo 12 anni dalla legge Bersani, sono solo una quarantina i distributori di benzina della grande distribuzione in Italia", dice De Berardinis.
Ora Saglia apre una finestra. La legge potrà cambiare ancora, dice: "È stato nominato il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani. Il testo potrebbe avere ulteriori limature prima di andare in consiglio dei ministri". Mercoledì 3 novembre è previsto il tavolo sui carburanti. Giovedì 4 la riunione con Romani. Si vedrà.

Commenti (2)
  • Alberto Stevanin  - Tattica fallita ? Licenziati !

    :grin L'a.d. di Conad signor De Berardinis dovrebbe essere più coerente con se stesso: se un suo collaboratore - part time, occasionale, a progetto, comunque sempre precario ! - avesse sbagliato, sarebbe licenziato.
    Che vi sia lotta e contrasto tra operatori di mercato mi pare normale come altrettanto normale esistono LE LEGGI che regolano il convivere civile.
    Gli sgambetti li ha fatti più la Gdo verso i Gestori che non questi verso la Gdo.
    Quindi se in questo momento i Gestori paiono aversi parato le terga, almeno momentaneamente, lei egregio a.d. di Conad a svariati euro mensili, ha fallito strategia e farebbe bene il Cda di Conad a licenziarlo perchè chi sbaglia paga.
    Oppure questo vale solo per i Gestori ? oltretutto i Gestori pagano sempre di tasca propra, questo invece verrebbe anche pagato e liquidato!
    Allora, mister De Berardinis, chi è più corretto tra noi ?
    Lei che piglia soldi comunque o noi che rischiamo il nostro reddito a ogni sua maliziosa e scorretta sparata propagandistica ?
    Và là....

  • Giampiero  - da che pulpito......

    L'occasione di leggere qualche articolo su "La Gazzetta del Mezzogiorno.it" del 10/05/2005 ha suscitato non pochi dubbi agli attenti visitatori del sito. Cito esattamente come scritto: "BARI - Sono accusati di bancarotta preferenziale l’amministratore delegato e vicepresidente Camillo De Berardinis, 55 anni, e il direttore amministrativo e finanziario di Conad Mauro Bosio, 50 anni raggiunti questa mattina, insieme ad altre cinque persone, da un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito delle indagini sul fallimento del consorzio Ce.Di. Puglia. Le indagini, condotte dal Gico della Guardia di Finanza in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica di Bari, sono partite quasi due anni fa.
    Bosio e De Berardinis, residenti entrambi a Bologna, sono stati posti ai domiciliari come anche Onofrio Petruzzi, 41 anni, imprenditore di Senise (Potenza). In carcere sono finiti invece Michele Di Bitetto, 54 anni, imprenditore di Bisceglie, presidente del Consiglio di amministrazione Ce.Di. Puglia e del Gruppo Statistico Centro Sì, Gabriele Cozzoli, 52 anni, consulente del lavoro di Corato, Pasquale Giancaspero, 44 anni, commercialista di Telizzi, Pasquale Ronco, 57 anni avvocato di Trani.
    Le ipotesi di accusa a vario titolo sono di bancarotta fraudolenta per distrazione, dissipazione e preferenziale. La Cedi Puglia era diventato, prima del crac che ammonta a circa 140 milioni di euro, il maggiore centro di distribuzione di merci del sud Italia e titolare di tutti i supermercati a marchio Conad di Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia.
    Il Consorzio aveva acquistato nel 2000 altre catene di supermercati del meridione come i punti vendita Tarantini, ex Standa, Gum. ............". Sono sicuro che non si tratti della stessa persona, o che comunque il tutto si sia chiarito al meglio per queste persone, però...........sarebbe utile sapere come questa storia si sia conclusa ........., chiaramente sempre per il bene dei consumatori.

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