I benzinai che guadagnano 1,30€ l’ora

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L’onda lunga della protesta che da qualche giorno ha scosso la Sicilia si è estesa, in un’epidemia irrefrenabile, in tutto lo stivale, approdando anche a Masotti, una frazione di Serravalle Pistoiese. Qui, Dario Mariotti gestisce dal 1978 la pompa di benzina Tamoil di Masotti, ma col figlio Adriano ha deciso di chiudere la propria attività per denunciare la violazione del rapporto di concorrenza da parte del proprio fornitore Sirtam s.r.l.

Il gesto coraggioso dei Mariotti, ben sintetizzato dal loro volantino immortalante Don Chisciotte e Sancho Panza, ha scatenato fiumane di solidarietà tra clienti affezionati e gente del posto, che da sabato hanno affollato il piazzale della stazione di servizio, chi per rifornirsi di carburante, chi per sostenere Dario e Adriano.

“La nostra protesta nasce dopo 34 anni di attività. Siamo arrivati a non poter andare più avanti a causa di un gravissimo episodio di concorrenza”, dichiara Adriano Mariotti in una intervista curata da Niccolò Masiani. “E il problema è che questa concorrenza spietata nasce in casa nostra. Il proprietario del nostro impianto ci costringe ad acquistare carburante ad un prezzo più alto rispetto a quello che viene praticato al pubblico nei propri impianti. A 8 km da qui ci sono impianti appartenenti al nostro stesso proprietario che vendono il carburante a 10 centesimi di meno di quello che riusciamo noi a vendere al pubblico”.

Di fatto, il gestore di una pompa di carburante è poco più di un dipendente, i contratti col proprietario sono impegnativi, al punto che Dario e Adriano Mariotti, come annunciano nella propria pagina facebook, non possono cessare temporanemante la propria attività “per protesta” (pena: sanzione di 500 euro al giorno). Ma conducono la controffensiva contro il potere sovrastante e pressante della Sirtam, decurtando i giorni di chiusura dai 15 giorni di ferie annuali a loro disposizione.

E, a riguardo, Adriano rincara la dose: “Non è una guerra mia, ma vorrei che diventasse la guerra di tutti perchè oggi tutti i gestori sono schiavi e vittime delle compagnie. Allo stato attuale le compagnie possono cacciare un gestore quando vogliono, possono imporgli dei prezzi che non sono in linea col mercato, possono imporgli di partecipare allo sconto quando il margine del gestore è soltanto di 42 millesimi al litro.

Questo significa che quando vedete delle pompe marchiate a 1,831 euro, di questo prezzo noi abbiamo 42 millesimi lordi di margine, ovvero 20 millesimi netti tolte le spese. Siamo due persone su un piazzale per 26 euro al giorno: 1,30 euro all’ora su 10 ore lavorative. Sinceramente non possiamo andare avanti così. Se veramente vogliamo che i prezzi siano uguali per tutti, dobbiamo portare avanti questa battaglia noi e tutti gli altri gestori che sono nella nostra condizione”.

Gli effetti di questa spietata concorrenza si sono rivelati tramortenti: dal 2005 i Mariotti hanno registrato una perdita di venduto pari a 3.269.350 litri che in soldi fanno 137.313 euro, purtroppo anche a causa del contratto di esclusiva che li lega a Sirtam.

Tuttavia, la pervicace protesta di Dario e Adriano, nello tsunami dilagante del movimento dei forconi, dei tassisti e degli autotrasportatori, è passata in sordina e narrata solo sulle pagine del quotidiano La Nazione.

“Purtroppo non abbiamo avuto un risalto mediatico come avremmo voluto”, lamenta Adriano, “non siamo riusciti ad arrivare alla cronaca regionale. E in tutta la Toscana ci sono oltre 100 impianti appartenenti alla stessa compagnia, 120 sono in tutta Italia. Ovviamente è una lotta da estendere non solo contro la nostra compagnia, ma contro tutte le compagnie, perché la guerra non va fatta tra poveri, cioè tra noi e i consumatori. Noi vorremmo sempre fornire al cliente un prodotto al miglior prezzo possibile.”

In questo naufragio che non risparmia nessuno, la voce compunta e dignitosa di Dario e Adriano Mariotti va ascoltata.

Blog Il Fattoquotidiano.it
di Gisella Ruccia


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