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Dove il pieno costa meno. La hit della benzina low-cost

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Quanto costa riempire il serbatoio di una Fiat Punto? Quasi 83 euro in Italia, lo 0,1% in meno di luglio 2012 e il 71% in più di 10 anni fa. Per risparmiare meglio andare oltreconfine in Francia (77 euro), Austria (62), Svizzera (68) o Slovenia (64). Ma Il Bengodi è il Kuwait dove per il pieno bastano 7 euro. LA TABELLA

MILANO - L'Europa è un continente fondato sulla moneta unica e sulla benzina a differenti velocità. Carta canta: ogni nazione è libera di caricare su verde e gasolio le tasse che crede. E da Lampedusa a Capo Nord, i distributori continentali sono diventati una vera e propria Babele di prezzi. Dove conviene andare a fare il pieno? Purtroppo per noi, non di sicuro in Italia. Il Belpaese è il paradiso dell'accisa. Ogni goccia di carburante che entra nel nostro serbatoio serve a finanziare ancora i danni del terremoto in Friuli (anno domini 1976), il disastro del Vajont (1963) e persino i costi della guerra d'Abissinia (1935). Morale: il fisco pesa per il 60-65% sul prezzo finale e per il pieno di una Fiat Punto (pari a 47 litri) si spendono dalle nostre parti 83 euro. Certo, in Norvegia se ne pagherebbero 92, in Turchia 89. Ma tutto il resto del Vecchio continente - come testimoniano le migliaia di frontalieri che ogni giorno passano il confine per riempire i serbatoi - sta meglio di noi. In Francia la stessa quantità di benzina costa 77 euro, in Svizzera 68 mentre in Slovenia e Austria (dove un litro di verde costa 1,38 euro contro gli 1,75 del Belpaese) si può risparmiare fino al 22%.

Nessuno si stupisce. Tasse e incentivi costituiscono una voce importantissima del prezzo finale alla pompa. E le differenze di costo a livello mondiale sono così ancor più macroscopiche di quelle in Europa. Un litro di benzina può valere oro come in Olanda e Svezia (tra 1,8 e 1,9 euro) oppure venir via a prezzi di saldo come in Kuwait. Nell'emirato - che galleggia sopra un mare di petrolio - 100 cl. di verde costano 0,149 euro, meno di un decimo che da noi. E per fare il pieno a una Ferrari Testarossa (140 litri, roba che in Italia ci obbligherebbe a firmare un assegno da quasi 250 euro) bastano 21 euro. Ognuno fa le sue scelte. America e Russia, ad esempio, sono un paradiso per gli automobilisti. I due paesi hanno un'estensione geografica sconfinata, la mobilità a quelle latitudini è un valore. E tassare troppo i carburanti sarebbe un clamoroso boomerang politico. Risultato: a Mosca e Washington il prezzo viaggia attorno ai 75 centesimi al litro. E anche nei paesi emergenti d'Europa, alle prese con economie in forte crescita, si è scelto di non calcare la mano sui carburanti i cui prezzi - dalla Lituania al Montenegro, dalla Croazia alla Romania - ballano tra 1 e 1,3 euro.

L'Italia, numeri alla mano, ha scelto la strada opposta. Abbiamo un debito record, ci sciroppiamo una finanziaria all'anno. E ogni volta che si tratta di trovare qualche euro grattando il fondo del barile, la soluzione più gettonata, indipendentemente dal colore del Governo, è quella del ritocco alle accise dei carburanti. Che solo nel 2012, per dire, sono salite del 22%. Certo, anche il prezzo del petrolio ha il suo peso. Dieci anni fa però - quando il fisco aveva la mano più leggera - per un litro di verde spendevamo 1,04 euro (50 euro per il pieno della Fiat Punto) mentre il gasolio viaggiava a 0,85. La conseguenza diretta del caro-benzina è che abbiamo imparato a consumarne meno e lasciamo sempre più spesso l'auto ferma in strada o nel box. Nel 2012 i consumi dei carburanti in Italia sono calati del 9,9% (3,4 miliardi di litri in meno, quanto basta per fare 846mila volte il giro della Terra) anche se l'aumento delle tasse si è mangiato quasi tutto il rispamio. Quest'anno il saldo è un altro -3,9% e in questo caso il piatto piange anche per il fisco, visto che le entrate tributarie garantite dai carburanti hanno iniziato per la prima volta da molto tempo a viaggiare in retromarcia.

Fonte: Repubblica.it

Commenti (5)
  • Andrea Q8

    Da me oggi costa ben 87€ il pieno di quella punto e sono pure vicino al confine dove la oggi lo pagano 69€.
    Godo come un matto che il fisco stia iniziando ad andare in perdita magari capiscono che non è aumentando i prezzi che guadagnano di più. non servono ingegneri nucleari a capire che l'italiano medio è più propenso a muoversi a farsi qualche week-end in più in giro se la vita gli costasse meno. con i prezzi che ci troviamo adesso e avendo lo spostamento di qualsiasi merce su strada è ovvio che tutto è più caro.
    L'italiano medio deve tornare a POTER spendere. non è quello col ferrari che fa girare l'economia, ma piccoli italiani.

  • Andrea Q8

    Ho 27 anni e un diploma da geometra. adesso sono un titolare di una pompa di benzina.
    al governo ci troviamo vecchi rimbambiti con super lauree super stipendi che non mi pare capiscano molto più di noi persone normali che si sbattono tutto il giorno per cercare di vivere ed avere un mmmmh? futuro? cos è questa parola?????

  • Max

    si puo' fare anche una classifica dei posti dove costa di piu'?
    io sono in pole position... :grin
    comunque sottoscrivo in pieno quanto dice Andrea.. ;)

  • Anonimo

    Gestisco un distributore vicino alla svizzera, noi possiamo ritenerci fortunati perché godiamo di uno sconto di circa 0.18 centesimi pro litro, ma i continui aumenti di accisa ha riportato tutti in svizzera gasolio compreso solo di accise nel 2012 lo stato ha perso circa 520 milioni di euro..... CHE DIRE.... BRAVI CONTINUATE COSI....

  • gest.eni

    Quando questa politica,corrotta e autoreferenziale,si accorgerà che i prezzi alti non convengono alle casse dello Stato molti di noi Gestori saranno falliti.

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