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Shell mette in vendita la rete italiana

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Staffetta Quotidiana - Shell sta valutando la vendita dei propri asset nella commecializzazione dei business Rete, Aviazione, Supply e Distribuzione in Italia. Lo annucia in una nota la stessa società, che nella rete italiana conta oggi circa 1.200 impianti. Le attività Lubrificanti extra rete e Marina, prosegue la nota, non sono inclusi nel progetto di vendita. L'annuncio, sottolinea ancora Shell, non riguarda inoltre le attività upstream e gas & power, che "presentano forti opportunità di crescita per la società in Italia". 

"La potenziale vendita - sottolinea la nota- è coerente con la strategia di Shell di concentrare le proprie attività globali downstrem dove queste possono essere più competitive. Recenti esempi includono la vendita di raffinerie nel Regno Unito e in Germania e delle attività downstream in Finlandia e Svezia come pure la creazione di joint venture in Brasile e in Africa".

L'Italia, conclude la nota, "resta un paese importante per Shell".

La società anglo olandese era già uscita una volta dalla rete carburanti in Italia, nel 1973, quando aveva venduto i propri impianti all'Agip. Era quindi rientrata nella distribuzione nel 1980 con l'acquisto della rete Conoco, rafforzando poi la propria presenza nel 1987 con l'acquisto da Selm del 50% della ex Total italiana.

Negli ultimi anni aveva concentrato l'attività della distribuzione carburanti nel nord Italia.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidana

Commenti (9)
  • Associato  - Ma chi vuoi che se la compra

    Ma chi vuoi che si compra una rete che fa acqua da tutte le parti ?
    Con associati che vivono sotto il livello di povertà e siccome hanno firmato un fascio di cambiali alto tre dita sono costretti a continuare a lavorare per pagare il debito ?
    Che serva da monito alle altre petrolifere gennaio vogliono intraprendere la stessa strada. La schiavitù del Gestore non paga

  • gest.eni

    Se li spartiranno le petrolifere.

  • Max

    vendono per recuperare i soldi che devono dare allo stato italiano..
    probabilmente hanno visto che qui in italia non e' un paradiso fiscale come pensavano e quindi se la filano..
    che se ne vadano...con i loro contratti aico hanno fatto scuola a tutte le altre compagnie con il risultato di aver messo in ginocchio intere famiglie...
    pero' prima di lasciare che caccino i soldi evasi e risarciscano chi ha avuto il coraggio di fargli causa..

  • bo

    Che se ne vadano velocemente ,dopo aver rovinato tante famiglie bisognerebbe fargli una bella causa di gruppo, fargliela pagare cara, molto cara, lasciando loro un nostro ricordo come hanno fatto con noi poveri associati .Hanno sterminato intere famiglie,togliendogli dignità ed orgoglio senza rispetto.Potrei continuare all' infinito ,ma anch 'io come molti non ho piu' la voglia e la forza di continuare ...rimane solo la speranza.

  • piana ignazio

    Finalmente! Non meritano di stare nel nostro paese!!! Viaaaa!!!! Scio!!!1

  • Ale

    .....era ora... ma purtroppo le alternative non sono valide... Dalla padella alla brace.

  • Anonimo

    Voci di corridoio Anche ip e in vendita e in fallimento

  • gianoil  - come siamo ridotti

    ma vi rendete conto che il "nostro" caro - come quota di iscrizione - sindacato figisc-anisa nel suo bollettino n. 13/2013 del 18 aprile scrive che sono in vendita "circa 900 impianti (quelli non gestiti da aico, sembrerebbe)" quando ormai quasi tutti i 1200 distributori shell sono aico? ma dove vivono?

  • Enrico

    Gli impianti in vendita sono 870.............( gli impianti cioè gestiti in associazione in partecipazione).... e saranno venduti alla scadenza di ogni contratto ( così sembra). Hai perfettamente ragione gianoil!!!!
    Forse sono esclusi dalla vendita gli impianti GPL.....
    La direzione AICO cerca di tranquillizzare gli associati.........perchè dice che non è ancora tutto deciso (balle).Secondo il mio modesto parere...................temono che gli associati, il cui contratto scade entro il 2013 ( quasi tutti), si uniscano...........( finalmente).........e....che tutti insieme ......................................mettano in difficoltà AICO/SHELL.
    Tanto a questo punto cosa hanno da perdere gli associati?

    .

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