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Esso Italia scrive a Staffetta e QE, 'il modello grossista non rappresenta uscita dal mercato italiano'

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esso scala"L'adozione del modello grossista non rappresenta l'uscita della Esso dal mercato italiano, ma una diversa opportunità strategica per sostenere il business delle attività di distribuzione e vendita carburanti rete". È quanto sottolinea Esso Italiana a Staffetta Quotidiana e Quotidiano Energia, in riferimento alle indiscrezioni circolate all'interno del documento dei sindacati Filctem, Femca e Uiltec.

Di seguito, per opportuna conoscenza, pubblichiamo la lettera inviata ai direttori di Staffetta Quotidiana e Quotidiano energia da Antonella Sopranzetti, Direttore Relazioni Esterne e Istituzionali Esso Italiana Srl

“Gentile Direttore,
in riferimento all'articolo Esso, cessione impianti estesa a tutta la rete pubblicato su Staffetta Quotidiana venerdì scorso, 30 Gennaio, desidero precisare alcuni punti in merito a quanto riportato sull'applicazione del modello “grossista con marchio”.

Nel 2010 la Esso Italiana ha annunciato l'intenzione di sperimentare un diverso modello di gestione delle attività Rete secondo il modello "Branded Wholesaler" (cosiddetto “grossista con marchio”), che prevede la cessione di rami d'azienda composti da gruppi di stazioni di servizio e la stipula di specifici accordi commerciali che prevedono la fornitura di carburanti a marchio Esso e consentono così di mantenere l'offerta commerciale Esso e le attività di marketing ad essa collegate.

Alla luce dei risultati dei test condotti in alcune aree, già da tempo questo modello è stato identificato come quello che per la Esso Italiana rappresenta la scelta ottimale per continuare a competere sul mercato nel lungo periodo. La sua adozione comunque viene valutata e decisa di volta in volta in linea con gli obiettivi strategici e tenendo conto delle condizioni di mercato.
Preme inoltre sottolineare, come già evidenziato in passato e dimostrato nelle aree in cui il modello è già stato adottato, che questa scelta non rappresenta l'uscita della Esso dal mercato italiano, ma una diversa opportunità strategica per sostenere il business delle attività di distribuzione e vendita carburanti Rete. Del resto, il recente lancio del nuovo gasolio Esso Supreme nonchè la partecipazione della Esso Italiana al programma fedeltà multipartner Payback – che proprio in questi giorni ha festeggiato il suo primo anno di vita – sono un'ulteriore conferma dell'impegno della Esso nel mercato della distribuzione carburanti in Italia.

Commenti (9)
  • peppe  - ma per piacere....

    i tentativi di mascherare la volontà di abbandonare il settore della distribuzione sono patetici. Dica chiaramente, la Esso Italiana, che il business dei distributori non paga più come una volta, e che vuole, in un colpo solo, liberarsi di Gestori e dipendenti, il costo di questi ultimi in particolare è ormai diventato insostenibile. Non temete, colleghi Gestori, non è a rischio il nostro lavoro, lo è soltanto la nostra dignità.....

  • anonimo

    complimenti per la GESTIONE AL SUD.....BANDIERA ESSO E SCARICA EWA.......BELLA IMMAGINE.....IMPIANTI CREATI A REGOLA D'ARTE SELLE ROTONDE......ANCHE SE AVETE UN TANTINO ESAGERATO....MA A VOI LA LEGGE NON VI TOCCA.....A DIMENTICAVO I PREZZI ESPOSTI SEMBRANO SEMAFORI E SONO ANCHE FUORI LEGGE M :sigh :sigh :sigh :sigh A A VOI CHI VI TOCCA?

  • OLEOBLITZ  - e chi ci crede...

    dopo shell...ora questi, che rimangono con il marchio, ma stanno dismettendo le loro proprietà, per essere liberi quando decideranno di scappare dall'Italia...senza più dipendenti e Gestori...che si arrangiassero altri...ke ridere...chi può scappi, cambiate mestiere perché la stretta finale sta arrivando, pensare che bastava applicare una vera razionalizzazione rete, snellire la struttura e ci sarebbe stato un vero rilancio del settore e una speranza vera per i Gestori rimasti...invece noooooo continuiamo pure così, pazienza e tempo verso la completa rottamazione di una intera categoria... :grin

  • Anonimo

    il problema per esso sono le troppe tasse e i sindacati che in italia ti mangiano vivo loro lasciano il marchio per 10 anni e poi si dileguano con la conseguenza di circa 1500 posti di lavoro in meno in tanto anche i responsabili sono dimezzati e gli uffici trasferiti all'estero .. Credetemi se il signor bersani non tirava fuori la liberalizzazione dei mercati non vi era problema ora tutti i settori sono in crisi per questo . E la esso fa quello che puo reggere il mercato delle vendite momentaneamente non è colpa loro ma delle manovre it
    aliane fatte in passato.

  • francesco SAVERIO  - la Esso ci lascia?

    Si,abbandona il mercato italiano perché e' una scelta planetaria , anche negli USA ha venduto i distributori scegliendo di trattare solo il petrolio , quindi sono ciance diplomatiche fra 10 anni il marchio EXXONMOBIL in italia non ci sara' salvo in alcune regioni strategiche non certo per motivi commerciali.-
    Non bisogna meravigliarsi di nulla, le scelte della exxon sono quasi sempre giuste ed anticipano la storia economica di un paese , il centro studi sa aggiustare il tiro nelle strategie future , potrebbe altrimenti essere la più' grande azienda petrolifera del mondo? ERGO faremmo bene a seguire le sue scelte perché nel tempo sono giuste.

  • anonimo  - confisca ewa

    Ma le bandiere esso passate ad ewa non erano confiscate? Oggi sono diventate penta petroli srl, nuovo raggiro di salzillo? Ma la DIA di Napoli sta indagando? Attendiamo novita'!

  • anonimo  - salzillo truffatore

    Ma salzillo, secondo i giudici , vive di raggiri e dedito di traffici illeciti. Quindi di cosa ti meravigli?

  • michele  - D365

    Per non parlare dei dipendenti che lavorano tutti i 365 giorni all'anno senza aver diritto ne a ferie ne a giorno di riposo settimanale. Ma siamo al Sud dove tutto è illegale e SALZILLO nell' illegalità ci sguazza.

  • Zorro Zorri  - sentenza cassazione ai danni dell'ewa

    esiste una sentenza della cassazione che dice che salzillo ha rapporti con i clan camorra ricicla i loro soldi e fa altri molteplici impici intanto la sua penta petroli ha spostato la sede a milano ed acquisisce impianti in emilia veneto lombardia friuli

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