Up: Assemblea conferma all'unanimità Spinaci presidente

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claudio-spinaci 0L’Assemblea generale dei soci di Unione Petrolifera che si è riunita ieri ha confermato all'unanimità Claudio Spinaci nella carica di presidente di Up. Una carica che Spinaci ricopre dal 25 settembre 2015.

In base al nuovo Statuto, la nomina ha validità quadriennale senza possibilità di riconferma.

Confermati altre sì i quattro vicepresidente designati dalla Giunta e cioè Daniele Bandiera (Api), Alessandro Gilotti (Kpi), Paolo Grossi (Eni) e Gianni Murano (Esso Italiana).

Secondo Claudio Spinaci, intervenuto in occasione dell'assemblea dell'Unione Petrolifera, migliaia di punti vendita restano aperti solo grazie alle frodi, con un mancato gettito per lo Stato stimabile in due miliardi di euro.

L'Unione petrolifera ipotizza che in Italia il 10% circa dei carburanti venga venduto in modo irregolare o illegale, con un danno erariale stimato in circa 2 miliardi di euro. "Ipotizziamo che ci sia almeno il 10% di prodotto immesso sul mercato attraverso una serie di illegalità", ha detto oggi Claudio Spinaci, presidente di Up, in occasione dell'assemblea annuale. "Il danno erariale si aggira sui 2 miliardi di euro", ha aggiunto Spinaci, precisando che si tratta di una stima di massima perché a seconda dei casi l'evasione riguarda Iva, accise o entrambe.

Il processo di riduzione del numero degli impianti della rete carburanti in Italia è proseguito comunque nel 2016 benché ad un ritmo più lento rispetto agli altri Paesi europei. Al primo gennaio 2017 si stima infatti che ci siano 20.750 punti vendita contro 21 mila all'inizio del 2016. A diminuire, rileva Up nella sua relazione annuale, è stato soprattutto il numero degli impianti convenzionati con le compagnie petrolifere, mentre in crescita è risultato quello degli altri operatori che ormai rappresentano il 20% del mercato.

Dal 2007 ad oggi, il numero degli impianti facenti capo ad operatori indipendenti con marchio propri è passato da quasi 1.200 a 4.200 (+250%), il numero di impianti di operatori indipendenti che espongono marchi delle compagnie petrolifere è sceso da 8.800 a 6.100 (-31%), mentre quello delle compagnie petrolifere da 12.600 a 10.450 (-17%).

Nel 2016, rileva Up, i margini di distribuzione sono scesi su livelli più bassi di quelli del 2015, in particolare sul gasolio auto, mostrando un peggioramento della già scarsa rimuneratività del settore, sul quale incide negativamente la forte pressione fiscale sui carburanti che resta fra le più elevate in Europa. In particolare, sottolinea Unione Petrolifera, tra gennaio e maggio la differenza tra il prezzo della benzina italiano e quello europeo è di +0,130 euro di cui +0,117 euro imputabile allo stacco fiscale. Per quanto riguarda il gasolio auto la differenza di prezzo è di +0,173 di cui +0,172 imputabile allo stacco fiscale.

Il presidente di Up ha poi spiegato che la domanda ai distributori "è scesa del 20%: oggi la rete conta quasi 21.000 punti vendita, 5-6.000 in più di quanti dovrebbero essere".


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