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Benzina, il pieno che ci avvelena

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Ringraziamo il collega Gianluca per la segnalazione dello studio completo eseguito ad opera di Altroconsumo relativo all'alta pericolosità dei vapori della benzina. Lo pubblichiamo ad integrazione dell'articolo già recentemente pubblicato sul nostro sito.

Facciamo rifornimento e respiriamo vapori pericolosi. Le norme ci sono, ma servono più controlli.

LA NOSTRA INCHIESTA

Sono 20 le stazioni di benzina che abbiamo visitato tra Roma e Milano, scelte sia in città sia lungo le tangenziali.

RILEVAZIONI IN STRADA

In ogni stazione di servizio abbiamo fatto benzina al self service: durante il rifornimento abbiamo prelevato campioni di aria.  Per farlo abbiamo usato un apposito strumento, con un tubo di aspirazione posizionato vicino alla faccia della persona che faceva rifornimento: in questo modo abbiamo simulato l'esposizione ai vapori di un normale consumatore. Per valutare la qualità dell'aria che respirano gli altri occupanti dell'auto, abbiamo fatto anche alcune misurazioni all'interno dell'abitacolo, a finestrini aperti e chiusi.

DOMANDE ALLE COMPAGNIE Qual è la politica delle compagnie petrolifere? Solo Erg e Q8 hanno risposto al nostro questionario, dichiarando di avere linee guida per la tutela dei lavoratori. L'informazione ai consumatori, invece, è ancora scarsa e poco fruibile.

Alla fine di questo articolo andrete a fare benzina con i finestrini ben chiusi. O almeno così speriamo. Leggendo la nostra inchiesta, infatti, scoprirete che i distributori di benzina emettono sostanze chimiche pericolose per la nostra salute. Detto in parole povere, mentre facciamo benzina respiriamo "veleni" dai nomi impronunciabili come mtbe, toluene, xilene o benzene. Tutte insieme queste sostanze vengono indicate come composti organici volatili (detti cov). In realtà la benzina non è l'unica fonte di veleni: i cov sono presenti anche in colle, vernici, solventi e nel fumo di sigaretta. Tuttavia è quando facciamo rifornimento, che ci troviamo faccia a faccia con queste sostanze in concentrazioni elevate: i vapori che si formano sopra al carburante liquido, all'interno del serbatoio dell'automobile, si diffondono nell'atmosfera e vengono respirati. Da tutti.

La legge c'è e la rispettiamo

Chi ci difende da questa pericolosa esposizione? Ci prova anzitutto una legge che obbliga i distributori a montare speciali dispositivi che risucchiano i vapori emessi dalla benzina durante il rifornimento: questa direttiva europea (126 del 2009) stabilisce che entro il 1° gennaio 2012 tutte le pompe di benzina dovranno essere dotate di attrezzature specifiche, per garantire la cattura e il recupero dei vapori nocivi di benzina che fuoriescono durante il rifornimento.Nel nostro Paese però abbiamo già le carte in regola: in Italia una legge (413 del 1997) ha da tempo obbligato gli impianti a dotarsi di questi sistemi. Una volta tanto, dunque, non solo siamo in regola con le disposizioni europee, ma addirittura in anticipo. Quello che la norma europea aggiungerà e renderà obbligatoria è l'informazione ai consumatori, fino ad oggi trascurata nel nostro Paese.

Meglio non fidarsi

Per capire se questi dispositivi ci sono, siamo stati in 150 stazioni di servizio tra Roma e Milano.Ad inchiesta conclusa, possiamo darvi anzitutto una bella notizia: tutti i benzinai che abbiamo visitato sono dotati del sistema di recupero. Purtroppo, però, l'efficienza di questi sistemi può variare in modo considerevole: per funzionare bene, infatti, gli impianti non solo devono essere installati e usati correttamente, ma devono essere anche sottoposti a manutenzione periodica. Altro problema da considerare: in Italia se il recupera-vapori si disattiva o non funziona bene, il distributore può comunque continuare a erogare benzina. In altri Paesi, invece, in caso di malfunzionamento, la pompa si blocca automaticamente, fino al ripristino del sistema. In questo modo si evita che, per un malfunzionamento dell'impianto, si respiri un quantitativo elevato di vapori dannosi per la sua salute. Non si tratta di eccesso di zelo: gli effetti sulla nostra salute del benzene, uno degli idrocarburi rilasciati dalla benzina, sono molto preoccupanti. Si parte da nausea, vertigini, irritazione della pelle e delle mucose (tra gli effetti immediati) fino a pesanti conseguenze nel lungo termine. L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha infatti classificato il benzene come cancerogeno per l'uomo. Certo, gli effetti sulla salute dipendono molto dalla sensibilità del soggetto, dal livello e dal tipo di esposizione, ma il fatto che non sia possibile fissare un livello limite di sicurezza (così come per tutte le sostanze ritenute cancerogene) deve far riflettere sulla sua pericolosità. A questo punto vi chiederete: perché vengono aggiunte sostanze così dannose al carburante? Il benzene egli altri idrocarburi sono presenti nella benzina, ma vengono ulteriormente aggiunti in sostituzione del piombo: servono come antidetonanti, fanno cioè bruciare lentamente e in modo progressivo la benzina, evitando problemi nel motore.


Dati da non sottovalutare
Abbiamo fatto venti euro di benzina alla pompa di servizio self service: un'operazione durata più o meno un minuto e mezzo, in cui abbiamo raccolto (con uno speciale dispositivo) l'aria respirata. Stesso iter in tutte le stazioni delle due città, nella stessa giornata, con la sressa macchina. Nonostante le pompe montino tutte ilsistema di recupero, i valori che abbiamo riscontrato sono molto differenti. A Roma la media delle emissioni è risultata molto superiore rispetto a quella di Milano, ma tra una stazione e l'altra - anche nella stessa città - i valori cambiano notevolmente. Guardate il grafico (a pagina 36): se prendiamo come riferimento il limite massimo di 5 microgrammi per metro cubo (è la concentrazione media annuale di benzene tollerata dalla legge per la qualità dell'aria) non possiamo non allarmarci di fronte a picchi di 215 a Milano o di 800 a Roma. Che la stazione di servizio sia sulla tangenziale o sul raccordo anulare anziché su una strada in centro città, poco conta: i valori sono molto altalenanti. Idem per il gruppo petrolifero di appartenenza: Io stesso marchio può avere emissioni molto diverse tra una stazione e l'altra. Solo due le stazioni (a Milano) sotto i limiti: decisamente troppo poche, ma dimostrano che è possibile limitare i vapori in modo tale che non siano pericolosi per la nostra salute. Servono, dunque, più controlli. E anche maggiore tutela per chi - nelle stazioni di servizio - ci lavora. Nel frattempo se andate a fare benzina, seguite i nostri consigli (li trovate nel riquadro qui accanto). Alzate i finestrini: la quantità di veleno che respirerà chi è in macchina diminuirà fino a quasi azzerarsi.

Durante i nostri rifornimenti, le emissioni hanno toccato punti molto alti. Nel grafico qui sotto trovate I valori di benzene misurati ad ogni rifornimento nelle 20 stazioni di servizio. Il benzene è classificato come cancerogeno certo: per questo - tra tutti i cov - è stato preso come riferimento della nostra inchiesta. .

Recuperare i vapori. Anche per risparmiare
La pistola dotata di sistema di recupero vapori ha un erogatore composto da due tubi sovrapposti: uno per l'uscita della benzina, l'altro - più corto - per aspirare l'aria carica di cov.
I vapori risucchiati vengono trasferiti in una cisterna di stoccaggio nella stazione di servizio o riconvogliati al distributore di benzina, per essere rimessi in vendita, ritrasformati in carburante.
In questo modo non solo si limitano le emissioni, ma si recupera anche il carburante, limitando gli sprechi.


CONSIGLI UTILI
Rifornimento? Fatelo così
1) Quando fa molto caldo, aumenta la quantità dei vapori emessi: fate rifornimento nelle ore meno calde.
2) Non fate benzina quando la macchina è molto calda: meglio fare il pieno appena partiti.
3) Quando il serbatoio è completamente vuoto, aumenta la quantità dei vapori emessi: fate benzina appena entrate in riserva.
4) Chiudete sempre i finestrini dell'auto: eviterete che i vapori entrino nell'abitacolo.
5) Preferite i distributori automatici: bloccate la pompa sulla cifra fissata e allontanatevi.
6) Spingete il becco della pompa il più possibile dentro al serbatoio.
7) Controllate che il dispositivo per il recupero dei vapori sia funzionante (vedi immagine in alto). Se è fuori uso, cambiate pompa.

Fonte: Altroconsumo

Commenti (4)
  • Antonio

    Articolo che ci fa riflettere, soprattutto x quelli che ci lavorano nei
    distributori di carburante come me, ma ci siamo dimenticati delle emissioni che
    fuoriescono al momento che si toglie il tappo x fare rifornimento (specialmente
    d'estate), arriva un'alone di vapori impressionante. Invito a controllare questi
    vapori e vedere quali sono le auto e quali marche che danno questo problema, ne
    vedremo delle belle. Saluti

  • benzinaio verde

    io sul display di un multiprodotto ho una spia rossa piccola piccola accesa, sul
    lato sinistro, mentre sul lato destro del display c'è una lampadina che però
    è spenta. qualcuno mi sa dire di che si tratta....
    grazie

  • Anonimo

    se lampeggia funziona il sistema di recupero vapori...

  • Anonimo

    Il mio distributore sul self si accende la.luce rossa scritta recupero vapori che vuol dire

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