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Rete & Extrarete. Cresce ancora il peso di no-logo e Gdo

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Quotidiano Energia - A tutto luglio le reti “colorate” cedono 200 milioni di litri di benzina e 75 mln l di diesel, a fronte di un progresso degli indipendenti. Analisi dei dati Mise sui consumi
di Antonello Minciaroni

Il periodo ferragostano è trascorso con i prezzi dei carburanti sostanzialmente stabili. Le compagnie praticano in modalità self per la verde 1,49-1,53 €/l, per il diesel 1,34-1,36 €/l. Per i prodotti gassosi con servizio fra 0,60-0,63 €/l, metano fra 0,96-0,98 €/kg. Gli impianti della Gdo praticano per la benzina 1,40-1,55 €/l, diesel 1,26-1,40 €/l, Gpl 0,49-0,59 €/l e metano 0,79-0,94 €/kg. Il rientro dalle ferie degli italiani si preannuncia con aumenti in arrivo, soprattutto per la benzina, causa uragano Harvey.

I dati Mise sui consumi dei carburanti nel mese di luglio hanno raffreddato gli entusiasmi generati dal positivo risultato di giugno. Infatti, malgrado il gran caldo, i prezzi "bassi" e l'ottimo andamento del turismo nazionale, si è registrata per benzina e diesel una flessione complessiva del 2,2% rispetto all'analogo mese del 2016. Gpl unico prodotto in incremento dello 0,7%. Nel progressivo annuo a tutto luglio, la perdita di vendite rispetto all'analogo periodo dell'anno passato riguarda però esclusivamente le reti petrolifere.

Gli impianti no-logo e della Gdo infatti incrementano i volumi, portando la loro quota di mercato per la benzina al 25,6% con un incremento dell'1,5% sul 2016. Per il diesel il canale extrarete, che comprende anche i rivenditori, i consumatori privati e le aziende pubbliche di trasporto, vede incrementare la propria quota fino al 44,5% con un aumento anche in questo caso dell'1,5%. In termini di venduto le "colorate" perdono quindi 200 milioni di litri di benzina e 75 di diesel. Gli indipendenti mantengono invece sostanzialmente volumi stabili sulla verde ed incrementano di circa 100 milioni di litri sul prodotto pesante.

Per capire la portata del fenomeno è opportuno evidenziare, ad esempio, che nel 2010 le "pompe bianche", come venivano chiamate all'epoca, avevano avuto una quota dell'8,5% e il canale extrarete copriva il 35,2% per il diesel. Rispetto a quell' anno, nel 2016 sono mancati 2,297 mln ton benzina e 2,155 mln ton di diesel per un totale di 4,45 mln ton. Grosso modo il venduto di circa 4.300 impianti. Secondo i dati dell'Unione Petrolifera a fine 2010 gli impianti in Italia erano 22.900; a fine 2015 21.000.

Un tale scenario rende chiaro il perché alcune compagnie petrolifere hanno lasciato il mercato italiano e altre si accingono a farlo. Avere discusso per anni sulla "razionalizzazione" senza produrre risultati tangibili ha portato a questo risultato. Potrebbe essere tardi per rimediare ma, come dice il proverbio, meglio tardi che mai.

Margini - Il livello medio in modalità self di questa settimana, rispetto alla precedente rilevazione del 11 agosto, risulta diminuito per la benzina di 1,6 cent/l e di 0,6 cent/l per il diesel. Rispetto al livello medio dei tre anni precedenti il valore di questa settimana per la verde è inferiore di 0,6 cent e di 0,3 cent per il diesel. Il progressivo annuo risulta superiore per la verde di 1,2 cent e di 0,5 cent per il diesel. Aumenti in vista per la benzina.

La settimana dell'extrarete - Nel periodo dal 14 agosto al 1° settembre le quotazioni sui mercati internazionali della benzina sono in forte salita, più moderata per il diesel. Il rapporto di cambio euro/dollaro vede la moneta unica in consistente salita, cosa che ha frenato la crescita dei prezzi sui mercati europei. Il costo in euro, rispetto al 14 agosto, è di conseguenza salito di 2,3 cent per la benzina e di 1,2 cent per il diesel. Le quotazioni giornaliere sono riportate sulla rubrica QE domani in extrarete. Sulla base dell'attuale andamento del rapporto di cambio €/$ e delle quotazioni dei prodotti sui mercati internazionali si può prevedere che per martedì 5 settembre i prezzi della benzina saranno in calo.

Differenza media prezzi self rete vs. extrarete
La differenza dei prezzi self fra rete ed extrarete è diminuita di 1,5 cent/l per la benzina e di 0,5 cent/l per il diesel.

Reti no-logo - I prezzi degli impianti no-logo sono:
Benzina: nord fra 1,42 e 1,57 €/l e centro-sud fra 1,41 e 1,58 €/l.
Diesel: nord fra 1,28 e 1,39 €/l e centro-sud fra 1,27 e 1,42 €/l.

Mercato - La produzione di petrolio negli Usa continua a permanere sui massimi rispetto a maggio 2015 anche a fronte di una modesta riduzione dei pozzi in attività: negli Usa di 6 unità, in crescita di 3 in Canada come riportato da Baker Hughes, in attesa di conoscere in la situazione post-uragano.

Nel 2012 il prezzo del Brent ha raggiunto il suo massimo assoluto a 97,7 € a barile. Nel 2014-2017 lo stesso oscilla fra 26,5 € e 84,8 €. Oggi la quotazione risulta di 44,7 €/b in, salita di 0,5 €/b verso la rilevazione dell'11 agosto.

Per gentile concessione di Quotidiano Energia 

Commenti (2)
  • Alex

    E' indiscutibile le perdite delle pompe colorate.
    Purtroppo condivido l'analisi di questo articolo dove dice "avere discusso da anni della razionalizzazione senza aver generato risultati".
    Perfettamente esatto.
    Per anni si è discusso di dover togliere un dente soltanto che ogni soggetto ha usato le proprie astuzie per fare in modo che il dente fosse di un altro e chi doveva sorvegliare,...lo stato guardava volontariamente altrove.
    In tutti questi 15 anni da quando si era iniziato a sentire le prime voci sul fenomeno della razionalizzazione, le uniche iniziative intraprese sono state le proposte inascoltate del sindacato, le prepotenze di un azienda petrolifera che ha fatto da padrona imponendo ogni forma di supremazia più delle volte anche al di sopra della legalità pur di non affrontare il problema.
    In tutto questo scenario, l'unico soggetto che ha stabilito le politiche commerciali ed economiche è stata l'industria.
    Quel industria che ha scelto di vincere la gara usando come strategia vincente la dieta del proprio cavallo la pubblicità sul fantino e gli incentivi sui risultati.
    Il risultato : il Gestore che non è morto è stremato e non arriverà da nessuna parte, gli impianti sono diventati privi di qualsiasi forma di vita (interesse) gli incentivi che un tempo il Gestore sfruttava per investire nel azienda, ora se li ottiene li sfrutta per pagare gli insoluti.
    L'unica politica per evitare la razionalizzazione che le compagnie hanno saputo adottare è stata la razionalizzazione del margine del Gestore e lo studio di campagne promozionali dove ne sono state messe in atto talmente tante che una percentuale di cliente cosciente che in ogni caso a pagarle è sempre il soggetto finale, si rifiuta di fermarsi presso le stazioni colorate. Le pubblicità possono causare dipendenza patologica, quello che è accaduto alle compagnie petrolifere, che non soddisfatte dei risultati hanno pensato di risolverei loro problemi con i rinnovi degli accordi del 2013/14 dove hanno finito i Gestori prelevandogli anche la speranza visto che il sangue lo avevano finito da tempo, una mossa meschina e priva di risultato visto che con qualche millesimo non avrebbero ottenuto risultati .

  • anonimo

    Ricordiamoci che le pompe bianche sono rifornite dalle stesse compagnie petrolifere.
    Non è"strano" che queste riforniscano i concorrenti a prezzi così competitivi da fare fallire i Gestori degli impianti di loro proprietà?
    Fanno il contrario di quanto affermano.
    Hanno un solo obiettivo:
    decimare i Gestori facendoli fallire.

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