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Un autunno caldo per i carburanti

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Staffetta Quotidiana -  Gabriele Masini - Gli effetti dell'uragano Harvey sul sistema di raffinazione Usa e i riflessi immediati sui mercati petroliferi internazionali fanno riflettere sull'importanza di un sistema di approvvigionamento solido, affidabile ed economico. Una questione che riguarda anche l'Italia, dove il settore petrolifero, in particolare per quanto riguarda logistica e distribuzione, sta vivendo da qualche tempo una fase di riassetto che nei prossimi mesi vedrà alcuni passaggi importanti.

A partire dall'applicazione delle norme sulla “razionalizzazione della rete”. Martedì è entrata in vigore la legge annuale sulla Concorrenza e con lei tutte le disposizioni messe a punto più di due anni fa con l'accordo dell'intera filiera: norme per far chiudere i punti vendita incompatibili, disposizioni sulle bonifiche dopo lo smantellamento, potenziamento della banca dati del ministero, assorbimento della Cassa conguaglio Gpl nell'Ocsit. La domanda che ci si pone è se la razionalizzazione riuscirà a risolvere quello che recentemente Descalzi ha individuato come il motivo principale della fuga delle major dal nostro Paese: un sistema con troppi punti vendita e bassa marginalità.

Le scadenze più ravvicinate riguardano l'anagrafica dei punti vendita. Mise e Dogane già si sono messi in comunicazione per incrociare le rispettive banche dati che, oltre all'individuazione dei punti vendita, consentirà anche di associare a ciascuno un erogato. Si saprà dunque quali e quanti sono gli impianti a erogato bassissimo che secondo il presidente UP Claudio Spinaci sono i più interessati dal fenomeno dell'illegalità. E si saprà anche quanti e quali sono i punti vendita incompatibili. Certo, tutto si baserà su un'autocertificazione, e bisognerà verificare se le sanzioni saranno sufficienti a “scovare” quei 4-5.000 punti vendita che ancora non sono iscritti alla banca dati dell'Osservatorio prezzi carburanti del ministero dello Sviluppo economico. L'interconnessione delle banche dati e il completamento dell'anagrafica avverranno online, senza lettere, moduli, come è stato per l'Osservaprezzi, un precedente di buon auspicio.

Certo è singolare che per applicare norme in vigore (quelle sugli incompatibili) serva una nuova legge, e che la stessa serva per far parlare le amministrazioni e le loro banche dati. Ma tant'è, seguiamo gli sviluppi e facciamo in modo che funzioni.
Molto caldo sarà anche il fronte “sindacale”. Faib Fegica e Figisc hanno portato a casa (con soddisfazione) il nuovo accordo di colore con Q8. Si apre ora il capitolo del rinnovo con Eni (scaduto a fine 2016). Ma soprattutto c'è la questione aperta di Esso, e qui si configura uno scenario tutto nuovo: non si tratta di rinnovare un accordo ma di stabilire nuove modalità, nuovi rapporti con il mondo polverizzato dei retisti. La vice ministro Bellanova si è impegnata a convocare le parti nel mese di settembre ma sicuramente, quale che sarà l'esito della singola trattativa, gestori e retisti dovranno interrogarsi seriamente sul nuovo assetto del settore. In attesa anche della conclusione della vendita di TotalErg, a oltre un anno dall'avvio della procedura per l'individuazione degli acquirenti: evidentemente qualche intoppo c'è nonostante le rassicurazioni dei vertici Erg. E in ballo c'è anche il destino della rete Repsol.

Ma il nuovo assetto riguarda anche la logistica, dai singolari progetti di trasporto del greggio di Tempa Rossa in autobotte verso Pantano e Falconara, al passaggio di proprietà della Depositi Costieri Trieste. Un'operazione quest'ultima che segna una forte discontinuità, probabilmente anche nelle strategie. A gestire uno degli snodi più importanti del mercato petrolifero italiano e internazionale arriva un operatore dal profilo completamente diverso dai Napp: da una famiglia di armatori molto radicata sul territorio a una realtà, la Life Srl e la collegata Petrolifera Italiana, attiva soprattutto al Sud e con diverse altre basi sul territorio nazionale.

Il tutto in uno scenario in cui retisti, gestori e compagnie cercano di decodificare segnali e “profezie” sul futuro della mobilità (v. il commento odierno di Antonio Sileo). Su questo fronte le novità più recenti sono il decreto sui Piani urbani per la mobilità sostenibile (Pums) che dovrà indicare le linee guida per i Comuni, e le convenzioni tra Stato e Regioni per lo stanziamento dei fondi Pnire per l'installazione di colonnine elettriche. Oltre, naturalmente, alla legge di Bilancio, cui molti guardano con cupidigia per ottenere incentivi per questa o quella soluzione.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

Commenti (2)
  • bigboy

    tanto a NOI cambia poco...sempre tirare la carretta ......

  • OLEOBLITZ  - cambia niente...

    tenetevi tutti stretti...per il Gestore sempre tutto uguale...se non si chiudono 8000/10000 impianti subito e d'ufficio,,,,,,,,, :grin ......senza bisogno di leggi e leggine....sono i COMUNI che dovrebbero compilare l'anagrafica e farli chiudere una volta per tutte..... :grin :grin :grin

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