Differenziale self-servito, i gestori sollecitano le compagnie

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self servito01Staffetta Quotidiana - Inviate lettere con richieste di incontro: “Il settore è tornato alla marginalità grazie agli accordi di colore firmati dal 2014 in poi. Ora serve un adeguamento del margine e una riduzione del differenziale”


Gli accordi di colore firmati dal 2014 in poi hanno consentito alle società petrolifere di tornare a guadagnare nella distribuzione carburanti e, negli ultimi tempi, anche a recuperare quote di mercato, grazie alle politiche di prezzo su self service e servito; per questo è arrivato il momento di adeguare i margini dei gestori e ridurre il differenziale tra self service e servito, tornando progressivamente a un livello “ragionevole”. È quanto chiedono le associazioni dei gestori carburanti in una serie di raccomandate inviate la scorsa settimana ai vertici di Eni, Kupit, Api, Esso, Italiana Petroli (ex TotalErg) e Tamoil, con la richiesta di un incontro.

Nella lettera, a quanto si apprende, Faib Fegica e Figisc ripercorrono il cammino dall'accordo di colore firmato con Eni nel dicembre del 2014 che ha portato a un recupero dei volumi venduti in modalità servito con la trasformazione dell'Iperself in Fai da te e dei punti vendita completamente automatizzati in misti. Gli accordi di colore (definiti “accordi di solidarietà” dalle tre sigle) hanno consentito di attuare una politica di recupero della marginalità, di ridurre il delta di prezzo con pompe bianche e Gdo e di interrompere l'emorragia di volumi nei confronti degli indipendenti, ridando respiro all'intero settore, anche compensando l'abbassamento dei prezzi self (per competere con le pompe bianche) con l'aumento di quelli in modalità servito (per un'analisi dell'andamento del differenziale negli ultimi anni v. notizia a parte). Un fenomeno che ha portato al dilagare del differenziale, con il risultato, concludono i sindacati, che a pagare sono le fasce di consumatori più “deboli”, e cioè chi per un motivo o per un altro non può rinunciare al servizio.

Se la richiesta non sarà accolta, i gestori solleciteranno le amministrazioni competenti e il Governo a verificare i “reali” prezzi al pubblico dei carburanti per modalità di vendita e di conseguenza la reale composizione del prezzo Italia.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana


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