GestoriCarburanti

Giovedì, Mar 21st

Last update:08:32:00 AM GMT

Frodi, chi presidia la logistica?

E-mail Stampa

frodi-alertStaffetta Quotidiana - Gabriele Masini - L'indagine su Xcel Petrolium ha portato a galla un altro, importante flusso di carburanti di provenienza libica, con passaggio su Malta e arrivo sulle nostre coste.

Una circostanza ahimé non nuova, che porta in primo piano il problema dell'assetto e del presidio di uno snodo strategico per l'approvvigionamento di energia del Paese: la logistica. Un sistema che diventa sempre più centrale con la progressiva riduzione della capacità di raffinazione, ma che rischia di rivelarsi sempre più permeabile, anche per il progressivo ritiro degli operatori maggiori.

Al momento del suo insediamento, il presidente dell'Unione Petrolifera Claudio Spinaci aveva sottolineato le insidie nascoste nella progressiva riduzione della capacità di raffinazione nazionale e nel conseguente sempre maggiore affidamento all'importazione dall'estero. Insidie che riguardano, certo, la sicurezza stessa dell'approvvigionamento, la qualità dei prodotti e i prezzi; ma che sempre più portano in primo piano il “rischio illegalità”.

Come sottolineava di recente lo stesso Spinaci, le misure di sicurezza del sistema petrolifero erano tarate su un modello molto concentrato. Nel momento in cui il sistema, sotto la spinta delle liberalizzazioni e della fuga delle major, è “esploso”, anche le misure di sicurezza sono saltate. Se poi ci sono operatori “sistemici” che aprono le cateratte, o market leader che mollano il presidio del settore, come ad abbandonare una nave che affonda, allora tutto diventa più difficile.

Dalle grandi indagini sulle frodi che si sono succedute negli ultimi anni emerge con forza il fatto che l'attenzione della malavita si concentra sul sistema logistico, cercando di conquistarlo o, quanto meno, di sfruttarne le debolezze: dal caso Maxcom, a quello di Trieste, fino all'inchiesta Xcel. Per chi opera in questo settore, il campanello d'allarme doveva risuonare da tempo.

Operazioni, queste della malavita, che sfruttano a proprio vantaggio anche il progressivo ritiro di chi quel sistema lo ha in buona parte presidiato negli anni. Nell'ultimo piano strategico Eni ha annunciato una “razionalizzazione della logistica”. Si tratta di un sostanziale disimpegno? È una responsabilità, un presidio che non rientra nella politica di efficienza dell'attuale vertice? Sta di fatto che anche in questo “anello”, come nel resto del downstream petrolifero, la voce del Cane a sei zampe è praticamente assente. Un abbandono dovuto, certo, al fatto che questo comparto rappresenta un'inezia in confronto all'upstream. Ma se il market leader smette di essere leader, e non si fa una seria riflessione sul nuovo assetto del settore, è facile che a dettare le regole sarà il primo che passa. Con il rischio di fare entrare in casa ladri e furfanti.

Chi resta dunque a presidiare gli accessi al mercato italiano? Se le regole non sono (evidentemente) sufficienti a fermare tempestivamente i flussi irregolari di prodotto, come si può fermare quella che sembra sempre più una deriva? Quello che colpisce del caso Xcel è che i nomi giravano da almeno tre anni. Stesse società, stesse persone, stesse basi. Fatta salva la presunzione di innocenza, probabilmente era possibile operare una maggiore selezione degli operatori. In altre parole: al posto di inasprire regole e controlli, non sarebbe stato meglio mettersi intorno a un tavolo, guardarsi negli occhi e mettere in piedi un qualche codice di condotta?

Agli albori di tutta questa storia, nel 2015, quando ancora in molti facevano spallucce quando parlavamo di “nero” e quando per molti la questione illegalità si esauriva nelle rapine ai punti vendita e nei buchi agli oleodotti, ci chiedemmo come fosse possibile che soggetti più che sospetti operassero indisturbati sulle più importanti basi logistiche italiane. La risposta a quella domanda fu una querela da parte di chi operava quelle basi – querela che fu archiviata in breve.

Allora esprimemmo “l'auspicio che tutti gli operatori del settore (soprattutto quelli che per dimensioni ricoprono un ruolo rilevante sul mercato, con conseguenti maggiori responsabilità), mettano in campo tutti gli strumenti disponibili per fronteggiare l'illegalità che negli ultimi anni è dilagata nel settore senza, per ora, trovare ostacoli efficaci”. Sembra scritto ieri, e invece risale a più di tre anni fa. Ma l'invito è valido tuttora.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

Commenti (0)
Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [s] [url] [quote] [code] [img]   
:):grin;)8):p:roll:eek:upset:zzz:sigh:?:cry
:(:x
SECURITY
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell\immagine.
Commentando dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di questo sito.
Per mantenere un livello civile della conversazione, verranno eliminati tutti i commenti che contengono: turpiloquio, offese, violazioni della privacy, off topic, istigazioni alla violenza o al razzismo, minacce ecc. Gli utenti che violeranno ripetutamente la nostra policy verranno bloccati/bannati. La Redazione.

Articoli correlati:
Articoli più recenti:
Articoli meno recenti:

Il sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l'esperienza dell'utente. Inoltre utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, per fornire funzionalità di social media e analizzare il nostro traffico.Condividiamo informazioni sull'utilizzo del nostro sito con i nostri social media, i partner di pubblicità e analisi che possono combinare tali informazioni con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto dal vostro uso dei loro servizi. Proseguendo la navigazione accetti di ricevere i cookie. Per saperne di piu' leggi la nostra privacy policy.

Accetto i cookies di questo sito.

Informativa e acquisizione del consenso per l’uso dei cookie