Fattura elettronica, Figisc chiede “incontro urgentissimo” al Mef

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figisc450 Staffetta Quotidiana - Per una proroga o una fase di convivenza con la carta carburante
Dopo Fegica e Faib anche la Figisc alza il tiro sulla questione dell'obbligo di fatturazione elettronica per le vendite di carburanti a partite Iva, scrivendo al vice ministro dell'Economia Luigi Casero e chiedendo un “incontro urgentissimo”. La lettera è partita ieri con la firma del presidente Maurizio mMicheli e del suo omologo Anisa Stefano Cantarelli.

Nella lettera, disponibile in allegato, si sottolinea che “i sistemi tecnici di produzione e validazione di un documento fiscale in formato elettronico prevedono tempi di lavorazione” sono “difficilmente conciliabili con la ordinaria operatività delle stazioni di rifornimento sulla rete ordinaria e ancor più delle aree di servizio autostradali, con la necessità di rivedere i modelli organizzativi e della gestione della risorsa umana” e con la “stessa strutturazione fisica della rete, contrassegnata sia da scarsi livelli tecnici delle attrezzature in generale, quanto da diffuse situazioni di impianti totalmente automatici, conseguenti all'evoluzione della rete stessa e dei modelli distributivi consentiti dalle liberalizzazioni”.

Figisc e Anisa sottolineano di essere state coinvolte “quando il provvedimento, anche dal punto di vista operativo” era stato già formato e deciso, e che “avrebbero potuto essere trovate soluzioni tecniche alternative a quelle della fattura elettronica”. Le associazioni denunciano inoltre la “significativa lievitazione dei costi di commissione, messa in atto dal sistema bancario e dei gestori della monetica palesemente in concomitanza con la misura del bonus”.

Le associazioni chiedono quindi una proroga dell'entrata in vigore dell'obbligo della fatturazione elettronica, o l'attivazione di un phasing out a termine, nel quale la carta carburante – in parallelo con la fatturazione elettronica per i soggetti in grado di essere attrezzati per l'entrata in vigore della norma – “possa ancora costituire titolo validante ai fini della deducibilità degli acquisti di carburante, purché collegata esclusivamente a pagamenti effettuati in moneta elettronica”. Questa seconda soluzione, prosegue la lettera, “non inficia di fatto in nessun modo la norma recata dalla legge di bilancio” e può “essere di piena competenza e di praticabilità immediata da parte del Governo ancora attualmente in carica per il disbrigo degli affari correnti”.

In ogni caso, concludono le due sigle, “si dovrà affrontare una modifica della norma che abbisogna di specifici interventi di correzione e/o autentica interpretazione quali, ad esempio, al comma 924, ove l'attuale formulazione statuisce che il bonus si applica ai soli costi relativi alle transazioni effettuate con carte di credito, ma non alle carte di debito o prepagate o, ancora, all'applicabilità dell'obbligo di fatturazione elettronica nella rete autostradale, nella quale – in conseguenza della ristrutturazione delle modalità di servizio stabilite dal Decreto MIT MiSE del 7 agosto 2015 per determinate tipologie di aree di servizio – non risulta praticabile l'obbligo se non esclusivamente in modalità differita”.

In caso di mancato accoglimento delle richieste, la categoria dei gestori “non solo si troverà costretta a sollecitare con altri mezzi l'attenzione delle Istituzioni, ma sopra tutto si troverà oggettivamente – e non per propria responsabilità – nelle condizioni di non poter adempiere alle norme e di dover incorrere in tutte le conseguenze connesse”.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana 


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