17 e 18 ottobre a Roma il consiglio nazionale Fegica

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co fegicaLa Segreteria Nazionale della Fegica ha deciso di convocare -per una riunione che durerà due giornate- il massimo Organismo dirigente della Federazione.

Lo scopo della riunione è quelle di mettere a fattore comune i temi sui quali, da alcuni anni, la Categoria dibatte senza che siano intervenute soluzioni di sistema per individuare nuovi assetti soddisfacenti.

Per la Categoria e per il settore tutto. Un settore che, per sopravvivere, è costretto a ricercare nuovi equilibri che consentano la possibilità di un futuro che appare sempre più labile e indeterminato.

Ma, tacere le responsabilità del degrado di questo settore, sarebbe delittuoso, almeno come non rendere manifesti i comportamenti che hanno generato le contraddizioni che sono sotto gli occhi di tutti e che rischiano di generare la sua deflagrazione.

Potremmo continuare a lungo elencando tante altre storture che cozzano, violentemente, se non contro la politica energetica del Paese, almeno contro il "buon senso". A proposito di buon senso, l'Antitrust, ci ha risposto che Nexi non ha una presenza che faccia ipotizzare un comportamento anticoncorrenziale (ma quali altri operatori esistono in questo mondo?).

Le responsabilità sono chiare e, certo, non sono attribuibili ai Gestori che soli, di fronte a questo disfacimento, hanno continuato con il proverbiale "secchiello" a svuotare il mare delle politiche suicide messe in atto dall'industria petrolifera e dai capitani di ventura che si fregiano di onorificenze e medaglie. I nuovi campioni di un mercato (finto) che seppellirà l'intero settore e che dopo, quando finalmente tutti prenderanno coscienza, non sarà più recuperabile.

Questo è il quadro generale all'interno del quale avvieremo, in Consiglio Nazionale una riflessione collettiva e definita una strategia che non sia limitata alla denuncia ma che abbia l'ambizione di individuare soluzioni per uscire dalle secche dell'indifferenza.

Non basta -anche se è importantissimo- firmare Accordi con questa o quell'Azienda: anche il migliore trattamento economico è destinato ad infrangersi contro politiche di prezzo schizofreniche, messe in atto da quegli operatori che forse -come a qualcuno piacerebbe- preferirebbero che il Gestore rimanesse a "fare il guardiano" e le vendite fossero tutte effettuate in self-service (magari pre-pagamento).

Una politica folle e sconsiderata alla quale occorre una risposta forte e coesa che deve veder consapevole mobilitata l'intera Categoria.

Non si può continuare a vivacchiare guardando solo l'angusto confine del proprio impianto perchè, come la storia recente ci ha insegnato nessuno, da solo, può salvarsi: il nostro è un sistema interconnesso ed interferente e senza regole chiare su prezzi (equi e non discriminatori) è destinato a fagocitare, di volta in volta, i più deboli ed i più esposti. Per poi ricominciare da chi è convinto di essersi salvato.

Nostro compito è ripartire dalla solidarietà, anche rilanciando sul piano dell'unità della Categoria.


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