Gestoricarburanti in agitazione contro Italiana Petroli sulla doppia modalita' di vendita

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"No all'imposizione nei punti vendita non idonei e alla connessione remota degli impianti" Faib, Fegica e Figisc, in attesa di un "incontro specifico", hanno promosso lo stato di agitazione dei gestori Italiana Petroli "a sostegno del rispetto dell'accordo" di colore.

"L'azienda", si legge nella comunicazione delle federazioni "sta di fatto imponendo a tutti i gestori che non abbiano aderito al sistema di vendite in 'doppia isola', di passare a tale modalità".

"Nell'osservare che tale metodo non è in linea con quanto sottoscritto" nell'intesa, le sigle invitano in particolare la società "a riformulare - alla singola gestione - l'offerta, dichiarando, apertamente, che tale cambio modifica il margine del gestore".

"Pur consapevoli che la doppia modalità di vendita è normata nell’accordo sopra citato, ciò che contestiamo è che tale modalità viene imposta in tanti casi su strutture che non sono idonee a offrire contemporaneamente sia l’offerta self che servita. Ma la cosa ancor più grave nello stampato da voi predisposto il gestore stesso oltre che richiedere l’adesione, vi autorizza alla connessione da remoto dell’impianto. Faib, Fegica e Figisc non hanno mai sottoscritto con l’Azienda tale modalità, anzi in più di un occasione hanno contestato questa richiesta che, dove applicata ha creato non poche difficoltà e dubbi sulla correttezza dei conteggi e dei tempi di contabilizzazione delle note a conguaglio a garanzia del margine contrattualizzato. Insomma una costruzione commerciale arzigogolata e strumentale per tagliare i margini dei Gestori convenuti contrattualmente: se poi si vuole introdurre il criterio della gravosità dei margini ricordiamo a codesta Azienda che ha mantenuto invariato il Ricavo Industriale Lordo a fronte di una variazione della base di calcolo del Prezzo Medio Italia (da servito a self). Questo nel corso almeno degli ultimi venti anni."

"Le scriventi chiedono che tale pratica venga immediatamente abbandonata e che si torni allo spirito ed alla lettera dell’Accordo richiamato in premessa. Anche consentendo ai singoli Gestori di tornare alla situazione quo ante senza “penalizzazioni“. Su tale iniziativa aziendale, che le scriventi ritengono fortemente lesiva degli interessi e della dignità dei Gestori (e delle stesse Organizzazioni), Faib, Fegica e Figisc promuovono, in attesa di un incontro specifico, lo stato di agitazione dei Gestori di Marchio, sottolineando che, qualora non si determini il ripristino della situazione precedente, promuoveranno un’azione di “sciopero di colore” a sostegno del rispetto dell’Accordo."


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