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Controdistribuzione edizione FLASH n. 02 - 16 Febbraio 2012

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LE CONDIZIONI DI DEGRADO DELLA CATEGORIA FUORI DAI “SALOTTI BUONI” E DENTRO L’AULA DEL “GIUDICE NATURALE”

VOGLIAMO GIUSTIZIA

di Roberto Timpani

Un recente forum organizzato da un autorevole quotidiano del settore sui temi di una possibile riforma della distribuzione carburanti si é trasformato nell’occasione che ha consentito all’Autoritá Garante della Concorrenza di anticipare, sia pure informalmente, contenuti e merito della posizione che la stessa Autoritá avrebbe poi rappresentato ai componenti la Commissione Industria del Senato, relativamente al confronto in atto sul Decreto Monti e sulle liberalizzazioni nel nostro settore. Grande é stata la nostra meraviglia nel sentire che, oggi, l’Autoritá ritiene superabile l’attuale sistema degli “sconti”, del “meno qualcosa” riferito ad un prezzo depositato in chissá quale scaffale impolverato del Ministero, forse accanto al posaceneri della comoda poltrona di Mister Prezzi.

Di tale apparente novitá saremmo stati grati se fosse giunta allorquando la Fegica, non piú tardi del luglio 2010, veicoló all’Antitrust e al Mise le segnalazioni di centinaia di cittadini che lamentavano l’incomprensibilitá del messaggio di sconto sull’iperself di Eni. Allora, invece, dissero che c’erano di mezzo gli “impegni” assunti dalle petrolifere e soprattutto che il consumatore poteva contare su un ordine di grandezza verificabile anche se “secretato” (!) presso il Mise.

Altro stupore ha suscitato anche l’affermazione secondo cui una azienda fornitrice in esclusiva sia legittimata a praticare condizioni sensibilmente diverse ai propri gestori, anche se a poche decine di metri di distanza l’uno dell’altro, in una ottica di concorrenza “intra brand”. Apprezzamenti e sospiri di sollievo di molti tra i presenti in sala, di fronte ad una altra “sentenza” -seppure giunta non attraverso i mezzi attraverso i quali solitamente si esprime una Autoritá- che fa il paio con l’altra che bolla come anticostituzionale ogni eventuale intervento sull’esclusiva.

Niente di particolarmente sconvolgente viste le premesse. Eppure alcuni piccoli spunti ci sentiamo di proporli. Magari senza la pretesa di essere altrettanto autorevoli, ma solo con lo spirito e l’indipendenza di giudizio di chi ancora si affida al ricordo di sane letture e con l’orgoglio di chi ha il privilegio di continuare a vivere e confrontarsi con gente onesta e seria, come lo sono i componenti della nostra Categoria.

La prima lettura che vorremmo rinverdire é proprio la Costituzione che all’art. 25, primo comma, cosí recita: ”Nessuno puó essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge”.

Ne consegue che sia possibile immaginare come l’Antitrust non debba essere per forza considerato l’unico ed infallibile Giudice delle nostre questioni.

Vale a dire che se vogliamo ottenere Giustizia sui comportamenti vessatori e discriminatori delle compagnie o dei retisti, nessuno puó impedirci di rivolgerci a quel “Giudice naturale” che, per fortuna, non ci é stato distolto.

E’ bene, quindi, chiarire fin da subito che, comunque vada la vicenda sulle liberalizzazioni, la Fegica promuoverá, ovunque sia necessario, ogni iniziativa utile dinanzi ai Tribunali che la Costituzione mette a disposizione di tutti i cittadini del nostro Paese.

Non sará pertanto l’autorevole Antitrust, ma magari centinaia di Tribunali che valuteranno, in piena autonomia, le condizioni di assoluto degrado in cui l’industria petrolifera ed i retisti hanno ridotto, in questi anni, migliaia di piccole imprese e di persone oneste.

E’ ormai urgente farlo adesso: quando pure l’Antitrust rivalutasse criticamente, fra qualche anno, la sua posizione odierna, come é avvenuto sugli sconti, sarebbe troppo tardi per noi e per tutti. Meglio muoversi prima.

Del resto, riteniamo che nessuno possa o voglia far valere un carattere di infallibilitá neanche per gli autorevoli giudizi provenienti dall’Antitrust.

Sul punto della esclusiva qualche parola va spesa anche per evitare di passare per dei guerrafondai dediti solo alla mediocre ricerca di un antagonista.

La questione,  come si  dice oggi, appare mal posta: l’invocato principio che obbliga all’esclusiva   trova il suo naturale ridimensionamento nel fatto che ci troviamo di fronte non ad una norma imperativa ma ad una deroga al principio generale.

Vi é poi da sottolineare che non esiste alcun comma, articolo o disposizione regolamentare che fissi una percentuale   invalicabile per il “mantenimento” o il superamento dell’esclusiva.

Rimanendo nel campo della tematica giuridica ci si puó chiedere se l’esclusiva debba essere totale o parziale; oppure se sia possibile confrontare il prezzo del prodotto imposto in esclusiva con il prezzo del medesimo prodotto rinvenibile sul mercato libero.

Domande, riflessioni e dubbi ai quali il pur complesso sistema di norme europee e nazionali non da attualmente risposte certe, se non una: nessun divieto.

E, come spesso ci viene ripetuto anche dai legali delle compagnie per individuare sottili artifici giuridici da inserire nei contratti, ció che non é vietato é consentito.

Sará considerata un’affermazione banale e superficiale; o anche un obbrobrio giuridico.

Puó darsi. Ma il punto sta proprio qua.

E  non  altrove  dove  lo  si  vorrebbe  strumentalmente spostare: nessun esproprio proletario, nessuna violazione di   norme (anche  invocare la Costituzione a vanvera potrebbe essere evitato), niente che autorizzi “pareri pro veritate” di autorevoli istituzioni che avrebbero il solo compito di “parlare con gli atti” (meglio se coerenti nel tempo) e di intervenire sugli effetti di comportamenti che impattano sulla concorrenza e su un mercato che, nel nostro caso, tutto é tranne che libero.

A noi questi artifici dialettici interessano poco. Il giusto.

La veritá é che noi vogliamo giustizia  per la nostra Categoria, per la nostra gente.

Per quel popolo che con la sua attivitá quotidiana permette a tanti altri, poi, di piegare la veritá dalla “sua” parte, anche negando l’evidenza.

Noi, per questo “popolo”, vogliamo giustizia.

Ed infine un chiarimento sugli impianti “multimarchio” che hanno tenuto banco sulla carta stampata.

Perché tanto scandalo? Perché dipingere la richiesta di superamento parziale dell’esclusiva come un esproprio?

Perché sostenere che sarebbe incostituzionale acquistare merce fuori esclusiva e venderla sull’impianto che ha marchi e colori di una altra compagnia?

In Italia questo giá accade. Tutti i giorni.

Oltre il 70% degli impianti riceve prodotto “permutato” e quindi “fabbricato” da un soggetto che ha un marchio diverso da quello esposto.

O qualcuno vuole farci credere che accanto ad ogni impianto ci sia una “raffineria” di marchio?

La semplice veritá é che una parte consistente di impianti riceve il prodotto da una compagnia “concorrente”.

Ció non impedisce all’impianto di esporre, bene in vista, loghi e marchi di una “bandiera” differente, malgrado l’obbligo di non concorrenza su tutto il territorio nazionale.

Per sfatare queste favole sull’”indissolubilitá del marchio”, basterebbe guardare i documenti di accompagnamento con cui viaggiano i carburanti per capire da dove viene il prodotto e chi é il committente.

Chi enuncia sentenze inappellabili dovrebbe scendere ogni tanto sulla terra.

Una prova? In questi giorni ha aperto a Bari un impianto totalmente selfizzato dentro un centro commerciale Coop.

Il prodotto viene fornito -in regime di permuta- da una compagnia petrolifera con pagamento a 40/50 giorni di dilazione.

Il   prezzo praticato in self presso tale impianto é mediamente inferiore di 15 cent -con punte di 17- rispetto ai corrispondenti prezzi in self consigliati dalle petrolifere ai gestori degli altri impianti cittadini.

Pur volendo ammettere che la Coop voglia vendere allo stesso prezzo di fatturazione, limitandosi a “lucrare” sul piano   puramente   finanziario   grazie  alla   dilazione   di pagamento  ottenuta,   bisognerebbe  ammettere  che  la compagnia petrolifera che rifornisce quell’impianto (che paga  anche  gli   oneri   di  trasporto,  scorte,  variazioni volumetriche,   ecc.)  vende  abbondantemente  “sotto  al platt’s” (mitico feticcio del mercato italiano), vale a dire in perdita, se la quotazione platt’s fosse ancora credibile.

Giá, il platt’s!

Ma dove é finita l’indagine conoscitiva avviata dall’Antitrust giusto un anno fa’ e che aveva tra i suoi obiettivi proprio la quotazione pubblicata dalle famigerate agenzie di rating?

Nessuna traccia.

Eppure se, come ebbe a dire l’ex Presidente dell’Authority, Prof. Catricalá, non si é ma riusciti a trovare la “pistola fumante” del piú volte ricercato “patto tra compagnie”, la vicenda   di   Bari,   ultima   in   ordine   di   tempo,   della “colpevolezza del platt’s” offre le impronte sul manico del coltello, il coltello insanguinato e i testimoni oculari.

Non possiamo attendere tuttavia una piena ed autonoma confessione  dei   colpevoli,  cosí come sembra  essere necessario per avere giustizia in Italia.

Ma neanche consentire che continuino a fare del male ad altri malcapitati in attesa di un giudizio che, al solito, tarderá ad arrivare.

Noi non ci possiamo accontentare di salotti buoni ove confrontarsi sulla  rete del futuro:  luoghi sicuramente suggestivi ma nei quali le “urla della foresta” non arrivano.

Noi, come abbiamo detto, vogliamo solo giustizia.

Commenti (16)
  • Associato Fegica.

    Questo è un intervento degno di uno che voglia chiamarsi sindacalista. Confrontatelo con quello che scrive Squeri, tanto per non far nomi.
    Mi ricrederò sulla Figisc quando affermeranno le stesse cose almeno sulle situazioni come la Coop di Bari, situazioni che si guardano bene dal nominare per non disturbare l'amico manovratore.

  • turbodisel  - GRANDE ROBERTO TIMPANI

    OTTIMO ARTICOLO ROBERTO ,ANCHE SE IO L'ESCLUSIVA L'HO SUPERATA GIUSTO DA UN ANNO ,QUESTO GRAZIE AL CORSO CHE HO FATTO NEL 1998 HO AVUTO UN BUON MAESTRO(TE)
    ED O IMPARATO TANTE COSE GRAZIE A TE ,E COMUNQUE ANCHE SE LE GUERRE ME LE FACCIO DA SOLO ;SONO TESSERATO FEGICA,UN ABBRACCIO FORTE .

    P.S. TU SAI CHI SONO

  • In attesa di squeri....

    attenderò con ansia la replica di squeri, sperando comunque che arrivi, per farmi giusto giusto due risate....
    Gli associati figisc di Bari che dicono in merito?
    Io so per certo che gli erogati dei colleghi baresi sono crollati di colpo (... con i prezzi della coop non poteva essere diversamente) del 50%.
    squeri se ci sei batti un colpo....... vogliamo sentire la tua in merito e non le solite cazzate sugli aumenti che verranno e le previsioni dei prezzi per i prossimi giorni.... Forse farebbe bene squeri a fare le previsioni del tempo che farà.... A Bari in questi giorni sta facendo caldo.... molto ma molto caldo......

  • BARI - le previsioni per i pro

    A Bari nei prossimi giorni nonostante il caldo che si sente tra la categoria si prevedono fulmini e saette... Qualcosa di grosso sta per scoppiare. Niente vi meraviglierà perchè sta tirando una brutta aria

  • Gestore esso

    Scusate l'ignoranza in merito, ma quanto e' il margine lordo di una pompa bianca? Nella mia zona ne ha appena aperta una e si parla di un investimento di tre milioni di euro, considerando che nella zona vendiamo la benzina a circa1,717 e il diesel a 1,687 con sconti di 7 centesimi dal servito e che loro piu' o meno si allineano a questi prezzi, cosa rimane a loro come guadagno? Quanto ci mettono a ripagarsi un investimento del genere?

  • marco

    facendo due conti sulla ipercoop Bari risulta un incasso medio di 84.000 euro al giorno , una dilazione di pagamento media di 45gg. Paghi la prima fattura quando hai incassato tremilioni e mezzo di euro. in quarantacinque giorni hai in cassa l'investimento per l'impianto , e ti avanza un'altro milione e mezzo da investire .
    Se l'iniziativa si replicasse su altre dieci zone , rimarrebbero in cassa quindici milioni di euro , e ci costruisci altre due ipercoop , che aggiungendosi alle precedenti ti danno altri tremilioni di euro .....
    Con il solo gioco dei pagamenti dilazionati del carburante ti autofinanzi , distruggi tutta la concorrenza , e monopolizzi il mercato.
    Ho chiesto un prestito di diecimila euro per mio figlio , e in banca stanno ancora spanciandosi dalle risate !!!
    Per il resto dell'articolo , ottimo come sempre. Peccato che i "sordi" siano anche dislessici.


  • un collega stufo

    bravo Marco !
    complimenti !
    in poche parole hai spiegato alla massa, come questi qui muovono montagne di soldi !
    molto utile il tuo intervento !

  • Un Gestore Agip

    Tante belle parole però è ora di passare ai fatti, parecchie gestioni se continua così non arriveranno a fine anno, datevi una mossa !!!

  • Giampiero  - ScusaTimpani,

    hai elencato una serie di condivisibili distorsioni che per la nostra categoria rimangono evidenti solo agli addetti ai lavori, i Gestori (o anche benzinai per chi in senso spregiativo ci chiama), cioè a quella ultima parte della catena che “spreca” illusioni su un futuro palesemente incerto superando i limiti di una realtà ormai tangibile .
    Gli ultimi atti di questo Governo, ed in parte di quello precedente, dimostrano solo una conoscenza sistematica del nostro settore tale da condurre alla conservazione di interessi rivolta solo ed esclusivamente alla tutela dei soliti poteri “forti”. Ridurre alla fame la nostra categoria, o meglio decine di migliaia di famiglie, fanno parte di un progetto di convincimento, anche di carattere mediatico, secondo cui il nostro discapito sarà rivolto nel giusto fine di
    tradurre un mascherato beneficio verso i consumatori tutti. In un momento come questo, dove le criticità economiche al limite del fallimento ed il disagio dei Gestori dovranno diventare ricchezza e speculazione per altri, forse varrebbe la pena trovare un maggiore equilibrio e sobrietà fra le forze sindacali, ragionando su proposte concrete e non demagogiche nell’interesse dei Gestori, semplicemente perché risultati apprezzabili sono stati ottenuti quando il sindacato, inteso non in modo improprio, ha dimostrato compattezza e non disgregazione. Detto questo, resta inteso che tutti Gestori attendono giustizia, fammi capire come questa (e dopo che il decreto sulle liberalizzazioni sarà convertito in legge dello Stato) potrà essere ottenuta......... .

  • Anonimo  - GINO Roma

    NO ESCLUSIVA = NO Gestori
    non so se questo è chiaro all'avvocato Timpani.....

  • Franco

    100% esclusiva = morte del Gestore
    Questo a te invece è chiaro??

  • Anonimo

    Fra un futuro incerto a scadenza del contratto e una morte certa forse anche prima della scadenza del contratto, io preferisco la prima.

    Ma lo volete capire che il 100% di esclusiva rappresenta una fine sicura??? Se ancora fate parte di quei pochi che non sono toccati dall'extrarete, non illudetevi, la festa non durerà a lungo anche perchè nessuno considera che alcuni, fra le migliaia di Gestori che saranno espulsi, si organizzeranno per fare da sè la propria pompetta bianca e , statene certi, andranno a cercarsi le zone franche che magari non interessano ai "grandi" .

  • VINCENZO

    hai perfettamente ragione anonimo o difendiamo quel poco che abbiamo rimasto o si muore cosa si può fare secondo te

  • Anonimo

    ...UNITARIETA' e COMPATTEZZA , sono la nostra forza !!!Unite alla dialettica ed alla competenza , che non ci mancano !!!
    Solo cosi , sapremo farci ascoltare e potremo cercare di modificare il nostro attuale stato ....

    CIAO GUIDO FERRETTI ...
    CIAO FERRO ...
    CONDOGLIANZE AI FAMIGLIARI .
    Maurizio Cavallucci

  • VINCENZO

    secondo me in ogni comune ci dovrebbe essere un associazione dei Gestori vendere il carb. allo stesso prezzo e farsi un margine adeguato tanto noi facciamo solo rifornimenti di convenienza massimo 10 euro per macchina inutile farsi la guerra anche perchè chi deve fare pieno va al supermercato a rifornirsi solo cosi possiamo imporre alle compagnie i nostri diritti e guadagnare un pezzo di pane da sopravvivere.

  • Giancarlo TV  - X Timpani

    Confrontarsi con gente onesta e seria, come lo sono i componenti della nostra Categoria ? ? ?

    Migliaia di piccole imprese e di persone oneste ? ? ?

    Ció che non é vietato è consentito ? ? ?


    Comportamenti che impattano sulla concorrenza e su un mercato che, nel nostro caso, tutto é tranne che libero ? ? ?

    Anche il resto è molto interressante, non sto qui a riportarlo.

    Lei dice: Vogliamo giustizia, questo è molto bello, ma avete trovato il modo per averla ? ? ?

    Perchè sennò sono solo chiacchere e/o carta, inchiostro buttato.

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