GestoriCarburanti

Mercoledì, Oct 16th

Last update:08:32:00 AM GMT

Controdistribuzione edizione FLASH n. 05 - 26 Marzo 2012

E-mail Stampa

MENTRE SI MOLTIPLICANO EPISODI DI MINACCE, RICATTI E PERSINO DI CALUNNIA PER STRAPPARE ADESIONI SU IPERSELF H24 DI ENI
IL MANAGER CERCA SCUSE

“Ti rifiuti di aderire a iperself h24? Ti denuncio all’Antitrust!” (ma qualcuno giura di avere sentito: “lo dico allo zio prete!”). Se non fosse che si sta giocando con la vita di migliaia di famiglie, ci sarebbe da sorridere. Chi credeva che nel manuale del perfetto funzionario aziendale ci fosse la rinuncia imperitura all’utilizzo della propria fantasia, si sbagliava: per strappare a fatica, una ad una e ad ogni costo, le adesioni ai gestori eni, gli argomenti impiegati superano ogni immaginazione. E, a volte, anche il semplice buon gusto. Capita, infatti, che nella foga di soddisfare il proprio zelo qualcuno superi di slancio la “solita vecchia procedura” -contratti che scadono, iniziative di pricing che finiscono, liste di cattivi che si allungano, interventi di manutenzione che si allontano, favori che sfumano, ultimi posti per il paradiso che si vanno esaurendo- e approdi alla calunnia: “vuoi dare retta al tuo responsabile sindacale? Ma quello se ne frega di te e di tutti, tanto lui prende 3.000 euro al mese dal sindacato! Firma qui che sei l’ultimo rimasto.” Quanto e soprattutto se quel sindacalista “prenda” dal sindacato é una informazione che metteremo a disposizione di un giudizio terzo e imparziale. Quel che qui interessa, invece, oltre al clima di caccia alle streghe che rende invivibile, ormai da tempo, ogni rapporto di lavoro compreso quello con i Gestori, é come si affermi la disperazione di quelli che sono sempre alla rincorsa di una scusa ulteriore per giustificare i risultati almeno mediocri che continuano a realizzare le “politiche” di cui sono responsabili.

E’ comprensibile che la resistenza, tanto grande quanto inaspettata, riscontrata nei Gestori, abbia contribuito a far salire il livello di nervosismo giá costantemente alto. Ma come spiegare il pasticciaccio delle liste di aderenti a “iperself h24” che sul sito di eni (prima pubblicate, poi modificate, infine tolte) davano per acquisite firme di migliaia di Gestori indisponibili? Inguaribile ottimismo? Un ulteriore modo per far pressione sui “ritardatari”? O anche un’altra   maniera  per gettare  discredito su  coloro che territorialmente godono  di un qualche ascolto nella categoria e le cui scelte hanno un giusto seguito?

Non é certo uno spettacolo edificante per un’azienda che ha ereditato dal suo passato,  sperperandolo,   ben  altro patrimonio genetico e un differente sistema di valori.

E i muscoli esibiti a ogni pié sospinto per confermare a se stessi la propria virilitá, non riescono piú a nascondere il fallimento che tutto travolge e accompagna al fondo: l’intera realtá industriale e distributiva, la “classe dirigente” e la “forza lavoro” che in essa investe il proprio futuro, le attivitá “terze” che da essa sono indotte e, ultimi, i Gestori.
Interessa solo “dimostrare” che si é fatto “meno peggio degli altri”, “meglio del mercato” che si é provato di mandare alla malora in ogni modo e che proprio lí finalmente é andato, con una marginalitá ridicola e un valore degli asset industriali da svendita.
In queste condizioni non rimane che affidarsi all’antica arte di cercare scuse, non importa quanto ridicole, non conta quanto logore e abusate.
L’importante é indicare la “malattia che ti ha bloccato, che ti tarpa le ali”, come l’Americano a Roma di Sordi.
Ed ecco, come se piovesse, gli orari e i turni, i contratti, la clausola di recesso, le associazioni in partecipazione, le gestioni dirette, il pricing personalizzato, il mercato che cambia, la selfizzazione: tutto é buono per distogliere dalle proprie responsabilitá.
Le dichiarazioni del “manager” di eni riportate di recente dalla stampa e di seguito riprodotte, ne sono la summa.
Il potente leader del mercato si lamenta.
Dei prezzi alti (guadagna poco), dei troppi impianti (pochi anni fa ne ha venduti 7000, mica li ha chiusi), dei gestori (guadagnano troppo): qualcuno giura di avergli sentito dire, tra sé e sé, che se le cose non cambiano porta raffinerie e impianti a Chattanooga (USA).

logo_ascaCarburanti: Grossi (Eni), ecco perché in Italia il pieno é piú caro

22 Marzo 2012 - 16:17

(ASCA) - Sesto San Giovanni (Mi), 22 mar

Troppi distributori presenti sul territorio e costi di gestione di gran lunga piú elevati di quelli dei principali competitors internazionali.

Per Paolo Grossi, vicepresidente esecutivo Retail della divisione refining e marketing  di  Eni, sono queste le principali criticitá del sistema nazionale della distribuzione dei carburanti. ''La rete italiana é in ritardo rispetto alla rete europea'',   ha chiarito il manager durante la presentazione di Eni Station.

''Ed é un ritardo - ha puntualizzato - che si ripercuote sul prezzo alla pompa che in Italia é superiore rispetto a quello di altri paesi europei''.

IL roblema, ha spiegato, é soprattutto quantitativo: ''In Italia abbiamo troppe stazioni di rifornimento, secondo i dati di fine 2010 sono 22 mila e 220. Un numero pari a circa il doppio rispetto a quello di paesi con consumi di carburanti simili ai nostri. E avere il doppio delle stazioni rispetto agli altri significa essere meno efficienti in termini di costi gestionali''.

Ma da sciogliere, secondo Grossi, c'é anche un nodo normativo: ''In questo momento c'é una legge che obbliga le societá petrolifere a cedere per 12 anni, attraverso contratti 6+6, le stazioni al gestore. In altri paesi questa procedura é molto piú flessibile, i contratti hanno durata minore e possono essere rescissi, insomma si tratta di una tipica negoziazione tra due imprenditori''. Senza contare che fino all'entrata in vigore del decreto liberalizzazioni  ''l'Italia   ha  scontato  limitazioni   rispetto all'Europa su orari e giorni di apertura delle stazioni di servizio e categoriemerceologiche''. Tutto a svantaggio dei costi di gestione che 'in altri Paesi incidono sul prezzo del carburante per 1,6, massimo 2 centesimi al litro, mentre in Italia pesano per 4 centesimi al litro. Questo soprattutto il settore non oil (attivitá commerciali e di ristoro - ndr) é scarsamente sviluppato''. Da Grossi anche un'analisi sul peso dei gestori nel panorama della distribuzione nazionale: ''In Italia il 50% delle stazioni é in mano ai grandi marchi, come Eni, Esso o Shell. Il restante 50%, circa 11 mila stazioni, é di proprietá di privati. Di questi 9 mila scelgono di legarsi a un grosso marchio, ma ce ne sono 2 mila che operano con i loro nomi''. fcz/mau/bra

reutersEni utilizzerá flessibitá DL liberalizzazioni su vendita carburanti

giovedí 22 marzo 2012 16:06

SESTO SAN GIOVANNI, 22 marzo (Reuters) - L'indomani del via libera della Camera al decreto legge sulle liberalizzazioni, Eni punta a utilizzare tutta la flessibilitá prevista per trasformare le attuali stazioni di servizio sulla rete nazionale in "stazioni di servizi" in cui sia possibile non solo fare il pieno, ma anche consumare al bar, fare acquisti di vario genere o lavare la propria auto. L'obiettivo é di ridurre il prezzo dei carburanti fino a 10 centesimi al litro in tutto l'arco della giornata, incidendo sulla componente dei margini che allontana l'Italia dagli altri Paesi europei.

"Le iniziative che stiamo lanciando fanno parte della normativa prevista dal decreto sulle liberalizzazioni e utilizzeremo la flessibiltá prevista dal DL per trasformare le stazioni di servizio in stazioni di servizi: non solo oil, ma anche bar e vendite di prodotti vari non stop 24 ore su 24. L'obiettivo é quello di allineare le nostre stazioni a quelle degli altri paesi europei", ha spiegato Paolo Grossi, retail executive vice president della divisione Rifining & Marketing di Eni.

Oggi la major italiana gestisce 1.500 stazioni di servizio in otto Paesi del centro ed est Europa (una anche a Mosca sulla strada che porta all'aeroporto), pari a una quota di mercato del 14%, subito dopo quella di Shell. Ma se in questi Paesi la trasformazione delle stazioni di servizio í oramai un dato di fatto, in Italia (4.600 quelle a marchio Eni) c'é ancora molto da fare. "Su tutto il territorio nazionale ci sono 23.120 stazioni di servizio stando ai dati di fine 2010, il doppio che nei Paesi che hanno consumi analoghi a quelli italiani, come Francia e Germania. Il doppio vuol dire avere maggiori costi fissi legati alle stazioni con un erogato medio di carburanti inferiore", ha aggiunto il manager. In altri termini, solo trasformando le stazioni in luoghi dove sia possibile acquistare anche altri prodotti sará possibile ridurre i margini derivanti dalla vendite dei carburanti, recuperandoli su altre attivitá.

Giá ma di quanto puó scendere il prezzo della benzina? Escludendo oltre 1 euro legato a tasse e accise, il costo della materia prima, piú altre componenti che incidono sul prezzo finale, restano 15 centesimi di margine fra compagnia petrolifera e gestore, pari al 6-8% del prezzo totale. "Per questa ragione lo sconto massimo che Eni potrá applicare sulle stazioni iperself, dove si pagherá con bancomat e contanti in tutte le 24 ore della giornata, sará compreso fra 5 e 10 centesimi", conclude Grossi. Sconti che potrebbe aumentare qualora ci sará una vera razionalizzazione della rete nazionale delle stazioni di servizio, come previsto dal Decreto legge appena approvato. (Giancarlo Navach)

Commenti (14)
  • Giacomo  - Ormai ho capito . . . . .

    già dall'apertura dei primi centri commerciali, che tutto quello che ci fanno apparire "conveniente" è solo una fregatura per tutti noi comuni mortali!

  • quasi ex eni

    ma gli "assistenti rete" quando eni avrà cannibalizzato tutti i suoi Gestori
    cosa faranno? a chi venderano olio, e accessori vari le coccole e tutte le baggianate che ci hanno proposto fino ad ora?????
    ma questi se lo sono mai chiesto che se sparisce il Gestore prima o poi spariscono anche loro!!!

  • australopiteco

    provate a chiederlo a quei poveri "territory manager" della, sanno che ormai sono alla canna del gas...

  • Alex

    L'eni si vanta di avere distributori in tutta Europa ,dove il dipendente del Gestore guadagna più di noi Gestori in italia, questo deve spiegare, poi deve spiegare come mai il Gestore italiano sfruttando tutti gli sconti possibili paga l'olio eni più di quanto lo paga il cliente in un qualsiesi rivenditore, che sia centro commerciale oh, altro, persino il fruttivendolo vende l'olio eni meno del distributore. In Europa, l'eni le leggi, e le regole, deve rispettarle.I vecchi dicono : prima si sono finiti il vino, ed ora mettono il lucchetto alla botte.
    In altre parole sono 4 anni che partoriscono fallimenti uno dopo l'altro, ed ora la colpa sarebbe del Gestore ???!!!

  • bertus

    Rivediamo attentamente l'ultimo video postato con l'intervento di Di Vincenzo su sky tg 24 . In studio anche Zorzoli e Enrico De Vita.
    De Vita , nei commenti , indica come corresponsabile al divario dei prezzi con pompe no-logo, anche le campagne promozionali e a punti valutando in circa 5 cent il peso di queste ultime ( penso compreso anche l'indotto pubblicitario e organizzativo). Zorzoli indica in circa 6 cent. l'effettivo divario medio con i no-logo nell'ultima settimana. Mettete insieme queste due affermazioni e traetene le dovute conclusioni. Inoltre , sabato scorso la finanza vuole vederci chiaro sulla raffica quasi quotidiana di aumenti da inizio anno. Considereranno sulla formazione del prezzo anche il costo "promozioni"?. Il prezzo non dovrebbe essere al netto di quest'ultimi , vista l'assimilazione a servizio di pubblica utilità con relativa normativa? Inoltre , si tenta di RIBASSARE il prezzo; ma verso quale indicatore visto il quasi quotidiano AUMENTO? Stabiliscano un indicatore di riferimento CREDIBILE , si progetti un limite oltre il quale intervenire per raffreddare il prezzo con interventi governativi ( accise - iva) .
    Poi una ultima riflessione : Eni , ma non solo lei , nel suo lavoro di acquisizione di fette di mercato investe capitali notevoli in pubblicità , compreso il rebrandig da adgip a eni ( sempre da commento di De Vita sul vide ). Rigira le spese alla pompa , e alimenta indirettamente lo stacco verso le pompe no-logo che come pubblicità investono solo sul prezzo . E alla fine al Gestore , ormai privato di ogni professionalità , chidono i sacrifici per rimanere competitivi.......................

  • Un Gestore Agip

    Ma a qualcuno non può venire in mente di denunciare l'ENI di abuso di potere dominante nei nostri confronti?

  • Roberto Gestore IP

    Ma Quale abuso di Potere , Non c'e' Futuro per Noi , All'Estero sono Decenni che E' cosi' , in Germania ho Visto Mega Distributori fino a 6 Piste di Rifornimento senza un Operatore DICO UNO , Eppure Funzionava Tutto Perfettamente !!! Io Mi Riterrei Fortunato se un Giorno la Mia Societa' Mi Proponesse un Contratto da Responsabile ( Dipendente ) , Ci Metterei 1000 Firme !!!

  • ipstation

    Intanto a Piacenza quasi tutti hanno aderito a h24 (ho chiesto a vari colleghi amici eni)..........quindi dal 1 aprile io saro' in mezzo a 1 pompa bianca e a 2 eni h24 :upset

  • icarus  - x ipstation

    Anche IP a quanto sentito è prossima ad organizzare un qualcosa di simile all'iperself 24h. A quel punto partirà anche esso , Q8 ,tamoil..........
    alla fine tutti saranno in ipersel 24 , e il Gestore a guardare le pompe .
    Secondo passo sarà poi cambiare i contratti . Girano voci di contratto di appalto di servizi , e da quanto possa immaginare penso che ci daranno un compenso forfettario per il "servizio" prestato al controllo dell'impianto , con contratto brevissimo ma rinnovabile ( annuo? ) . Flessibilizzazione dei contratti??!! Questa al momento la storia scritta.
    Il finale non è ancora stabilito, ma non ci vuole molta immaginazione.
    Spetta alla Categoria partecipare alla scrittura definitiva del finale.

  • Giaco

    Non ti preoccupare ipstation, l'anno prossimo sarai da solo ;)

  • ipstation

    x Giaco,speriamo sia cosi ;)
    X icarus ,ip non puo' obbligarmi a nulla,come ho disdettato nectar nel 2010 a causa dei costi assurdi cosi come altre 1.000 ca..ate che mi hanno proposto,il mio assistente rete sà in anticipo che qualsiasi campagna punti/promozione/sconto con mia partecipazione anche di 1 solo millesimo sarà rifiutata( infatti come dice lui io sono la perla nera )

  • Roberto Gestore IP

    Anche in Provincia di Genova , tutti quelli che Conosco ( Parecchi ) HANNO ADERITO ... Vorrei un po' vederli tutti quelli che dicono di NON AVER ADERITO ... Sono Pochi Secondo me ...

  • No H24 ergo sum

    Il mascellone continua a dar la colpa a tutti meno che ai manager Eni che hanno partorito una cazzata dopo l'altra.
    Qualcuno lo informi che se in via Laurentina avessero i tassi di produttività dei Gestori, a quest'ora Eni si sarebbe comprata la Exxon-Mobil.
    Questi cialtroni vorrebbero anche far credere che noi "pesiamo" per 4 cent al litro dimenticando di dire che in quei 4 cent ci sono tutte le spese correnti di gestione dell'impianto
    Cominciate a tagliarvi i vostri stipendi che è la prima mossa da fare.

  • ipstation

    P.S,.
    il contratto è stato appena rinnovato x altri 6 + 6 anni con aumento dell'affitto di solo il 50% (f***i di p*****a !!!)e chiaramente mi hanno detto : o cosi o consegni le chiavi e non potendo fare altro ho firmato ,io SPERO che vogliano rescindere questo contratto x propormi altro,ho il legale già pronto a chiedere indennizzi tali da vivere di rendita !!!

Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [s] [url] [quote] [code] [img]   
:):grin;)8):p:roll:eek:upset:zzz:sigh:?:cry
:(:x
SECURITY
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell\immagine.
Commentando dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di questo sito.
Per mantenere un livello civile della conversazione, verranno eliminati tutti i commenti che contengono: turpiloquio, offese, violazioni della privacy, off topic, istigazioni alla violenza o al razzismo, minacce ecc. Gli utenti che violeranno ripetutamente la nostra policy verranno bloccati/bannati. La Redazione.

Articoli correlati:
Articoli più recenti:
Articoli meno recenti:

Il sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l'esperienza dell'utente. Inoltre utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, per fornire funzionalità di social media e analizzare il nostro traffico.Condividiamo informazioni sull'utilizzo del nostro sito con i nostri social media, i partner di pubblicità e analisi che possono combinare tali informazioni con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto dal vostro uso dei loro servizi. Proseguendo la navigazione accetti di ricevere i cookie. Per saperne di piu' leggi la nostra privacy policy.

Accetto i cookies di questo sito.

Informativa e acquisizione del consenso per l’uso dei cookie