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Micheli, Figisc: governo inerte ed aziende elusive, tutti i nodi d’autunno

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Mentre la crisi del settore [che dura da anni e non da mesi] dalla raffinazione alla distribuzione continua a peggiorare senza alcuna inversione di tendenza, un governo inerte e confuso ed un’industria petrolifera del tutto priva di strategie, e preoccupata solo di continuare a scaricare le conseguenze sulle parti sociali più deboli del comparto [gestori, lavoratori], lasciano consumare inutilmente il tempo e marcire la  situazione. 

A ciò si aggiunga l’Europa astratta e burocratica di Bruxelles, che, incapace di qualsiasi tutela della raffinazione, apparato industriale strategico per il continente, in un contesto internazionale chiaramente asimmetrico, è, invece, efficacissima nel dedicarsi a questioni di assolutamente infimo dettaglio come l’estensione degli impianti ghost  anche  nei centri  abitati.

In autunno, dopo una pausa feriale segnata dai rigori e dalle incertezze della crisi economica, ci ritroveremo con tutti i nodi aperti ancora irrisolti e con una realtà che dal passare del tempo è stata solo aggravata ed ulteriormente compromessa, con il suo strascico drammatico nella vita concreta  delle  imprese  e  delle  persone.

È passato un anno dal verbale d’intesa con il ministero [27 luglio 2012, Sottosegretario, come ora del resto, Claudio De Vincenti] in cui si parlava di «assicurare, all'interno dello stesso marchio, al gestore condizioni eque e non discriminatorie per competere nel mercato di riferimento» oppure di «assicurare la salvaguardia del margine del gestore» o anche solo di «riaprire al più presto i tavoli per le trattative   sugli   “accordi  di  colore”  aziendali».

Da allora non è stata osservata una sola virgola di quei propositi [sottoscritti anche da un rappresentante del governo], tutto è continuato come prima o peggio [si pensi alle proposte «indecenti» del contratto di appalto o di servizio a 6mila euro], l’unica competizione possibile sul mercato non è certo quella del gestore, i margini sono stati ulteriormente taglieggiati, tra minori margini e minori vendite se n’è andato il 50 % del giro d’affari, facendo schizzare l’indebitamento e rendendo insostenibile l’equilibrio economico  delle  gestioni.

L’unica novità rispetto ad un anno fa è che oggi non ci sono gli «scontoni» dei weekend d’estate: un fuoco di paglia di cui non sono ancora spente le braci, non si è ancora dissolto il puzzo, non si sono ancora finiti di pagare i prezzi, dal momento che vi sono state bruciate tante risorse che le aziende non hanno più i denari [o si nascondono dietro questo pretesto] per aggiornare i margini dei contratti, per pagare i cali carburanti, per onorare puntualmente almeno i crediti dei  gestori.

E delle nuove tipologie contrattuali, di cui si parla dalla legge 111/2011 [due anni!] e poi si riparla nella legge 27/2012 [un anno e mezzo!], che avrebbero dovuto affiancare l’affidamento in comodato assicurando «condizioni eque», non si sente più nemmeno parlare. Forse perché prima c’era la crisi del governo Monti, poi la campagna elettorale, poi l’elezione del presidente della repubblica, poi l’infinita storia della formazione del nuovo governo, poi quella del capire  che  fare  [o  che  rimandare].

Neppure un preciso ordine tra le deleghe del ministero è stato fatto, e quando, infine è stato in qualche modo rabberciato [pochi giorni fa], per il settore energetico si capisce  ancor  meno  chi  fa  cosa.

Neppure una questione tutto sommato banale - come la stabilizzazione del bonus fiscale anche alle nuove eventuali tipologie contrattuali previste dalle leggi che sopra ho citato - si è saputa recepire da parte del ministero, nonostante l’emendamento di Luca Squeri al così detto «decreto del fare» avesse tentato di colmare questa lacuna prima della blindatura in aula con il voto  di  fiducia.

E le uniche cose che abbiano qualche attinenza con il settore che il governo ha fatto dopo il suo laborioso insediamento sono un piccolo aumento delle accise a partire dal 2014 e la moral suasion sui prezzi di metà luglio [un appuntamento fisso estivo di tutti gli anni, vecchi film in bianco e nero]. E intanto i consumi smottano ancora dopo la frana del 2012, la fiscalità dei carburanti è causa dei due terzi dell’aumento dei prezzi negli ultimi cinque anni, i costi di distribuzione sono diminuiti [grazie tante: li hanno pagati i gestori!], la ricetta – al di là delle parole -che viene indicata è quella della automazione della rete [cioè dell’espulsione del gestore, della     perdita di posti di lavoro, insomma, di un ulteriore impoverimento dell’economia] e la filosofia del sistema è quella dell’«arrangiatevi».

Questo è quello da cui dovremo giocoforza ripartire fra qualche settimana: una pessima e perdurante prova di industria petrolifera e governo, un pessimo voto all’elusività  ed  all’inerzia.

Estratto da Figisc Anisa News 32/2013

Commenti (10)
  • GINO  - ALLORA.........

    DOPO QUESTA PRESA D'ATTO DELLA SITUAZIONE,CHE ,FRA L'ALTRO CONESCEVAMO TUTTI BENE,COSA SI INTENDE FARE????? :? :? :? :? :upset

  • IL Gestore  - re: ALLORA.........
    GINO ha scritto:
    DOPO QUESTA PRESA D'ATTO DELLA SITUAZIONE,CHE ,FRA L'ALTRO CONESCEVAMO TUTTI BENE,COSA SI INTENDE FARE????? :? :? :? :? :upset

    UNA BEATA MINCHIA .....come sempre faranno un po di incontri verbali promesse e tra un anno cosa si sarà fatto ....UNALTRA BEATA MINCHIA.

  • roberto s eni

    non dobbiamo aspettare i sindacati ormai collusi dobbiamo agire legalmente contro le petrolifere per il mancato rispetto degli impegni e delle leggi,aderiamo in massa alla nuova associazione SOS Gestori CARBURANTI. e apriamo un maxi contenzioso contro le petrolifere cosi forse riusciremo a soppravivere. basta una email.

  • oleoblitz  - tutto uguale

    passano i mesi ma tutto immobile...solo i Gestori nella lunga filiera da pozzo petrolifero a distribuzione soffrono, incazzati e indebitati...molti han chiuso ... il settore alla fine si autoeliminerà da solo, senza bisogno di tante parole...questo vogliono tutti e NOI i*******i glielo abbiamo permesso...negli anni abbiamo permesso tutto e di più!!!!!! ora inutile piangere...come dico da sempre BASTA SCONTI... :grin

  • ttr  - Per Micheli- figisc

    Un saluto a Micheli e un grazie per l'esposizione che ha fatto. A differenza di altri colleghi che pensano sempre che i sindacati sono fermi nel portare avanti le rivendicazioni , io penso , leggendo assiduamente queste pagine, che le idee e le proposte non manchino , e che in un certo qualmodo un minimo di considerazione ci sia anche da parte delle petrolifere. Meno da parte governativa.
    Ho comunque la sensazione che tutta la situazione sia come un enorme gioco a incastro . Ci sono una serie di posizioni da portare avanti sindacalmente e con idee abbastanza precise , una serie di posizioni che invece vengono caldeggiate dalle singole Compagnie , e una serie di posizioni che vengono ritenute valide da UP e Assopetroli in un contesto più generale. Tutte queste tessere del mosaico hanno solo bisogno di un tavolo su cui disporsi per comporre , o meglio ricomporre , il quadro generale del settore con la supervisione di un " certificatore" che che convalidi e notifichi il tutto e questo certificatore è rappresentato dalle parti governative.
    Credo inoltre che sia i sindacati che le compagnie abbiano una serie di mosse e contromosse che al momento non vengono esplicitate oltre una certa misura per non compromettere oltremodo la composizione del mosaico. Tutto ruota su alcuni cardini strategici che al momento non sono stati condivisi o ben chiariti , ma che trovando un punto di partenza condiviso il tutto possa essere ricondotto a una nuova fase di dialogo su cui rifondare i rapporti commerciali al momento degradati oltre ogni limite.
    Io sono dell'avviso che come base della categoria soffriamo di un defecit informativo, evidenziato dai commenti che compaiono su queste pagine , deficit questo che porta anche a una disgregazione dell'unità di intenti.
    Sono inoltre dell'opinione che servirebbe un assise generale dei Gestori per approfondire tutti i vari aspetti , ascoltare e informare la base , cercare metodologie di lotta alternative al classico sciopero , dimostrare compattezza di intenti.
    Una volta chiarite le nostre posizioni interne , bisogna partire con qualcosa di eclatante anche a livello mediatico per costringere le parti a non fuggire davanti alle proprie responsabilità , o si dica a quel punto , anzi si metta per iscritto , quali sono le reali intenzioni senza seguitare a portare avanti la linea del "darwinismo" del settore.
    Dobbiamo occupare il Ministero a tempo indeterminato ?? facciamolo! Dobbiamo fare un sit-in sotto casa del presidente della repubblica ?? facciamolo! Dobbiamo incatenarci davanti a equitalia per dimostrare il nostro stato economico ?? facciamolo! Dobbiamo fare le tre cose contemporaneamente ?? facciamolo !!
    La rabbia è tanta , la voglia di agire pure , manca solo la coordinazione degli intenti. Lo sciopero , nella situazione in cui siamo è solo un autopunizione e tanti sono in una situazione per cui anche un giorno di sciopero e un mancato versamento in banca comprometterebbe la situazione economica aprendo scenari ben comprensibili. Dobbiamo avere i nervi saldi e coordinarci meglio , le idee non mancano la voglia di lottare c'è ; raccordiamo meglio base sindacale/vertici sindacali , chiariamoci meglio , ascoltiamoci con più attenzione , e a settembre partecipiamo a una nuova fase di lotta sindacale con più determinazione e più partecipazione .
    FATECI SAPERE A BREVE...

  • kazunori

    quindi caro TTR dopo il tuo bel discorso mi vengono in mente solo due parole CHHEE FFFAAMO :? :? senza offesa ma sai quanti anni sono che leggiamo e sentiamo tanti buoni propositi ,tante buone idee,nuove forme di lotta :? :? :? ma lotta de che' che stiamo tutti alla canna del gas :upset :upset :upset :upset :upset :upset :upset :upset :upset

  • ttr  - per kazunori

    Che famo ?!
    dal primo al 20 settembre chiarimento con i tre sindacati per fare il punto della sitazione , il 30 settembre mille Gestori faib sit in sotto il quirinale , 1000 Gestori fegica occupazione del ministero sviluppo economico , mille Gestori figisc occcupazione equitalia.
    Richiesta : immediata riapertura vertenze in atto , cadenza giornaliera fino ad accordo avvenuto , presidio permanente rappresentanza dei Gestori . Mille sono troppi? facciamo 700. duemila circa in totale , il 10%. delle gestioni. Non si troveranno mai 2000? e allora vuol dire che non stiamo così male. Se siamo solo quel centinaio che partecipano al forum, le petrolifere hanno già vinto.
    Oppure , facendo il punto con i sindacati escono proposte diverse, decidiamo in un altro modo.
    L'importante è riunirci , discutere , decidere, e fare.
    Sotto questo profilo i sindacati hanno qualche carenza , ed ho approfittato del commento di Micheli proprio per chiedere di organizzare la partecipazione della base. Non è questo che vogliamo ? o abbiamo dato delega per risolvere i nostri problemi semplicemente attendendo gli eventi passivamente ?
    Una risposta dai sindacati è attesa.

  • gianna

    sono pienamente d'accordo io CI STO. nel frattempo magari..... potrebbero fare un'interpellanza alla camera perchè questa è materia di interpellanza. DOBBIAMO ESSERE UNITI PER IL NOSTRO BENE. POSSIAMO FARGLI MALEEEEEE

  • Antonio  - FATTI NON PAROLE

    MICHELI

    Ci vogliono fatti non parole, le cose che dici le conosciamo benissimo, tu sei il presidente tu devi trovare le soluzioni.
    Basta tavoli di lavoro, basta rimandare, qui stiamo morendo e continuano a spremere il limone anche oltre la buccia.
    Sei bravissimo a scrivere, bravo ! ora decidiamo cosa fare subito...

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