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Regioni e Comuni non possono 'resuscitare' le distanze minime fra impianti di carburante

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Anche nei piccoli centri serve più concorrenza. Inutile per chi teme l'avvento di nuovi competitor invocare il provvedimento "restrittivo" del Comune che si allinea al piano della Regione, se la presunta razionalizzazione del settore tende solo a proteggere gli operatori già presenti sul mercato, dopo che la Corte di giustizia Ue ha bocciato la normativa italiana perché contraria al principio comunitario della libera concorrenza.

Lo precisa il Consiglio di Stato con la sentenza 2456/12, pubblicata dalla quinta sezione civile e riportata dal sito Cassazione.net deve ritenersi ormai superato l'orientamento giurisprudenziale di Palazzo Spada secondo cui le autorizzazioni all'apertura degli impianti di distribuzione di carburanti devono essere rilasciate alla luce dell'intero apparato distributivo locale esistente, nel quale la distanza minima tra le pompe di benzina costituisce un parametro da verificare (è la stessa quinta sezione a confermare il proprio cambiamento di rotta); nell'indirizzo interpretativo precedente, infatti, la distanza era ritenuta un criterio utile per valutare la possibilità di sopravvivenza sul mercato di ciascun esercizio e l'esigenza di assicurare agli utenti condizioni ottimali per la fruizione del servizio.

L'impianto "incriminato", nella specie, si trova a circa 170 metri di distanza da uno preesistente mentre il Comune si è adeguato alla piano regionale secondo cui nelle zone dalla scarsa urbanizzazione la distanza minima fra distributori deve essere almeno di 500 metri (oppure 800 o addirittura 7 mila, a seconda delle zone). Non risulta tuttavia proficuo, per il concorrente, esigere il rispetto di norme che devono ritenersi superate dopo la sentenza pronunciata nella causa 384/08 della Corte giustizia europea: la normativa italiana è stata infatti bocciata perché, stabilendo le distanze minime che valgono soltanto per i nuovi operatori, finisce per proteggere lo status quo, e quindi chi sul mercato c'è già, ostacolando l'eventuale insediamento di nuovi concorrenti.

Commenti (4)
  • peppe  - invece per i tabaccai....

    ovviamente questo vale solo per i benzinai, per i tabaccai le distanze vanno sempre rispettate. Ma che categoria di m***a che siamo diventati........

  • Toni  - se fà mo giorno

    La legge da rispettare è Europea......... però strano che negli altri Paesi dell'UE le pompe sono in numero di gran lunga inferiore alle nostre. Ma noi abbiamo bisogno di 30.000 impianti?

  • Fabiano  - avanti tutta alla GDO

    Cari colleghi ancora una volta la drande distribuzione la fa da padrona e si fa supportare in ambito Europeo ...non importa se la rete è già affollata e malconcia......alla faccia dell'autorità garante della concorenza !!!! il disegno e chiarissimo ...Piazzare dei bei distributoroni darli alla Gdo che elimina ogni tipo di servizio pk tanto non serve il benzinaio si fa tutto in self bastano 5 o 10 impiantoni per provincia e si ristabilizza il Monopolio .....

  • Alex

    Come mai non tolgono i limiti alle farmacie per favorire la concorrenza ?
    In un paese di 20.000 abitanti ci sono 4 farmacie, 13 distrbutori come mai ?
    Al posto di aprire distributori senza un minimo di logica, ma sol per favoritismi e poi urlare hai quattro venti che il prezzo non si può abbassare perchè abbiamo una rete distributiva troppo capillare rispetto al Europa, sarebbe più giusto capire le raggioni vere perchè in italia quando fa comodo rispettiamo le leggi Europee, e quando fa bisogno applichiamo le nostre.
    Tutti coloro che fanno queste proposte assurde, dove in altri paesi Europei avrebbero chiamato il 118 a senire certe menate, potrebbero immaginare che noi comuni mortali siamo PADRI DI FAMIGLIA, CHE ABBIAMO SEMPRE SACRIFICATO I NOSTRI MISERI MARGINI PUR DI CONTENERE I PREZZI, PORTANDOCI A GUADAGNARE META' DI QUELLO CHE GUADAGNA UN Gestore EUROPEO E MENO DI META' DI QUELLO CHE GUADAGNA UNA GDO SUI CARBURANTI.
    UN BAMBINO STUPIDO IMMAGINA SUBITO CHE IL PROBLEMA NON E' IL Gestore CHE CON IL SUO GUADAGNO INFERIORE A CHIUNQUE ALTRO TI OFFRE ANCHE IL SERVIZIO, MA IL PROBLEMA E' il prezzo di cessione diverso.
    I nostri grandi manager sono sicuramente più bravi del bambino a tirare fuori conclusioni, il problema forse più grande è che l'italia diventa sempre più un AZIENDA A CONDUZIONE FAMIGLIARE, e spazio per noi plebe manca.

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