Studi di settore: esclusi i distributori di carburanti

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Per la Commissione Tributaria Regionale del Lazio la contabilità è sempre a disposizione dell'Erario

Il principio. Non si applicano gli studi di settore ai gestori degli impianti di distribuzione di carburante, poiché obbligati alla tenuta di una dettagliata contabilità analitica di magazzino sempre a disposizione del Fisco.

La sentenza. E’ quanto emerge dalla sentenza della sentenza numero 272/29/2011 della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, pubblicata lo scorso 16 novembre 2011.

La vicenda. Il gestore di un impianto di distribuzione di carburanti si vedeva notificare dall’Agenzia delle Entrate un avviso di accertamento, fondato, tra l’altro, sullo scostamento rilevato dallo studio di settore SM80U (vendita al dettaglio di carburanti per autotrazione). A quel punto, il contribuente proponeva ricorso presso la competente Commissione Tributaria Provinciale, la quale lo accoglieva, aderendo così alla tesi prospettata dalla parte privata, circa l’illegittimità dell’atto. L’Ufficio ricorreva in appello.

Motivi della decisione. Niente da fare per l’Ente impositore. Ad avviso del Collegio di secondo grado: “nel caso di specie non possono trovare applicazione gli studi di settore, posto che i singoli gestori degli impianti di distribuzione carburanti concessi in comodato dalle società petrolifere, sono obbligati a registrare giornalmente sui registri di carico/scarico controllati dal fisco la movimentazione dei carburanti”. Da un simile meccanismo di registrazione discende, quindi, una “dettagliata contabilità analitica di magazzino sempre a disposizione dell'erario”, dal che è illogico ipotizzare, come fatto dall’Ufficio, la percezione di ricavi non annotati sulla base del mero scostamento dai parametri di normalità economica, senza procedere a un esame di dettaglio dei citati registri obbligatori.

Conclusioni. Insomma, alla luce del suddetto rilievo la CTR ha respinto l’appello, confermando la decisione del giudice di prime cure. La pronuncia dei giudici tributari del Lazio, a ben vedere, si innesta in un filone giurisprudenziale oramai granitico, originato dalla sentenza 26635/2007, resa dalla Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite.

Fonte: Redazione Fiscal Focus


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