La Consulta rigetta il ricorso delle Regioni su liberalizzazione orari e aperture commerciali

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La Corte Costituzionale, con la sentenza 299/2012, ha dichiarato "non fondate le questioni di legittimità costituzionale" relative alla deregulation degli orari e aperture inserite nel decreto "Salva Italia". Sono stati così rigettati i ricorsi in materia presentati nei mesi scorsi dalle Regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Lombardia e Piemonte. Di fatto, dunque, la Corte conferma la legittimità della normativa attualmente in vigore, che non stabilisce alcun limite agli orari, né alle aperture festive. 

Quindi le unità commerciali potranno aprire 24 ore su 24 nei 365 giorni dell'anno senza tener conto delle ricadute sui valori sociali e aggregativi.

Un coro di disappunto unanime arriva dagli operatori del piccolo commercio secondo i quali questa sentenza rischia di farlo scomparire, schiacciato dai colossi della grande distribuzione pronti a sacrificare giorni di riposo e a procedere a colpi di aperture no stop nella disperata caccia al cliente. Cosa che gran parte degli esercizi commerciali non sono in grado di fare. Secondo molti commercianti, i consumatori rischiano di perdere quel servizio fondamentale rappresentato dai negozi di vicinato, ma perdono anche i titolari, costretti a sostenere costi e problemi gestionali per adeguarsi a questa deregolamentazione spacciata per liberalizzazione, per non parlare dei dipendenti, chiamati a sacrificare il loro riposo festivo.

Viva soddisfazione arriva invece da Federdistribuzione che rappresenta gli interessi della Grande Distribuzione Organizzata,  "esprimiamo soddisfazione per la sentenza depositata dalla Corte Costituzionale che conferma la piena liberalizzazione delle aperture domenicali e festive dei negozi introdotta dalla legge Salva Italia". Questo il commento di Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, alla sentenza della Corte Costituzionale, contro l'art. 31 della legge Salva Italia, ritenuto dalle ricorrenti invasivo della competenza legislativa regionale in materia di commercio."


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