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“Prezzo del metano troppo alto, chiudo la stazione per protesta”

Niki Millevolte è il titolare dello storico impianto a Piane di Rapagnano

Nessun rifornimento per una settimana nella stazione di metano di Piane di Rapagnano (la più vecchia del fermano, attiva dal 1951): è la protesta che ha deciso di attuare, da ieri, il gestore, Niki Millevolte (gestisce una stazione di carburante anche a Monte Urano): “Fino al 2 gennaio (se non cambiano i prezzi del metano), chiuderò quel rifornimento per protesta, per far vedere, nel mio piccolo, che penso ai miei clienti. Le rivoluzioni non si fanno andando nel rifornimento col prezzo minore. Meglio andare a benzina, facendo mancare i kg venduti di metano”.

Abnorme l’aumento: da 0,959 euro di settembre il costo è passato a 2.499, con il lavoro del gestore crollato a picco: “D’accordo con la ditta fornitrice, abbiamo cercato di ridurre un po’ il costo, rimettendo qualcosa da ambo le parti. Ma non serve, perché è fuori prezzo” spiega il montegranarese Millevolte che, ieri, ha incassato la solidarietà di clienti e di colleghi che, chissà, potrebbero pure seguirlo.

“Siamo alla canna del gas, ormai, si lavora sempre meno, passiamo da chi se ne sta approfittando e invece non possiamo farci niente. Ho deciso di chiudere quella stazione dopo due mesi di rimesse. Impossibile andare avanti con turni di 14 ore e due operai da pagare. Qualcosa si sta muovendo a livello europeo. Speriamo”. Nel frattempo, le auto aziendali possono scaricare i costi dell’esoso rifornimento, ma agli altri Millevolte consiglia la benzina “tanto ormai quasi conviene di più”.

Fonte: il Resto del Carlino 

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