Il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, sul caro-energia: ricaricare un’auto elettrica oggi costa quasi come un pieno di benzina. “Serve un corretto energy mix”
Il ministro della transizione Ecologica, Roberto Cingolani, nel suo intervento all’evento genovese “Italia Domani- I Dialoghi sul Piano di Ripresa e Resilienza” evidenzia come l’aumento dei costi dell’energia influisca, negativamente, anche sul mondo della mobilità. «”Molte delle cose che stiamo facendo vanno a mitigare il costo dell’energia e tutta una serie di cose che non rendono la transizione giusta”, spiega Cingolani.
Auto elettrica, conviene?
“Se io oggi mi compro la Tesla e mi faccio la volvox a casa, il conto elettrico della Tesla che mi sono comprato mi viene più o meno quanto il conto della benzina. Con quello che costa oggi l’elettricità quasi non mi conviene”, continua il Ministro che poi individua l’origine del problema. “Paghiamo errori sull’energy mix del nostro Paese. Noi abbiamo solo gas e rinnovabili e il gas lo importiamo tutto da fuori. Noi dobbiamo lavorare tecnicamente su una transizione ecologica che parte dall’energia, con un energy mix pensato correttamente facendo chiaramente delle misure contingenti, ma siamo in un mercato globale e questo complica tutto. E quindi ripeto: non ci sono soluzioni in pronta cassa. Bisogna lavorare e vedere in tempo reale tutto quello che si può fare”.
Intanto il Governo apre il dossier sull’ Automotive e mette in calendario, domani, un incontro a Palazzo Chigi sul tema. Non ci saranno le parti sociali ma dovrebbero partecipare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli e i ministri Franco , Giovannini, Cingolani e Giorgetti. Il titolare del dicastero dello Sviluppo economico, durante l’intervento alla Camera di Commercio Italo-tedesca, ha preso una posizione critica sul tema della transizione ecologica e degli obblighi imposti da Bruxelles sullo stop ai motori endotermici: “Non possiamo nasconderci il rischio – ha evidenziato Giorgetti – di conseguenze sociali e occupazionali indesiderate e potenzialmente gravi, in particolare per il settore automotive e per i piccoli produttori, se non saremo in grado di ascoltare gli input che ci vengono dall’industria»”. Il Governo, ha aggiunto, “deve riequilibrare alcuni interventi nell’economia, particolarmente incentivanti nei confronti del settore edilizio, mentre alcuni settori sono stati presi meno in considerazione come l’automotive”.

